
Ascolti collegati
Crediti:
Filippo Andreani (voce, chitarra acustica,
organo, kazoo); Davide Lasala (chitarre acustiche, chitarre elettriche,
cori); Fabio Andreani (batteria); Christian Tettamanti (pianoforte);
Paolo Vullo (fisarmonica); Giulia Larghi (violino); Alberto Motta
(basso); Francesco Chiapperini (clarinetto, sax soprano); Michele
Ferrari (chitarre elettriche in "Mi chiamo Nessuno"
e "Dal cuore alle labbra")
Arrangiamenti: Davide Lasala, Emil, Filippo Andreani
Produzione artistica: Davide Lasala
Registrato e mixato presso Edac Studio (Co). Assistente studio
e supporto tecnico: Emil
Masterizzato da Paolo Mauri per pma0db
Fotografia: Roberto Larghi
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Tracklist
01 Per amore di un sogno
02 Per un sogno d’amore
03 L’annuncio
04 A te che dormi
05 Buonanotte luce
06 Mi chiamo Nessuno
07 In fiero tacere
08 La sentenza
09 Dal cuore alle labbra
10 Sulle labbra
11 Il testamento di Neri
12 L’ultimo minuto di Gianna
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Non
è da tutti fare un concept! In Italia c'era un giovane autore
genovese che ne era il miglior rappresentante. Ma dopo di lui ci
hanno provato in pochi. Ogni tanto qualche voce si leva e, memore
della lezione di Fabrizio De André, cerca di uscire dal vincolo
dei tre minuti del brano per provare a raccontare una storia intera
in un album. Una storia che, qualche volta, può anche essere
sbagliata. Filippo Andreani è l'ultimo "matto"
che ha cercato questo volo. E De André di sicuro l'ha tenuto
ben presente in ogni momento. Nel comporre le ballate, nello scegliere
le rime, persino nell'usare alcune sue parole ("Le vene celesti
dei polsi", "il punto di vista di Dio").
"La storia sbagliata” è il primo
lavoro di Filippo Andreani, che ne ha scritto le parole e composto
le musiche. La pubblicazione, ad opera della casa editrice Nodo
Libri, è del 26 marzo. Insieme al disco, la confezione (di
formato simile a quello di un dvd) contiene un breve libro che riporta
i testi delle canzoni, le note storiografiche e due interventi a
commento: il primo a firma di Marino Severini, ed il secondo ad
opera di Fabio Cani, ricercatore comasco, che descrive la cronaca
storica della vicenda per agevolare la comprensione delle canzoni.
Nel disco si raccontano le vite del Capitano Neri (al secolo Luigi
Canali) e della collegatrice “Gianna” (al secolo Giuseppina
Tuissi) – partigiani militanti nella 52esima Brigata Garibaldi,
romanzate in tredici canzoni che ne individuano i momenti piu’
importanti e la ricostruzione della vicenda a metà tra verità
e fantasia: a fine guerra, sospettati di tradimento, per un'evasione
un po' troppo facile dalla prigionia fascista, sarebbero stati giustiziati
dai loro stessi compagni.
"Una libreria ancora vuota e scatole di libri da riporvi.
- Scrive Andreani su suo MySpace - Era la primavera di
due anni fa. L’abitazione di ogni nuova casa è sempre
preceduta dalla necessità di sentirla propria: a questo scopo,
chi ama leggere ed ascoltare musica vi ci porta libri e dischi prima
d’ogni altra cosa. Nel breve tragitto che dalla scatola porta
al ripiano, i libri quasi ti guardano negli occhi, mentre li giri
tra le mani per riporli nel senso corretto. E passano titoli che
non ricordavi di avere, insieme a quelli che ti ricordano un’età,
o il posto dove li hai letti e l’odore che c’era. Il
cuore si ferma e riparte quando scorrono le copertine dei libri
che hai quasi imparato a memoria. Tra questi, quelli che mi avevano
svelato l’incredibile storia della “Gianna” e
del “Capitano Neri”. Non so ancora dire perché
mi sia perdutamente innamorato di questa vicenda: se sia stato piu’
per una curiosità diventata brama di riviverne i giorni,
o se per un’emozione cullata sino a volerne riscrivere le
sorti. Ma, di fatto, finivo di riempire la libreria con quei due
nomi davanti, uno per occhio. Finché, terminato il lavoro,
cominciai a scrivere su un foglio arrivato da chissà dove
le prime parole….”se il punto di vista di Dio…”.
