Lou Reed svela una seconda anima: in
mostra le sue immagini di New York -
«I'll take Manhattan in a garbage bag with Latin written on it that
says / ”It's hard to give a shit these days” / Manhattan's sinking
like a rock, into the filthy Hudson» (Romeo had Juliet). (Infilerò
Manhattan in un sacco dell'immondizia con su scritto in latino "È
difficile cagare di questi tempi. Manhattan sta affondando come un pietrone
nelle acque fangose dell'Hudson). Dopo aver cantato New York nei suoi dischi,
Lou Reed è passato a un altro genere d'arte: la fotografia digitale.
Il tema è sempre New York, oggetto d'amore e d'odio e soprattutto
prodigio in bilico, pronto a sparire dietro l'ansia di rinnovamento che
la scuote. «Ogni volta che torno a New York - dice Lou Reed - scopro
che hanno buttato giù qualcosa per costruire un nuovo edificio».
«Queste immagini sono il risultato di un piccolo tentativo di condividere
la bellezza che ha impressionato la mia anima di osservatore fermo sul bordo
del fiume, cercando di cogliere lo spessore illuminante del tempo».
La mostra Lou Reed's New York è esposta alla Galleria ArteUtopia
in via Gian Giacomo Mora 5 a Milano e resterà aperta fino al 12 maggio.
L'ingresso è libero. Ogni soggetto è tirato in 9 esemplari,
su carta fine art, firmato e numerato dall'autore. La mostra è accompagnata
dall'omonimo catalogo edito da Steidl Publishing, il suo secondo libro fotografico
di Reed dopo Emotion in Action (sempre di Steidl). |