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Club Tenco 2004: Terza serata, quella del tre

di Lucia Carenini

Tre il numero che ricorre, tre il numero che richiama. E' una serata decisamente al femminile, la terza, e le sue sacerdotesse sono tre. Diversissime tra loro, ma a modo loro ugualmente emozionanti, interpretano - eh, sì, perchè appartengono tutte e tre alla categoria delle interpreti, quella in cui le signore sono più rappresentate, merce rara le cantautrici - in maniera personalissima e affascinante tre volti della canzone d'autore.

La prima, in ordine di tempo, è Petra Magoni. Lei ha l’aria fragile, ma la sua voce è una regina della notte che graffia e gorgheggia, che taglia e ricuce, che duetta col contrabbasso di Ferruccio Spinetti, che danza con l’aria e la trasforma, la cambia, dandole una potenza che sa di magico. I due sono in piedi, sul palco, ma lei viaggia tra territori diversissimi e li lega con la sua voce-acrobata al contrabbasso di lui, che esegue e inventa. E mentre Spinetti lavora d'archetto sui registri alti di un contrabbasso che sogna di esser violoncello o, perché no, addirittura violino, Magoni narra, interpreta, colora, gorgheggia, ride.

La seconda è Pietra Montecorvino, una forza della natura. Tanto diamante cristallino che manda bagliori iridescenti sta nella voce di Petra, quanto carbone nero, profondo, caldo, sporco nella voce di Pietra. Ma un chimico direbbe che alla base dei due materiali c’è il carbonio, che son fatti dello stesso elemento. Sensuale, erotica, “sporca”, arrabbiata, roca, potente. Cantantessa nerovestita, con due cuori tatuati sulle braccia, rivisita la napoletanità cospargendola di spezie mediterranee, di suoni e odori da suk, di salsedine di mare e di sole. Un contrabbasso, una oud, una chitarra battente e delle percussioni sono i suoni. Poi c'è lei. Lei, che si muove felina sulla scena, ruggisce, esplode. E la sua voce. E sono urla di pescivendoli, voci di città, traversate in battello, sciabordio d'onde e parole di amanti. Sono la napoletanità spogliata di ogni orpello e messa a bagno in mare, perché si approprii di tutte le contaminazioni che l'acqua del Mediterraneo ha portato e continua a portare ai suoi popoli.

Tra questi due antipodi, o in questo caso dopo, volendo andare in ordine temporale, sta la terza donna. Di nome fa Fiorella, di cognome Mannoia. (Tutte e tre le signore hanno il cognome che inizia per M. Altra ricorrenza del numero magico...) Sempre più raffinata, sempre più affascinante, armoniosa e armonica, ricercata e policroma, intensa e fiera, nostra signora dei cantautori spazia tra le loro canzoni domandone le musiche, facendone sue le parole, improvvisandosi percussionista, muovendo passi di danza, mandando bagliori di rosso e illuminandosene.
Ride e sorride, Fiorella, mentre crea atmosfere, snocciola sorrisi, turbina da Moi, mon ame et ma conscience a Oh che sarà e a Messico e Nuvole. Ed ognuna è una scoperta, ognuna è un viaggio in un mondo diverso, che in comune con gli altri mondi ha la voce di questa signora, un fil rouge di elegante magnetismo.

Terza serata, tre donne, tre nomi che iniziano per M una valanga di emozioni. Un presagio magico per la prossima edizione, che sarà la trentesima?

Gli altri partecipanti della serata sono stati Stefano Vergani e gli Avion Travel.
Ventidue anni il primo e una straordinaria capacità di stare sul palco. Vince la Targa Siae per il miglior inedito, “per la sua capacità di far convivere lo spirito dei cantautori con la tradizione popolare”. Il ragazzo potrebbe promettere bene, anche se ha la tendenza a biascicare un po’ troppo, per essere uno che dà peso ai testi, e la musica è ancora molto legata al filone Cont-Waits-Caposseliano. Ma ci sono spunti nuovi, forse anche perché il suo strumento è la chitarra, e poi deve crescere. Da tener d’occhio e riascoltare in una produzione più estesa. Si affinerà con l'esperienza?
Dei secondi, che dire? Impegnati in una serie quasi infinita di altri progetti – dall’Orchestra di Piazza Vittorio di Mario Tronco, al duo Spinetti- Magoni, al trio Servillo, Girotto, Mangalavite, ale chitarre vagabonde di Fausto Mesolella e Michele Ascolese, alla collaborazione di Spinetti e Mesolella con Nada o di Mesolella con Giorgio Conte - qui si sono presentati nella formazione classica Piccola orchestra Avion Travel. Il loro omaggio a Virgilio Savona? Troppi affari Cavaliere, profetica canzone quasi dimenticata datata 1954. Ascoltare per credere!

Ultimo aggiornamento: 31-10-2004
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