Tre il numero che ricorre, tre il numero che richiama.
E' una serata decisamente al femminile, la terza,
e le sue sacerdotesse sono tre. Diversissime tra loro,
ma a modo loro ugualmente emozionanti, interpretano
- eh, sì, perchè appartengono tutte
e tre alla categoria delle interpreti, quella in cui
le signore sono più rappresentate, merce rara
le cantautrici - in maniera personalissima e affascinante
tre volti della canzone d'autore.
La prima, in ordine di tempo,
è Petra Magoni. Lei ha l’aria fragile,
ma la sua voce è una regina della notte che
graffia e gorgheggia, che taglia e ricuce, che duetta
col contrabbasso di Ferruccio Spinetti, che danza
con l’aria e la trasforma, la cambia, dandole
una potenza che sa di magico. I due sono in piedi,
sul palco, ma lei viaggia tra territori diversissimi
e li lega con la sua voce-acrobata al contrabbasso
di lui, che esegue e inventa. E mentre Spinetti lavora
d'archetto sui registri alti di un contrabbasso che
sogna di esser violoncello o, perché no, addirittura
violino, Magoni narra, interpreta, colora, gorgheggia,
ride.
La seconda è Pietra Montecorvino,
una forza della natura. Tanto diamante cristallino
che manda bagliori iridescenti sta nella voce di Petra,
quanto carbone nero, profondo, caldo, sporco nella
voce di Pietra. Ma un chimico direbbe che alla base
dei due materiali c’è il carbonio, che
son fatti dello stesso elemento. Sensuale, erotica,
“sporca”, arrabbiata, roca, potente. Cantantessa
nerovestita, con due cuori tatuati sulle braccia,
rivisita la napoletanità cospargendola di spezie
mediterranee, di suoni e odori da suk, di salsedine
di mare e di sole. Un contra
bbasso,
una oud, una chitarra battente e delle percussioni
sono i suoni. Poi c'è lei. Lei, che si muove
felina sulla scena, ruggisce, esplode. E la sua voce.
E sono urla di pescivendoli, voci di città,
traversate in battello, sciabordio d'onde e parole
di amanti. Sono la napoletanità spogliata di
ogni orpello e messa a bagno in mare, perché
si approprii di tutte le contaminazioni che l'acqua
del Mediterraneo ha portato e continua a portare ai
suoi popoli.
Tra questi due antipodi, o in
questo caso dopo, volendo andare in ordine temporale,
sta la terza donna. Di nome fa Fiorella, di cognome
Mannoia. (Tutte e tre le signore hanno il cognome
che inizia per M. Altra ricorrenza del numero magico...)
Sempre più raffinata, sempre più affascinante,
armoniosa e armonica, ricercata e policroma, intensa
e fiera, nostra signora dei cantautori spazia tra
le loro canzoni domandone le musiche, facendone sue
le parole, improvvisandosi percussionista, muovendo
passi di danza, mandando bagliori di rosso e illuminandosene.
Ride e sorride, Fiorella, mentre crea atmosfere, snocciola
sorrisi, turbina da Moi, mon ame et ma conscience
a Oh che sarà e a Messico e Nuvole. Ed ognuna
è una scoperta, ognuna è un viaggio
in un mondo diverso, che in comune con
gli
altri mondi ha la voce di questa signora, un fil rouge
di elegante magnetismo.
Terza serata, tre donne, tre
nomi che iniziano per M una valanga di emozioni. Un
presagio magico per la prossima edizione, che sarà
la trentesima?
Gli altri partecipanti della
serata sono stati Stefano Vergani e gli Avion Travel.
Ventidue anni il primo e una straordinaria capacità
di stare sul palco. Vince la Targa Siae per il miglior
inedito, “per la sua capacità di far
convivere lo spirito dei cantautori con la tradizione
popolare”. Il ragazzo potrebbe promettere bene,
anche se ha la tendenza a biascicare un po’
troppo, per essere uno che dà peso ai testi,
e la musica è ancora molto legata al filone
Cont-Waits-Caposseliano. Ma ci sono spunti nuovi,
forse anche perché il suo strumento è
la chitarra, e poi deve crescere. Da tener d’occhio
e riascoltare in una produzione più estesa.
Si affinerà con l'esperienza?
Dei secondi, che dire? Impegnati in una serie quasi
infinita di altri progetti – dall’Orchestra
di Piazza Vittorio di Mario Tronco, al duo Spinetti-
Magoni, al trio Servillo, Girotto, Mangalavite, ale
chitarre vagabonde di Fausto Mesolella e Michele Ascolese,
alla collaborazione di Spinetti e Mesolella con Nada
o di Mesolella con Giorgio Conte - qui si sono presentati
nella formazione classica Piccola orchestra Avion
Travel. Il loro omaggio a Virgilio Savona? Troppi
affari Cavaliere, profetica canzone quasi dimenticata
datata 1954. Ascoltare per credere!