Una Brigata
di memoria, di cultura, di utopie,
di speranze, d'informazione, dell'uomo.
Le
BiELLE RECENSIONI
Francesco
Ferrazzo: "Goccia dopo goccia" Esordio
con qualche lampo viaggiatore e qualche tuono di
Giorgio Maimone
Ascolti collegati
Giuseppe Cucé
La mela e il serpent
Fabrizio Frabetti
Uh!
Paolo
Andreoni
La caduta delle città del nord
Cristiano Angelini
L'ombra della mosca
Filippo Andreani La
storia sbagliata
Fabrizio Consoli
Musica per ballare
Tracklist
01
Guardarsi
dentro
02
Goccia
dopo goccia
03
A
faccia in giù
04
Di
cosa ha bisogno la gente
05
Stai
sereno
06
Tranne
che a te
07
Departure
Festeggiamo
sempre la nascita di un nuovo cantautore. Anche quando, accanto
alle luci ci sono delle ombre. Qui qualcosa c'è, ma purtroppo
è confusa. E impaginata male. Francesco Ferrazzo è
un esordiente di lungo corso che ha assemblato un album d'esordio
che alterna piccole cose di gusto ad accidenti di percorso. L'impressione
principale è che si tratti di un disco stratificato con
materiale più recente ed altro risalente a periodi precedenti.
Se ci fosse stato il coraggio di staccarsi dagli episodi più
decisamente pop, da un uso delle rime non particolarmente innovativo
e dal cantare concentrati sul proprio ombelico, il giudizio sarebbe
decisamente positivo. In questo caso invece è un'opera
prima di cui è indispensabile attendere il secondo episodio.
Per risolvere in fretta l'equazione avrei espunto dal
progetto la prima canzone del cd, "Guardarsi
dentro", che invece fa da presentazione al
progetto, preparando al peggio, e la centrale "Cosa
ha bisogno la gente". "Guardarsi dentro"
è la classica canzone dell'ombelico: una canzone più
adatta a un adolescente che a un giovane autore, che, per quanto
giovane, veleggia oltre i 30 anni (è del 1976). "Ho
perso quell'elemento che mi tenevo dentro / tutti i sogni miei
appesi / ... / guardari dentro / ritornando indietro nel passato
che non fugge mai / guardarsi dentro / se si vuol cambiare in
qualche modo realizzare". No, non ci siamo proprio col
testo, ricco di luoghi comuni ("un sole che sorge sempre
a metà" per far rima con "un uomo che cerca la
sua identità". "Ho una grande volontà
di guardarmi dentro / ho una grande volontà di rinnovamento")
e la ripetizione delle frasi per dare più forza al concetto
che, alla quarta ripetizione, invece, smuore. Pollice verso, dunque,
anche se il finale in musica ha una sua forza. "Di
cosa ha bisogno la gente" è invece vecchia
musicalmente. Sembra un brano di quegli anni di plastica tra gli
'80 e i '90. Roba da "Figli delle stelle" o da "Terra
promessa". Il testo, blando richiamo contro la massificazione
forzata riscatta un po' il motivetto che risente di essere fatto
tutto da solo in casa con le tastiere elettroniche e un solo basso
di accompagnamento.
Tolte queste due canzoni invece il cd sale nettamente di livello,
anche se il corto minutaggio complessivo costringe a sospedere
il giudizio. Insomma, qual è il vero Ferrazzo, qual è
la strada che ha scelto? Quella intimista e intensa della title
track o quella caciarona di "Cosa ha bisogno la gente"?
Quella senza rime a metrica variabile della bella "Tranne
che a te" o la rimata e stucchevole "Guardarsi
dentro"? Oppure ancora la vivace e piacevole "Vivi
sereno", dove compaiono ai cori Ilaria Pastore
e Maria Lapi? Le ballate pianistiche come "Goccia
dopo goccia" sembrano essere il suo pane, anche
se sui testi si può ancora lavorare di pialla e di lima
per togliere tutte le frasi già sentite in altre canzoni:
di "sognare le ali" e di "mi riporta
da te" ne possiamo fare a meno. Preferiamo senza dubbio
"Quanta pioggia e quanta grandine / e quanta ne dovrà
cadere / per smussare gli spigoli" oppure "e
non sono un cane che ringhia alla fortuna / perché ha paura".
Peccati di gioventù, peccati d'esordio e di eccessivo affetto
a pezzi ormai sorpassati. Ma teniamolo d'occhio. E' un laghé,
anche se dell'altro lago (Verbania, sul Lago Maggiore) e i laghè
sanno di cosa cantano.
Crediti:
Francesco
Ferrazzo (vce, tastiere, programmazione, chitarre); Fabrizio Paggi
(basso); Alessandro Gallo (chitarre) Christian Abano (batteria);
Marco Leo (chitarra p, programazioni); Ferdinando Mazzucca (basso);
Sergio Rigamonti (batteria); Fabio Bonomi (basso); Maria Lapi
(cori): Ilaria Pastore (cori); Testi e musica di Francesco Ferrazzo.
Arrangiamenti: Francesco Ferrazzo, Marco Leo, Alessandro Gallo.
Produzione: Francesco Ferrazzo - Alberto Gallo - Marco Leo
Registrato presso Blue Score (MI) - Digital Lake Studio (VB) Mastering
presso Digital Lake Studio (VB)