Effetto inebriante per
chi li segue da sempre, ma anche per loro che dopo
un’estate di silenzio e un autunno di intenso
studio e recupero delle forze sono saliti sul palco
del Premio Ciampi a riprendersi la loro identità.
Lo scorso 3 dicembre al Teatro Goldoni di Livorno
i Marmaja si sono finalmente presi questo ambito premio,
talmente increduli fino all’ultimo da mettere
in dubbio l’assegnazione anche dopo avere ricevuto
la targa dalle mani del sindaco di Livorno nel ridotto
del teatro dove la sera si sarebbero esibiti tra Enzo
e Paolo Jannacci e Daniele Silvestri, nel corso di
una non-stop di musica, davvero incredibile, densa
di atmosfere, di emozione e di stupore. Così
come piena di inceppi e di affermazioni fuori luogo,
di strane contraddizioni tra quanto veniva detto sul
palco e quanto veniva invece ripetuto per Radio Popolare
Network. Insomma una serata complessa da analizzare
con il “senno di poi” e che vale la pena
riascoltare solo con il cuore.
Un cuore finalmente riacceso
da un gruppo partito da Rovigo la mattina del 3 dicembre
carico di speranze per sé e per la musica,
arrivato al Goldoni puntuale e disponibile, professionale
come non era mia stato, affatto tronfio per il risultato
raggiunto, piuttosto consapevole della responsabilità
di un premio che li avvicina a uno dei più
grandi autori italiani di canzoni indimenticabili,
un premio guadagnato per queste motivazioni: “Gualtiero
Bertelli e i Gang, la tradizione veneta e la musica
sudamericana, l'impegno politico e l'attenzione per
i suoni. Proprio perché il Premio Ciampi è
stato sempre attento alle tematiche del lavoro, siamo
felicissimi di avere come vincitori dell'edizione
2005 i Marmaja. Il gruppo di Rovigo ha lavorato a
lungo e bene per assimilare ed elaborare suoni, situazioni
e contesti così diversi fra loro. Una dimostrazione
di come, ancora una volta, si riveli valido ed efficace
l'insegnamento di Piero: andare, camminare, lavorare”.
Motivazione stampata su un semplice A4 ora appesa
in sala prove a Ceregnano appena sopra la dedica che
Marino Severini scrisse lo scorso anno a Novembre
in occasione del decimo compleanno del gruppo.
Dopo il Premio Ciampi il primo
locale ad accogliere la nuova formazione è
stato i “Santi Angeli” di Treviso, appena
una settimana dopo un gruppo diverso, ormai decisamente
rinato, grazie a Nicola Astolfi (chitarre) e a Giovanni
Laterza (fisarmonica) i due nuovi elementi che, come
ha ricordato Maurizio Zannato dopo una breve introduzione
a quattro, hanno permesso al gruppo di continuare,
nonostante tutto, nonostante il “destino cretino”.
Una scaletta impeccabile, forse
un poco emozionata e forse ancora più incredula
che al Goldoni di Livorno, perché: “Chi
l’avrebbe mai detto che avremmo potuto continuare
a cantare?”. I Marmaja continuano è ufficiale
e l’atmosfera ai concerti è quella nota,
forse ancora più densa di significati e del
tutto priva di sottolineature, quelle che un tempo
forse potevano sembrare necessarie per far sentire
meglio l’anima dei Marmaja. Dalle 23 alle 02
da “Migranti” in versione rock come la
riedizione di “Perla di maggio”, veramente
da non perdere, suonate a quattro. Poi le nuove le
canzoni dei due ultimi dischi suonate di nuovo in
sei “Treno per Trinidad” a “Belle
idee” passando per De Andrè, come sempre
e in attesa di montare vecchi e nuovi pezzi con le
due nuove leve.
Un pubblico tutto attento, coinvolto
dai brani anche se non li conosceva ancora, abbandonatosi
a risate e applausi a giochi e botta e risposta con
gli artisti. Lo spettacolo dei Marmaja non sarà
forse mai più lo stesso, ma sarà di
nuovo uno spettacolo da non perdere, possono darvene
testimonianza i molti spettatori di sabato scorso
sono rimasti fino all’ultimo, hanno richiesto
il bis a gran voce e sono ora ansiosi di risentirli.
Ci sono cose nuove e cose antiche, ci sono sempre
emozioni forti e sapienti arrangiamenti, c’è
sempre quel rischio consapevole nel mescolare gli
ingredienti, c’è una vena rock che si
fa sempre più sentire. I Marmaja suonano il
prossimo 5 gennaio a Rovigo al Tribù (Circolo
Aics), sarà la prima volta a Rovigo. Suoneranno
ancora con Albero Cantone, vero amico e compagno di
suonate, co-vincitore del Ciampi, il prossimo 23 dicembre
a Pezzoli per un’intera serata dedicata alla
canzone d’autore, una consuetudine che si chiama
“Il Fuoco, gli amici, la chitarra”, inaugurata
qualche anno fa, ideata da Guido Frezzato per omaggiare
De Andrè e divenuta un appuntamento davvero
coinvolgente per chi ama i grandi autori italiani.