| Arriva
"Magnagrecia" |
| Per il Parto delle Nuvole
Pesanti nuovo album e nuovo live
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Il nuovo live esprimerà
al meglio le sensazioni rimaste negli occhi dei musicisti
dopo i tanti concerti fatti in giro per il mondo e le
suggestioni dal nuovo film I colori dell’abbandono.
Il Parto presentaà i brani del nuovo disco mentre
i brani storici e le incursioni strumentali completeranno
l’esaltante spettacolo. La tradizione mediterranea
si fonderà felicemente con testi di grande spessore
letterario. Melodie nuove su strumenti antichi per un
live dal ritmo travolgente e totale.
I primi concerti e appuntamenti promozionali:
28/02 - Reggio Emilia, Giornata della Legalità,
piazza 7 luglio
11/03 - Asti, Diavolo Rosso
13/03 - Ferrara, T. Estense. Con Carlo Lucarelli + Arangara
24/03 - Milano, Teatro 89
25/03 - Imperia, Cinema Imperia
26/03 - Loano (Sv), Biblioteca
31/03 - Catanzaro, Caffè letterario
01/04 - Cosenza, Beat
07/04 - Palermo, Agricantus
09/04 - R. Calabria, Hom
10/04 - Cirò (Kr), teatro Alikia |
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25/02 - Dopo il successo dell’album Il Parto
(2004), l’esperienza de La valigia d’identità
(2007), i consensi della piéce teatrale Slum (2008)
e del film I colori dell’abbandono (2009), Il Parto
delle Nuvole Pesanti ritorna con “Magnagrecia”.
Il nuovo album è coprodotto da Parto Nuvole e Storie
di Note e sarà pubblicato e distribuito da Ala Bianca/Warner.
Un flusso continuo di energia, poesia, tagliente
ironia e ritmo musicale scorre nei 12 brani che i tre storici
musicisti della band, Salvatore De Siena,
Amerigo Sirianni e Mimmo Crudo
presenteranno al pubblico a partire da marzo del 2010. Il
nuovo disco segna un’evoluzione della band dallo stile
“etno-autorale” a quello “rock world music”,
con inedite timbriche elettro-acustiche fatte di suoni originali
e crudi, ancestrali e futuristici insieme, prodotti con
gli strumenti che più appartengono alla storia della
band, come percussioni, cajon, fisarmonica, tamburelli,
chitarre, mandolini, a cui si aggiungono quelli delle bande
musicali
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meditarrenee, degli archi mitteleuropei e
dei tanti collaboratori che fanno del disco un esempio di
musica collettiva.
I testi, spesso cantati a più voci e in diverse lingue
e dialetti, affrontano temi di attualità come lo
spopolamento dei piccoli centri con dispersione di comunità
e perdita di culture, la mafia, l’ambiente, il viaggio,
il diritto alla terra, alla vita e alla morte e raccontano
storie di paesi abbandonati, rovine, viaggiatori, poveri,
umili, naufraghi, profughi, emarginati, emigranti ed immigrati,
nelle diverse forme che assumono nello spazio e nel tempo.
Ospiti d’eccezione sono il cantautore bolognese Claudio
Lolli, il trombettista Roy Paci,
la violinista magiara Zita (partecipazione
con Zucchero, Morgan, Vecchioni) la straodinaria vocalist
iraniana Sarvin (partecipazione con Battiato) la cantautrice
Statunitense Amy Denio, e la Banda di Fiati di Delianuova
(diretta da Riccardo Muti al Festival Internazionale di
Ravenna). All'uscita del disco, con data ufficiale 26 marzo
2010, seguirà una tournée di presentazioni,
showcase e concerti promozionali in giro per l'Italia e
non solo.
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In
realtà è un disco
di liscio...
Così
lo hanno definito gli stessi componenti del gruppo "calabrolognese"
in una recente intervista a Bielle. Nato a quattro anni di
distanza da “Sulle ali della mosca”, “Il
parto” non è stato sicuramente indolore, e presenta
sin dal primo ascolto un aspetto di crescita, di ricerca.
I tre (già, sono rimasti in tre: Voltarelli, Di Siena
e Sirianni) hanno abbandonato la linea folkroccheggiante dei
loro primi lavori per avvicinarsi ad una maggiore poetica
delle parole. Probabilmente molto hanno contato le esperienze
vissute dal gruppo negli ultimi anni: dall’accostarsi
al teatro ("Rocco u stortu") al viaggio a Baghdad
per l’operazione No war voluta dalle Associazioni "Aiutiamoli
a Vivere" - "Laboratorio progetto Poiesis"
e della rivista "Da qui" e in collaborazione con
Storie di note, all’incontro con lo zingaro Claudio
Lolli. Il risultato è un disco maturo, personale, cresciuto,
dove il dialetto è lasciato agli ospiti e le collaborazioni
illustri fioccano come neve.
segue
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