
Ascolti collegati
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Tracklist
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| 01 |
Suicidami |
| 02 |
In-decisione |
| 03 |
Senza
generalizzare |
| 04 |
Graffiti |
| 05 |
I
giardini del pensare |
| 06 |
Pezzi
di me |
| 07 |
Cerchi |
| 08 |
Vita
dentro |
| 09 |
La
ragione |
| 10 |
Distratto |
| 11 |
Il
salto |
| 12 |
Storia
di un foglio bianco |
| 13 |
Anime |
Ecco
un disco a due facce. Ma non facciata A e facciata B. Due facce
nel senso che in parte convince e in parte no. Non è un disco
che lascia neutri. o piace o non piace. Oppure, ancora, come nel
mio caso, piace a brani alterni. Un po' di presunzione occhieggia
dai solchi, abbastanza immotivata. il disco poi non è così
nuovo, così diverso, così alternativo da segnare un
personaggio nuovo nato a titolo definitivo nel panorama musicale.
E' sostanzialmente un prodotto di musica pop, a volte più
interessante e a volte meno. Ciononostante, non è un prodotto
banale. Concesso un bagno di umiltà nelle acque lunghe dell'attività
discografica e uscito dal desidersio, a volte semplicistico, a volte
superiore alle forze di stupire l'ascoltatore con giochi di parole
e piccoli deragliamenti del senso comune, resta un disco che ha
una sua bella dignità, una sua spina dorsale e della personalità.
Oltre a qualche canzone come "Pezzo di me"
e "Cerchi" che si staccano verso
l'alto e trainano l'ascolto del disco verso lidi di moderata soddisfazione.
Certo, la strada è ancora lunga e "SpettAttore"
è comunque un disco d'esordio, per quanto non giunto in tenera
età". Marcondiro è nato nel 1976 e qui si incammina
verso i 35 anni. Inutile dire che i Beatles a quell'età si
erano già sciolti da 5 anni almeno e che Bob Dylan aveva
già inciso 17 album, tra cui alcune delle pietre miliari
della musica e della letteratura contemporanea. I tempi non sono
più quelli né il mercato. Quindi è necessario,
quando ci si riesce, debuttare da adulti. Sarebbe forse meglio farlo
con album che risentissereo a loro volta di quest'essere diventati
adulti, ma invece restano debutti a tutti gli effetti.
Non c'è niente che faccia gridare allo scandalo, sono tutte
buone canzoni, ma neanche niente che faccia gridare al miracolo.
Oltre alle due canzoni già citate anche "Il
salto", "Anime"
e "Storia di un foglio bianco"
spiccano sopra la media. Le idee sono ambiziose, ma anche ad ascolti
ripetuti il disco lascia il senso legaccioso della polpa del frutto
ancora acerbo. Gli stimoli sono buoni, i punti di partenza incoraggianti,
il suono, volutamente ruspante come a ricordare un live ottiene
il suo scopo. Ma volutamente l'emozione è frenata e la possibilità
di empatia come raggelata da chi, tra sè e l'ascoltatore,
pone, cercando di strapparla, la cortina ineffabile della quarta
parete.
Crediti:
Testi,
musiche e arrangiamenti di Marcondiro (tranne "Pezzo di me",
testo di Marcondiro e Simonini, Missato da Angelo Cioffi e Marcondiro.
Hanno suonato: Alex Canini (batteria); Gianni Polimeni (batteria);
Pierpaolo Ranieri (basso); Toto Ielasi (basso); Davide Aru /chitarra
elettrica, acustica, classica e mandolino); Vincenzo Misale (chitarra
elettrica); Alfredo Verdini (percussioni, lira calabrese); Anda
Zammit (mini Moog, Rhodes e Wurlitzer); Clemente Ferrari (Prophet
V, Juno 60, Rohes, Organo Hammond c3); Alfredo Tedesch (trombone);
Giuseppe Fiscale (tromba); Umberto Aucone (sax); Vincenzo Parente
(corno); Marco Parente (Tuba); Giuseppe Benedetto (Oboe); Erasmo
Petringa (oud, violoncello); Bim Orchestra (Archi); Angelo Cioffi
(pianoforte); Momo (voce in "Pezzo di me"), Anna Ma (voce
in "Il salto"); Marcondiro (canto, chitarra elettrica,
pianoforte, Virus Indingo, Triton, Campioni). Ideazione copertina:
Marcondiro
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