
Ascolti collegati
Musicisti:
Lorenzo Ugolini (voce, pianoforte, chitarra
acustica); Francesco Frank Cusumano (chitarra acustica, chitarra
elettrica, chitarra classica, banjo, pianoforte, apra celitca);
Paolino Paolo Pampaloni (basso elettrico, voce, cori); Marco Zagli
Zazà (batteria); Andrea Rapisardi detto Endless i'Lungo
(violino, cori); Gabriele Gabri baratto (clarinetto, flauti, cornamuse,
gaia spagnola, musette francese Uilleam pipe irlandese): Pablo
Gamba Cancialli (conga, timbales, bathà, steel drum, piatto
china rotto, percussioni miste e variegate); Davide Tromba Bao
(supervisione e consulenza artistiche e sonore, supporto morale
e spirituale).
Ospiti: Sabina Tinghi Baratto (cori); Lucia Riffa Sargenti (cori,
voce); Irene Cilio (cori); Rocco Brunori Tamales (trombe); Enrico
Greppi (cori e tastiere addizionali); i 14 Forzuti Frank, Paolino,
Erriquez, Endless.
Produzione artistica di Erriquez Greppi
Produzione Materiali Sonori e Martinicca Boison
Registrazioni effettuate presso gli studi di Paolo Corsi - Montevarchi
(Ar):Trombetta Studio Record - Castelfranco di Sopra (Ar); Trecento
Studios - Montespertoli (Si) da Daniele Tromba Bao
Progetto grafico di Federico Piras (Il Morino)§In copertina
Svorapensieri di Lorenzo Ugolini
Testi e musiche di Ugolini (1, 2, 3, 4, 5, 6, 8, 10, 11), Pampaloni
(7 e 9), Cusumano (12)
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Un bell'album
ordinato: parte dal buongiorno e finisce con la buonanotte (e prima
ha la buonasera). Se le buone maniere contano, ecco un album che
si presenta bene. Pronto per essere accolto in famiglia. Non è
nuovissimo: risale al 2008 e nel frattempo i Martinicca Boison hanno
proseguito sulla loro strada, ma è un buon album e per questo
ne parliamo. La produzione è di Erriquez Greppi (Bandabardò)
e il gruppo è numeroso e tosto, formato da sette persone,
più un consulente artistico
e supervisore e per me rappresenta uno dei lasciti più piacevoli
di Facebook, visto che è lì che li ho incontrati per
la prima volta. Gruppo che esiste dal 2002 e che alle spalle ha
già un altro album (sconosciuto a me), dal titolo "Per
non parlare della strega" del 2005. Ma torniamo a questo "Sovrapensieri"
che è, pensate un po', un concept album.
E già solo per questo per me parte avvantaggiato,
tanta è la passione per chi ha voglia di raccontare storie
che trascendano dai tre minuti della singola canzone. Qui l'arco
di tempo è di 24 ore, da un "Buongiorno"
a una "Buonanotte", appunto.
Ci si sveglia da soli in una macchina, sotto un diluvio d'acqua,
con un nome scritto con la biro sulle mani ("Con
la biro sulle mani"), poi la colazione assieme
di "Malgrè tout je chante"
("Metterò del caffè nella tazza / e del latte
nella tazza del caffè / e mentre aggiungerò dolcezza
/ staremo un po' abbracciati / mi leggerai Prevert").
Poi c'è un capitolo in cui le zie di Ludovico gli raccontano
le mode che corrono: "basta canzoni, vino rosso e cabaret
/ quest'anno va lo scuro, Ludovico /servendoti eleganti accorgimenti
/ con impegno / ti regalo trenta modi per lasciare il segno"
("Trenta modi per lasciare il segno").
Ma non c'è un attimo di pausa e il folk elegante dei Martinicca
Boison, prodotti da Erriquez, passa alla "Rainbow
song in Bosnia": "Con tutto il posto
che c'era in Europa / sei finita in vacanza in Bosnia / con quattro
amici / helodì, Loredana, giaianta e ioghendra / Un greco
vi accolse nudo / solo il bouzouki ne velava l'intimità /
capelli da Fiorella Mannoia / e barba da rabbino Toaff".
