"Aiutami
a trovare / Qualcosa di pulito / Uccidi ma non vuoi
morire / Uccidi ma non vuoi morire"
"Ballata
per la mia piccola iena" - Afterhours
"I
got God on my side / I'm just trying to survive /
What if what you do to survive / Kills the things
you love
Fear's a powerful thing / It can turn your heart black
you can trust / It'll take your God filled soul /
And fill it with devils and dust"
"Devils and Dust" - Bruce Springsteen
Esiste
un dio delle scelte nei negozi di dischi, o forse
un demone. La mano cerca nelle nuove uscite, nelle
offerte speciali, gli occhi riconoscono le copertine
o sono attratti da un disegno, una foto che, per qualche
oscuro motivo, permettono di riconoscere quel che
c'e' dentro. Un nome, un titolo nuovo. Ma la faccia
del Bruce si riconosce subito. Il suo sguardo verso
il basso, dei colori verdi e marroni. Da tuta mimetica.
Un disco da trincea per un paese in guerra. La mia
mano sceglie anche l'ultimo degli Afterhours.
Anche in
questo caso la copertina, elegantissima, mi dice tutto.
Sangue, amore, un paese che sta negandosi la sua identita'.
Le iene del titolo. I cani della lussuria dei The
The o la fine dei sentimenti e della storia.
Oltre al demone delle scelte discografiche, sono tormentato
anche da un angelo del viaggio. La macchina che solca
le strade, preferibilmente le provinciali, del Bel
Paese. Con un lettore CD ad emettere tutti i rumori
del mondo. My own radio, le mie scelte da DJ improvvisato.
In attesa che i dischetti di alluminio e plastica
franino sul pavimento della macchina alla prima frenata.
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Tutto
il disco oscilla tra le due anime di fondo: da
un lato una vena melodica che esplode in ballate
come "Ci sono molti modi",
neo-classico del genere due-cuori-e-una-camera-da-letto
("Non sai che il mio amore è una
patologia? Saprò come estirpartela via”
- Cosa? - NdR) o in "Carne Fresca"
e "Male in polvere".
Dal'altro lato abbiamo la grinta chitarristica
e vocale di "Ballata per la mia piccola
iena", "Il sangue di
Giuda" e " "La
vedova bianca".
(segue) |
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Un grande lavoro dove il boss gioca di fioretto
e di
scimitarra, non dando mai l'impressione di essere
un uomo seduto, né arrivato, ma ancora
animato da passioni e da voglia di raccontarle:
la title track potrebbe essere una "With
God on my side" riaggiornata ai
tempi di George W. Bush, dove si evidenzia lo
smarrimento di chi uccide, convinto di avere Dio
dalla sua parte e non si accorge di avere solo
"Diavoli e polvere".
(segue) |
Ascolto
i due dischi, mentre la strada da Pisa a Firenze si
scioglie sotto le ruote, attraverso Lucca, la campagna
florida e piena di fiori di una primavera in ritardo.
Attraverso i villaggi, le enclaves di testimonianze
storiche incapsulate da edilizia oscena e capannoni
industriali. Centri commerciali enormi, piccole botteghe
di fornai. L'amore, la passione per le piccole cose.
La familiarita' della campagna sventrata dal cartongesso
e dai colori assurdi dei palazzi e degli hard discounts,
con effigi di animali stilizzati e di castori vestiti
da idraulici. Una madonna del seicento, in un tabernacolo,
piange sangue e petrolio.
I due
dischi girano e si confondono, complice il mio cervello
ripartito in quattro lingue come un citofono per turisti
nelle chiese italiane. Italiano, francese, spagnolo,
inglese. Mescolo Bruce e Manuel. Mescolo ed unifico
lo spirito dei due dischi. Lussureggianti tappeti
sonori di chitarre ed arrangiamenti, voci stridule
o calde. Acustico Bruce, elettrico Manuel. Ma, ad
unirli, il desiderio di raccontare uno spazio di tempo,
un frammento della storia dell'universo dove Dio si
invoca, Dio permette di uccidere, distruggere, avvilire.
Il soldato americano in Iraq, a combattere una guerra
in nome di Dio (ah, l'eco supremo di Dylan...), il
ragazzo italiano a combattere l'assenza di significato
delle giornate che passano. L'anemia italiota, la
fine della creativita'. Sciacalli, iene. Ridens. Come
i cabarettisti di un Titanic a forma di stivale. L'amore,
suprema forza, immane maglio, che diventa dimenticanza,
cancellazione, oblio. Il volto dimesso dei giorni
da papi di transizione, governi balneari. Attese spasmodiche.
Di un
candidato giusto alle elezioni, di leoni, piuttosto
che piccole iene.
A consumar
cadaveri. I due dischi scivolano paralleli, mescendosi
come vino e gazzosa. Ritmi calzanti perfettamente.
L'America di Bush e l'Italia di Berlusconi.
Raccolgo un cd dal pavimento, lo infilo nel lettore,
ho riconosciuto di cosa si tratta. Antony,
I am a bird now. Scrollo fino alla traccia
sette. Fists of love. Una canzone che mi ha fatto
piangere, la prima volta che l'ho ascoltata. Un'altra
attesa d'amore o di grazia divina. In un inno ad una
pratica sessuale illecita. Manuel, Bruce ed Antony.
I tre lati di una medaglia di umanita' che sembra
sempre piu' un prisma. Al collo di un Dio silenzioso.
Un altro medioevo sta per cominciare. Ma il sole splende
a Montecatini Alto. In questa perfetta immagine, questa
fulgida fotografia della mia giornata da anima persa.
Iena anch'io della musica altrui.
Fists
of love
I was lying in my bed last night staring
At a ceiling full of stars
When it suddenly hit me
I just have to let you know how I feel
We live together in a photograph of time
I look into your eyes
And the seas open up to me
I tell you I love you
And I always will
And I know that you can't tell me
So I'm left to pick up
The hints, the little symbols of your devotion
I feel your fists
And I know it's out of love
And I feel the whip
And I know it's out of love
I feel your burning eyes burning holes
Straight through my heart
It's out of love
I accept and I collect upon my body
The memories of your devotion