| Le
novità in casa Snowdonia per il 2010 |
| In uscita "Siamo
nati vegetali" di Andrea Tich e "L'Isola" de
Le Forbici di Manitù, da un racconto di Alda Teodorani
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| messo in musica da Le Forbici
di Manitù, illustrato da Emanuela Biancuzzi.
Le forbici di Manitù tornano oggi con il loro
lavoro più ambizioso, “L’isola”.
Un’ora di musica, un racconto inedito, confezione
lussuosa, cd con allegato un libretto di 48 pagine,
illustrato magnificamente. Alla faccia di chi sostiene
che il formato cd è morto. Sono un gruppo storico,
pressoché impossibile da catalogare, visto che
in questi anni si sono destreggiati tra generi apparentemente
inconciliabili: techno, elettronica minimalista, avanguardia,
new wave, musica da camera, canzone d’autore.
L’Isola è il titolo di un racconto inedito
della scrittrice Alda Teodorani, un testo avvincente
e stratificato in cui la disgregazione di un rapporto
sentimentale a due sconfina presto in una dimensione
da incubo orrorifico. In un libretto di 48 pagine illustrato
dalle inquietanti tavole in bicromia di Emanuela Biancuzzi,
il racconto è abbinato a un cd-album delle Forbici
di Manitù: un’ora di brani strumentali
e di canzoni a più voci che aggiungono suggestioni
narrative e d’atmosfera al testo, sviluppandone
alcune situazioni e personaggi. Collaborano a questo
progetto con la formazione tosco-emiliana il chitarrista
Daniele Carretti, co-autore delle musiche, ed Enrico
Fontanelli, al sintetizzatore su vari brani, entrambi
membri del gruppo Offlaga DiscoPax. |
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05/01 -Buone nuove in casa Snowdonia, l'etichetta
messinese che costituisce uno degli esempi più fulgidi
della voglia di darsi da fare nel campo dell'industria discografica.
Ecco, per bocca di Cinza La Fauci le novità in programma.
A Snowdonia iniziamo il 2010 con due progetti di
cui siamo particolarmente orgogliosi. AndreaTich:
“Siamo nati vegetali”. Cominciamo col
dire che, se c’è un’etichetta che la
Snowdonia ha sempre considerato come un faro, è la
mitica Cramps: per noi è quindi un vero onore pubblicare
“Siamo nati vegetali”, album del ritorno alle
scene di Andrea Tich, autore di “Masturbati”,
disco uscito appunto per la Cramps alla fine degli anni
’70. "Siamo nati vegetali"
è una raccolta di nuove e ispiratissime canzoni in
cui si riflettono le sensazioni, le emozioni, le immagini
accumulate in questa lunghissima pausa discografica. Si
respira un’atmosfera sospesa tra il battiato più
avant (quello influenzato dalla musica cosmica tedesca)
e una genuina vena poetica cantautoriale. Le illustrazioni
del libretto sono dello stesso Andrea Tich. Per
raddoppiare la nostra gioia (e spero anche la vostra) vi
presento l’altra nostra nuova produzione. Le
Forbici di Manitù: “L’isola”,
un racconto di Alda Teodorani,
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Balera
metropolitana
Poche
volte mi è successo in maniera così chiara di
ascoltare un disco, di non capirci un cazzo, eppure di percepire
che sotto c'era qualcosa. Il problema era identificare "che
cosa". Il disco di Maisie (che non è il primo
e, ne faccio ammenda, ma non conosco gli altri) è opera
difficile per quanto possa sembrare svagata. "Balera
metropolitana" necessita di almeno 3 o 4 livelli di lettura.
E quando si arriva a quello che sembra l'ultimo ci si accorge,
con dolore, che ne esistono altri ancora. La prima lettura
lascia indifferenti (musica di consumo, reminiscenze dei peggiori
anni '90 bizzarrie assortite), la seconda stupisce, la terza
interessa, La quarta ... di nuovo indispettisce.
"Balera
metropolitana" consta di 44 brani, equamente divisi su
due dischi. La divisione non segue una logica, così
come l'impaginazione dell'opera. L'ascolto globale impegna
circa 148 minuti: se lo moltiplichiamo per la decina di ascolti
minimi necessari per farsene un'idea abbiamo un totale di
24 ore (virgola 6). Un tempo comunque eccessivo? No, se vogliamo.
La complessità e la stratificazione del lavoro dei
Maisie implicano la fatica dell'approccio (fatica relativa
poi, perché molti pezzi sono di piacevole ascolto).
Ma ... (segue)
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