| Pooh:
esce il dvd, ma non entra ancora
un nuovo batterista al posto di D'Orazio |
| Dal vivo i tre Pooh rimasti
saranno affiancati anche da un chitarrista e un tastierista.
In preparazione un nuovo album
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| "E poi, qualunque
nuovo elemento - conclude Dodi - non sarebbe
mai uno dei Pooh, legati da quarant’anni di equilibri
e alchimie".
In realtà, non solo i Pooh non lasciano, anzi
raddoppiano. Se uno se ne è andato, altri tre
musicisti sono in arrivo: oltre al batterista, unico
nuovo elemento che entrerà in sala di registrazione,
anche un tastierista e un chitarrista per gli appuntamenti
live. Non è però la nostra nuova formazione
– precisano – ma una compagine con cui parlare
di musica in un progetto specifico che prevede oltre
l’album, un tour anticipato da 5 date di cui,
già decise, il 27 e il 30 novembre a Roma e Milano.
Non fanno che ribadire la loro indipendenza i tre. Non
solo dalla Warner, che li aveva gestiti fin’ora,
ma soprattutto nella musica che, ponendosi a metà
strada tra il rock e il pop sinfonico degli inizi, non
accetterà di rispettare i canoni radiofonici
dell’airplay: "Vogliamo fare quello che
ci piace – afferma Facchinetti – fuori
dai soliti schemi della musica pop. I brani saranno
liberi di durare anche 6-7 minuti, sulla scia di Parsifal
che ne durava 11".
"Non abbiamo il fisico per andare in pensione"
dice ancora Roby. I fans possono stare tranquilli: potranno
passare con loro ancora molte notti insieme
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di
Alessandra Comotto
04/03 - Per i Pooh il tre è ormai il numero perfetto,
almeno per questo 2010 (la somma delle cui cifre, ci fanno
loro notare, è guarda caso tre).
Chi si fosse affezionato all’idea di vederli in quattro
potrà farlo solo attraverso le immagini di “Ancora
una notte insieme – L’ultimo concerto”,
il doppio dvd distribuito da Artist First, che celebra una
carriera artistica che ha visto insieme per quarant’anni
Roby Facchinetti, Dodi Battaglia, Stefano D’Orazio
e Red Canzian, fino all’ultimo concerto del 30 settembre
2009 a Milano.
Una data che se da un lato segna la dipartita artistica
del batterista storico Stefano D’Orazio, dall’altro
vuole coincidere con una rinascita dei Pooh ed un nuovo
corso della loro storia. "Dal 30 settembre
– racconta Red Canzian - ci siamo messi a scrivere
ininterrottamente. Ne sono già usciti una quarantina
di brani, per quello che forse sarà l’album
più bello dei Pooh, perché quello di un amore
ritrovato per la musica".
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L’intenzione che guida questa svolta verso l’album
di inediti in uscita ad ottobre, spiega ancora il bassista,
è quella di dare più attenzione alla musica e
meno ai Pooh per quello che solitamente ci si aspetta da loro,
e rivalutarsi in primo luogo come musicisti. "Stiamo
tornando al mood delle origini, con lo spirito della band. Ma
per far questo rimaniamo in tre. Non c’è alcuna
speranza di sapere ora il nome del nuovo batterista, ma non
si tratterebbe di una strategia di gioco a carte coperte.
"C’è una rosa di nomi da cui dobbiamo
ancora scegliere – spiega Dodi Battaglia - Siamo
ai semifinalisti. Si tratta comunque di una scelta a livello
internazionale. In ogni caso, se non vogliamo dire il nome è
perché non vogliamo che la nostra svolta si risolva in
esso. |
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Ma
che colpa abbiamo noi?
Bisogna
averne voglia. Per essere sulle scene da 40 anni ininterrottamente
e rimettersi in discussione, prendendo il passato, nemmeno il proprio,
e facendone una rilettura, non filologica, ma attuale. Ed è
proprio quello che i Pooh hanno fatto con “Beat ReGeneration”.
Se Fabrizio De André sentendo le sue canzoni arrangiate dalla
Pfm disse: «Ecco, hanno messo la minigonna», questi
classici del beat italiano rivisitati dai Pooh si può dire
che abbiano messo i muscoli.
L’inizio infatti è chitarre elettriche sguainate, batteria
e basso che pompano, e le note inconfondibili di “È
la pioggia che va” dei Rokes che riempiono l’aria. “Eppur
mi son scordato di te” della Formula Tre viene rivoltata come
un calzino: parte “a capella” e prosegue con gli archi.
Robusta “La casa del sole” dei Bisonti, scelta come
primo singolo e delicati gli intarsi di chitarra acustica che Dodi
Battaglia ricama sul corpo di “Nel cuore e nell’anima”
dell’Equipe 84. Non è un’operazione nostalgia.
Sono canzoni di ieri con la musica di oggi. Rigenerate. (segue)
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