Una Brigata
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Le
BiELLE RECENSIONI
Fiorella
Mannoia:
"Ho imparato a sognare" Abiti
frivoli portati con classe di
Lucia Carenini
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Ho sognato una strada
Tracklist
01. Le tue parole fanno male (Cesare Cremonini),
02. Ho imparato a sognare (Negrita),
03. Cercami (Renato Zero),
04. La paura non esiste (Tiziano Ferro),
05. Estate (Negramaro),
06. E penso a te (Lucio Battisti),
07. Mimosa (Niccolò Fabi),
07. È la pioggia che va (The Rokes),
09. C’è tempo (Ivano Fossati),
10. Una giornata uggiosa (Lucio Battisti).
11. Caffè nero bollente (bonus track)
12. L’amore si odia (in duetto con Noemi - bonus
track)
Forse
il clima della settimana della moda mi ha contagiato, forse questa
Milanovendefashion che imperversa a tutti gli angoli della città
mi spinge a vedere il mondo in una sola direzione, ma non posso
fare a meno di pensare che ci sono persone che starebbero bene anche
con addosso uno strofinaccio dei piatti. Persone che hanno così
tanta classe che qualunque cosa dicano, o facciano, è pervasa
da una naturale eleganza. Nel campo della canzone, Fiorella Mannoia
fa parte di questa categoria.
E allora
che ci combina, la signora? Decide che in tempo di crisi si mollano
i grandi stilisti della haute, quelli che ti disegnano gli abiti
addosso e si va a far shopping da Zara e da Benetton, alla Upim
o da OVS. Magari una puntata da Coin o alla Rinascente per i due
capi-effetto della stagione. Oppure no, meglio ancora, si segue
il trend del riciclo: con l'abito vintage si fanno grandi affari
e allo stesso tempo si combattono gli sprechi con un comportamento
sostenibile. Naturalmente la signora sa scegliere bene: tra la
produzione industriale e l'armadio "as good as new"
si accaparra i pezzi migliori. E se li cuce addosso come pochissime
altre saprebbero fare.
Fra i giovani stilisti scova il modello Ho imparato a sognare,
un Negrita del '97 che le sta talmente bene da
dare il titolo alla collezione. La cosa la prende, così
da Cremonini sceglie Le tue parole fanno
male, un abitino del 2006 che con gli anni ha perso un po'
della sua freschezza originale, ma indossato da lei prende un
tono più elegante. Da Tiziano Ferro si
accaparra La paura non esiste e ci aggiunge su qualche
ricamo di perline; da Niccolò Fabi sceglie
Mimosa e dai Negramaro scova Estate,
mise con cui la maison di Giuliano Sangiorgi
vinse il premio "Rivelazione italiana" al Festivalbar
2005.
Nella shopper di Fiorella finisce anche una manciata di evergreen.
Abiti di classe che non passano di moda. Un paio di grandi firme
vintage, come Lucio Battisti (E
penso a te, Una giornata uggiosa), Ivano Fossati
(C'è tempo), Renato Zero
(Cercami) e i Rokes (È la
pioggia che va).
Infine, per completare il guardaroba, rispolvera da un suo vecchio
baule Caffè nero bollente, abito cucito per lei
dalla premiata sartoria Mimmo Cavallo, che indossò
al Festival di Sanremo nel 1981. Dalla scorsa stagione, invece,
recupera L’amore si odia, twin set condiviso con
Noemi.
Poi, come si usa ora, filma tutto il backstage dell'operazione
e lo infila in un dvd che racconta la realizzazione del disco.
Dvd che contiene come chicca una versione inedita di Sally,
di Vasco Rossi, reincisa con un quartetto d’archi
in chiave jazz «sperando che arrivi - ha dichiarato la cantante
romana - a chi avrà la bontà di vederlo, almeno
un po’ dell’entusiasmo della nostra esperienza, insolita
e bellissima»
Fiorella
Mannoia
"Ho imparato a sognare"
Cd + dvd 37'
Sony - 27 novembre 2010 Nei negozi di dischi e negli e-store