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Bielle Eventi 2012

Gian Piero Alloisio
«Il primo disco a mio nome è un greatest hits»

Presentato all'Auditorium Demetrio Stratos di Milano "Ogni vita è grande", nuovo cd con una serie di cavalli di battaglia del "cantattore" genovese e quattro inediti di Umberto Bindi


02/02 - E' in forma Gian Piero Alloisio e parla convinto del suo nuovo progetto. "In sostanza è il mio primo disco, gli altri sono a nome dell'Assemblea musicale teatrale, e mi piace l'idea che sia in qualche modo una summa del mio lavoro, sei miei percorsi".

Durante la presentazione racconta sorridendo di come ha scelto le canzoni che lo compongono e di come ritiene che "Venezia", sì, quella cantata da Guccini nella sua maniera epica, sia in realtà un suo fatto privato e, forse, il brano che lo rappresenta di più. Alloisio è teatro canzone, e il suo modo di stare sul palcoscenico rappresenta sicuramente un valore aggiunto rispetto all'ascolto del disco, che pure è molto convincente. Un disco politico, un disco in cui si raccontano delle storie e si prendono delle posizioni. Una canzone su tutte? "Non c'è lavoro", recitativo intercalato al ritornello-mantra Bellamore, bellamore, bella vita bel dolore (inventato dalla figlia dodicenne; la ragazza si farà...). Poesia-canzone che parla di disperazione e termina in speranza. Poi ci sono le canzoni di Bindi, Nel disco sono quattro, scelte tra quelle che Alloisio utilizza nello spettacolo che sta portando in giro per l'Italia - L'eco di Umberto. "Ma ne ho già pronto un altro, che debutterà a Genova in primavera", ci tiene a specificare.



Accompagnato da Barbara Bosio al violino, Gianni Martini alla chitarra (Gianni Martini è un mito, è lo storico chitarrista di Gaber, quello che ha un po' la faccia inca da Athahualpa, per dirla alla Paolo Conte, ndr) e Dino Stellini al pianoforte, spiega che ogni sera è una formazione diversa, che "stasera mancano i fiati di Mario Arcari, e ogni volta ci si deve reinventare" Alloisio accarezza la chitarra, arpeggia delicato, interpreta e si immedesima. Nell'operai senza lavoro prima, in King il piccolo spacciatore arrestato poi. Sì, King, proprio quello del primo concerto omaggio a Fabrizio De André, quello del Carlo Felice. Unica canzone non di Fabrizio cantata in quell'occasione (da Gian Piero e Roberta Alloisio e unica canzone non di Fabrizio poi finita nel disco. "Facemmo quella su riciesta di Dori Ghezzi - spiega - perché era un ritratto aggiornato della Genova dei vicoli". Poi parla di Bindi: "L'eco di Umberto è una frase di Paolo Villaggio, il titolo della lettera che scrisse quando Bindi ci lasciò" E questo titolo ha voluto usare per raccontare la storia del musicista, famoso prima, emarginato e dimenticato poi, che fino alla fine dei suoi giorni ha continuato a comporre e a registrare la sua musica su un magnetofono a pile. Lasciando in eredità al mondo qualcosa come 300 brani inediti. Brani che Alloisio ha recuperato, digitalizzato, catalogato e archiviato. "Quando ho visto quella quantità di cassette mi sono messo le mani nei capelli. Bisognava far presto, a causa del magnetismo terrestre i nastri si deteriorano, e già non si partiva da supporti di qualità. Erano cassette del tipo più economico, registrate con un mangianastri a pile. C'erano sia brani esclusivamente musicali, sia frammenti di improvvisazioni, ma anche canzoni fatte e finite, a cui mancava solo un testo. Ho digitalizzato e catalogato tutto, adesso qualcuno - non io, un cantante "vero", meglio ancora una cantante - dovrebbe interpretarle e restituirle al mondo. Il progetto "L'eco di Umberto" ha partecipato a un bando indetto dal Comune di Genova per la valorizzazione di Genova città dei cantautori (per i ciclisti è micidiale, per dirla alla Max Manfredi, ndr) classificandosi al primo posto. "E io sono stato il primo cantautore il cui spettacolo è stato prodotto da un Teatro stabile, con i soldi pubblici" conclude Alloisio con un accenno di (giusta) soddisfazione.
Noi ci auguriamo che sia un segno che forse il vento stia davvero cambiando c'è ancora qualche speranza per la canzone in Italia. Quella che fa cultura, beninteso.


"Ogni vita è grande"

Gianpiero AlloisioGianpiero Alloisio, quasi quarant'anni di carriera alle spalle, ha deciso di raccogliere in "Ogni vita è grande" non solo una summa della sua produzione, ma anche quattro dei brani inediti di Umberto Bindi da lui recuperati. Tra questi "La luce in un canto" è quasi un testamento del cantautore genovese scomparso 10 anni fa. Ci sono poi la riedizione di "Venezia" (che Alloisio scrisse per e con Francesco Guccini), una versione aggiornata della comicissima "La strana famiglia" (scritta con Giorgio Gaber), "Non c'è lavoro", poesia-canzone-quasi-rap che ti si pianta in testa come un mantra e tanti altri brani che ci raccontano l'attualità con poesia e garbo.

"L'eco di Umberto"

L'omaggio alla storia triste e appassionante del primo cantautore italiano è ben rappresentato nella canzone "L'eco di Umberto", che è anche il titolo dello spettacolo realizzato in collaborazione con il Teatro Stabile di Genova per tutto il corso del 2012 girerà l'Italia in lungo e in largo. Nello spettacolo i brani inediti di Bindi, alcuni tra i suoi più grandi successi come "Il mio mondo", "Il nostro concerto", "La musica è finita" e "Arrivederci!, le sue stesse parole registrate come voce in fuoricampo, le foto del suo archivio. Il successo prima, l'emarginazione poi, infine l'blio, in un mondo musicale dominato dalle leggi del mercato.

Intervista e resentazione del 02 febbraio 2012
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