L’inizio della prima canzone del mio primo disco".
Da lì in poi tutto è proceduto più veloce e
questo avvocato 33enne comasco (dello stesso paese di Luca Ghielmetti,
Valmorea: duemila anie e due cantautori!), che non esercita per
non finire come il giudice di Spoon River e che appende alle pareti
il poster di Joe Strummer, ma che conserva in ogni frase "il
senso di De André per la canzone" si trova a riempire
fogli su fogli di appunti, frasi, spunti per canzoni e inizia a
ricreare la storia di Neri e di Gianna, ma dall'interno, ossia "come
si esamina la bocca di una donna che si ama: volendola fino a caderci
dentro". Suonatore, poeta, cantastorie, Filippo prosegue nei
suoi tentativi fino ad arrivare alla stesura finale, mischiando
letture, testimonianze, sogni.
"La storia che ne è uscita - scrive ancora
Filippo - è “La Storia Sbagliata”.
Non avrei saputo che altro titolo dare questo disco. Ne è
“sbagliato” l’inizio, fondato sulla dolorosa sofferenza
di chi è oppresso; ne è “sbagliato” l’epilogo,
il cui disegno senza autore forma il ritratto della morte. In mezzo,
ora, ci sono i vostri occhi e le vostre orecchie. Cascateci dentro".
E se
questo è il consiglio, bisogna dire dall'esterno che è
impossibile non cascarci. Per quanto si possa e si debba dare a
Filippo il consiglio di mangiare De André, inghiottirlo,
assimilarlo e poi dimenticarlo, per ridurre le possibili citazioni
ed assonanze (l'effetto clone è in agguato! "Che il
sangue non vi sia di vanto" "sulla via della Croce"
"Il testamento", ma le citazioni riguardano anche Pavese,
Ungaretti, Manzoni) non si può non riconoscere che abbia
fatto un ottimo lavoro e che, già dal primo ascolto questo
disco rubi l'attenzione. Sia perché non è solo un
disco e non sono solo canzoni. E' un disco, ma è un libro,
è un disco di canzoni, ma anche un'opera unica che va gustata
nella sua intierezza. E' un disco che si può forse anche
ascoltare senza sapere la storia, ma è un disco che guadagna
molto dall'ascolto conoscendo o interessandosi alla storia. E in
questo senso il lavoro che è stato fatto è ottimo,
perché sul libro si trova tutto o quasi tutto, comunque tutto
quello che ci può servire.
E' un disco acustico, un disco di chitarre suonate con passione,
un disco ricco di passione e di suoni, prodotto artigianale, sì,
ma di quella strana forma di artigianato che la passione colora
di riflessi dorati e di quel particolare stato di grazia che permette
di accedere all'arte. Se poi, per l'occasione, ci si trova anche
ad approfondire la conoscenza di un momento della storia d'Italia
poco noto, poco cantato, poco celebrato, se non, anche qui, dalla
parte dei vincitori è ancora meglio. Neri e Gianna non hanno
vinto. O meglio sì, hanno vinto la guerra, ma hanno perso
la loro Storia sbagliata, quella che va cantando, continuando a
sbagliare, Filippo Andreani. Lunga vita a tutti quelli che sbagliano
o che scelgono di sbagliare!
Filippo
Andreani
"La storia sbagliata"
Nodo Libri / I Suoni - 2010
Nei negozi di dischi o in libreria
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