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NEWS Marzo 2010

Edoardo Bennato e le infinite vie del rock

Un nuovo album per lo storico cantautore di Bagnoli
Esce "Le vie del rock sono infinite" dopo 5 anni di silenzio

Lui stesso ha iniziato, ribellandosi a quelle regole discografiche (della Ricordi) che lo avevano respinto per quella sua voce un po’ sguaiata, mettendosi a cantare davanti alle loro finestre con la chitarra, l’armonica e un tamburello a pedale.E alla fine ci è riuscito Bennato a diventare un “trafficante di rock’n’roll” e ad imporre il proprio stile: «Io penso i testi in inglese. La cosa più difficile – spiega – è plasmare la lingua italiana sulla ritmica del rock.Occorre avere qualcosa da dire e puntare sui testi per non rischiare di sembrare una cattiva copia degli anglo-americani» Questa volta però hanno dovuto fermarlo: complice l’ambiente eremitico che circonda lo studio di registrazione messo a disposizione dai Negrita, Bennato è stato assalito da una febbre creativa che solo Barbacci e il chitarrista Giuseppe Scarpato hanno saputo arginare. Il lavoro è iniziato nel settembre 2007 e si è concluso nell’Ottobre 2009. Ne sono uscite trentadue canzoni da cui sono state scelte le migliori. Ma i progetti non si sono fermati qui, nuove strade continuano ad aprirsi. Se una delle infinite vie del rock ha portato Bennato a Sanremo, da lui definito “il circo Barnum degli impresari”, un’altra lo porterà il 26 marzo a presentare la versione inglese del suo “Peter Pan” all’Highline Ballroom di New York, da sempre, la sua isola che non c’è.


di Alessandra Comotto

07/03 - Portano in giro per tutto il mondo queste infinite vie del rock che Edoardo Bennato percorre nel suo ultimo album, uscito il 5 marzo dopo cinque anni di silenzio, prodotto da Fabrizio Barbacci ed edito dalla Universal.
Delle tredici canzoni che compongono “Le vie del rock sono infinite”, la maggior parte parla di luoghi lontani, nello spazio e nel tempo.


A partire da un’ Italia che in “C’era un re” ci appare tanto sgangherata alle origini della sua storia quanto oggi, in mano ad un re con manie di grandezza e con un «regno da operetta» tra le dita.
Ma, canta Bennato in “Mi chiamo Edoardo”, occorre «salpare, seguire la rotta indicata dal sole, scoprire la terra alla fine del mare». «Solcare i sette mari, come in “Vita da Pirati”, e andare dai Caraibi fino al Polo Nord».
E arrivare ad esempio in una “Cuba” «sola in mezzo al mare, come una sirena stanca di aspettare, forse abbandonata al suo destino».
Oppure in Afghanistan, dove un nuovo reggimento di soldati sta per arrivare. Per cosa?



«Strumento di aggressione o missione di pace, cos’è decidilo tu» – dice Bennato in “Un aereo per l’Afghanistan”.

Poi c’è “E’ lei”; la canzone che ha aperto la strada a questo nuovo album, dove il cantante immagina che in qualche parte del mondo, magari nell’angolo più povero e dimenticato, stia nascendo una bambina che cambierà le sorti del pianeta.Sono tutte provocazioni quelle lanciate da Bennato, tutte domande a cui non pretende di dare risposta. Le sue, in fondo, sono solo canzonette che «devono far divertire dai cinque anni in poi».

E allora c’è sempre l’America ad essere un approdo sicuro, almeno per la musica di chi come lui, trova nel rock una via di salvezza: «sono un miracolato – canta Bennato - i santi del rock mi hanno salvato. In America ci devo andare in pellegrinaggio a ringraziare».
Ai numerosi fans che hanno assistito alla presentazione dell’album alla Feltrinelli di Milano, il cantautore napoletano non ha smesso di ricordare come il rock’n’roll sia nato come forma di trasgressione contro stereotipi e convenzioni.

"Così è se vi pare"

Rocker comunque
Non è un vero cd. O forse sì o lo rappresenta adeguatamente. Edoardo Bennato da qualche tempo non riesce più a fare dischi con la facilità che gli verrebbe naturale. Vittima di un processo di rimozione che in parte ha provocato lui stesso e in cui, in buona parte, è rimasto incastrato nel ruolo del perdente. Forse non è il caso di buttare via il bambino con l'acqua sporca. E Bielle men che meno potrebbe farlo, visto che nasce su presupposti diametralmente opposti, ossia dare voce a chi non ne ha. Strano, pensando a Edoardo che è stato campione di vendite per anni e million sellers ai tempi delle sue favole rock, Ma da un certo punto in poi, quasi senza che fosse possibile accorgersene, è scivolato dal trono nel dimenticatoio. Insomma "Così è se vi pare", il cd allegato al libro omonimo, è qui per dimostrare che ascoltare Edoardo Bennato è cosa buona e giusta. E' rock, è urticante, antipatico e ostioso, ma almeno è contro ed è sempre più incazzato.E poi, poche palle, chi è in grado di mettere in fila dodici brani oggi, per un totale di oltre 48 minuti e avvincere dall'inizio alla fine? Pochi. Certo i brani non sono tutti nuovi, ma provate ad ascoltarli con cura, sia i prezzi nuovi (tre inediti) che i più vecchi e provate ad affermare in coscienza che dentro a ognuno di essi non si trovino spunti di discussione. (segue)


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