Esilarante e fulminante. Ma la prosecuzione è fatta di buoni
momenti e di pensieri variegati, tra sesso, narghilé, musica
kletzmer e vezzi generazionali: "Ma la contraddizione /
dio santo .. dov'è? / l'incoerenza dov'è? / il contrasto
... dov'è?".
Divertentissime le successive "La danza dell'occhio
pesante" che racconta di un pomeriggio al cinema
con una ragazza e l'occhio che inevitabilmente cala "ma
con una donna non era poi elegante / così ingaggiai 14 forzuti
/ il cui scopo è sollevare il suo occhi pesante"
e "Il gatto parla", uno strano
swing gattesco, opera del bassista Paolo Pampaloni, parole e musica.
Forse il senso del concept un po' si sfilaccia, ma l'ispirazione
continua a essere alta e a sostenere l'operato dei magnifici sette
della Martiniccca, che, passato il gatto, entrano invece nella zona
introspettiva dell'album, quella del crepuscolo e poi della sera
e della notte.
Il primo brano introspettivo è un'intensa e partecipata "Kairòs",
parola che nell'antica Grecia significava "Tempo giusto o opportuno",
un momento in cui accade qualcosa di speciale. E qui è una
ragazza sotto una grondaia che sta provando passi di tango da soli,
così diversa da quelle coetanee sue "che proprio
non riesco a capire". Anche la musica segue lo stesso
metro: rallentata, con un canto ripiegato che quasi si nasconde
tra le pieghe delle ricche costruizioni musicali. Un passaggio che
rende naturale e senza frizioni l'introduzione al successivo strumentale
"Buonasera", 1'04" di sola
musica da riflessione e ripensamento.
"In the mood for love" è
ancora un brano intimista che traghetta dalla sera verso la notte.
E' mezzanotte e 23' (la canzone in questo è precisa) e siamo
al dopo visione casalinga di un bel film d'autore, quello di Wong
Kar-Wai, omonimo ("L'ennesimo motivo per pensare a noi"):
"mi hai invitato a dormire / con te, accanto a te
/ ... / Io, frugando il tuo corpo gentile / per concessione
delle trasparenze / decido di non preoccuparmi / preferendo la nostra
sensualità al futuro passato / a un distacco annunciato".
E anche qui tanta musica, gentile, introversa e imbarazzata, traghetta
verso l'ultima parte del giro delle lancette, ma prima di esaurire
il disco c'è tempo per la finale "Sovrapensieri",
la title track, ultima canzone dell'album, come "panni stesi
ad asciugare al sole" o "vite raccontate senza voglia
ad una festa". Area di confine tra notte e veglia. "Sovrapensieri
/ ti accompagno al cinema / non per il film / ma per giocare con
la tua mano / Sovrapensieri / ritornando a casa / a notte fonda
senza avere sonno". Delicatissima.
"Buonanotte", ancora una volta
strumentale, sottolineata dalla musette francese e dall'arpa celtica,
costituisce l'ideale sipario per questo viaggio interiore durato
24 ore, mentali e risoltosi in 40 minuti puntuali di musica adatta,
di folk elegante, come amano dire loro, o di musica gentile, come
tradurrei io, che sale e scende di ritmo seguendo il ritmo delle
ore.
Molto Bandabardò oriented, come lascia intendere la produzione
di Erriquez, ma con qualcosa di più pacato, di meno frenetico:
la cognizione del tempo lasciato a decantare e scegliere quale marcia
innescare a seconda della canzone da cantare. I Martinicca Boison
sono un'altra carta da gettare sul tavolo della musica di qualità.
Attenzione alle prossime mosse!
Martinicca
Boison
"Sovrapensieri"
Materiali Sonori - 2008
Nei negozi di dischi o
per mail
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