| Edoardo
Bennato e le infinite vie del rock |
| Un nuovo album per lo
storico cantautore di Bagnoli
Esce "Le vie del rock sono infinite" dopo 5 anni
di silenzio
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| Lui stesso ha iniziato,
ribellandosi a quelle regole discografiche (della Ricordi)
che lo avevano respinto per quella sua voce un po’
sguaiata, mettendosi a cantare davanti alle loro finestre
con la chitarra, l’armonica e un tamburello a
pedale.E alla fine ci è riuscito Bennato a diventare
un “trafficante di rock’n’roll”
e ad imporre il proprio stile: «Io penso i
testi in inglese. La cosa più difficile
– spiega – è plasmare la lingua
italiana sulla ritmica del rock.Occorre avere qualcosa
da dire e puntare sui testi per non rischiare di sembrare
una cattiva copia degli anglo-americani»
Questa volta però hanno dovuto fermarlo: complice
l’ambiente eremitico che circonda lo studio di
registrazione messo a disposizione dai Negrita, Bennato
è stato assalito da una febbre creativa che solo
Barbacci e il chitarrista Giuseppe Scarpato hanno saputo
arginare. Il lavoro è iniziato nel settembre
2007 e si è concluso nell’Ottobre 2009.
Ne sono uscite trentadue canzoni da cui sono state scelte
le migliori. Ma i progetti non si sono fermati qui,
nuove strade continuano ad aprirsi. Se una delle infinite
vie del rock ha portato Bennato a Sanremo, da lui definito
“il circo Barnum degli impresari”,
un’altra lo porterà il 26 marzo a presentare
la versione inglese del suo “Peter Pan”
all’Highline Ballroom di New York, da sempre,
la sua isola che non c’è.
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di
Alessandra Comotto
07/03 - Portano in giro per tutto il mondo queste infinite
vie del rock che Edoardo Bennato percorre nel suo ultimo
album, uscito il 5 marzo dopo cinque anni di silenzio, prodotto
da Fabrizio Barbacci ed edito dalla Universal.
Delle tredici canzoni che compongono “Le vie del rock
sono infinite”, la maggior parte parla di luoghi lontani,
nello spazio e nel tempo.
A partire da un’ Italia che in “C’era
un re” ci appare tanto sgangherata alle
origini della sua storia quanto oggi, in mano ad un re con
manie di grandezza e con un «regno da operetta»
tra le dita.
Ma, canta Bennato in “Mi chiamo Edoardo”,
occorre «salpare, seguire la rotta indicata dal
sole, scoprire la terra alla fine del mare».
«Solcare i sette mari, come in “Vita
da Pirati”, e andare dai Caraibi fino
al Polo Nord».
E arrivare ad esempio in una “Cuba”
«sola in mezzo al mare, come una sirena stanca di
aspettare, forse abbandonata al suo destino».
Oppure in Afghanistan, dove un nuovo reggimento di soldati
sta per arrivare. Per cosa?
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«Strumento di aggressione o missione di pace, cos’è
decidilo tu» – dice Bennato in “Un
aereo per l’Afghanistan”.
Poi c’è “E’ lei”;
la canzone che ha aperto la strada a questo nuovo album, dove
il cantante immagina che in qualche parte del mondo, magari
nell’angolo più povero e dimenticato, stia nascendo
una bambina che cambierà le sorti del pianeta.Sono tutte
provocazioni quelle lanciate da Bennato, tutte domande a cui
non pretende di dare risposta. Le sue, in fondo, sono solo canzonette
che «devono far divertire dai cinque anni in poi».
E allora c’è sempre l’America ad essere un
approdo sicuro, almeno per la musica di chi come lui, trova
nel rock una via di salvezza: «sono un miracolato
– canta Bennato - i santi del rock mi hanno salvato.
In America ci devo andare in pellegrinaggio a ringraziare».
Ai numerosi fans che hanno assistito alla presentazione dell’album
alla Feltrinelli di Milano, il cantautore napoletano non ha
smesso di ricordare come il rock’n’roll sia nato
come forma di trasgressione contro stereotipi e convenzioni. |
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Rocker
comunque
Non
è un vero cd. O forse sì o lo rappresenta adeguatamente.
Edoardo Bennato da qualche tempo non riesce più a fare dischi
con la facilità che gli verrebbe naturale. Vittima di un
processo di rimozione che in parte ha provocato lui stesso e in
cui, in buona parte, è rimasto incastrato nel ruolo del perdente.
Forse non è il caso di buttare via il bambino con l'acqua
sporca. E Bielle men che meno potrebbe farlo, visto che nasce su
presupposti diametralmente opposti, ossia dare voce a chi non ne
ha. Strano, pensando a Edoardo che è stato campione di vendite
per anni e million sellers ai tempi delle sue favole rock, Ma da
un certo punto in poi, quasi senza che fosse possibile accorgersene,
è scivolato dal trono nel dimenticatoio. Insomma "Così
è se vi pare", il cd allegato al libro omonimo,
è qui per dimostrare che ascoltare Edoardo Bennato è
cosa buona e giusta. E' rock, è urticante, antipatico e ostioso,
ma almeno è contro ed è sempre più incazzato.E
poi, poche palle, chi è in grado di mettere in fila dodici
brani oggi, per un totale di oltre 48 minuti e avvincere dall'inizio
alla fine? Pochi. Certo i brani non sono tutti nuovi, ma provate
ad ascoltarli con cura, sia i prezzi nuovi (tre inediti) che i più
vecchi e provate ad affermare in coscienza che dentro a ognuno di
essi non si trovino spunti di discussione. (segue)
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