| Una
canzone per gli anni zero |
| Da oggi al 20 settembre
150 singoli da votare per scegliere
le canzoni che contrassegnano gli anni zero. Votate!
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| Ricordiamo
che fino ad allora, come scrive Gianni Borgna, la canzonetta
nel dopoguerra era stato il "grande rifugio culturale"
democristiano. Esclusi da cinema, teatro e letteratura,
i maitres a penser scudocrociati occuparono militarmente
radion tv e canzonette. Generi subalterni sì,
ma atti a controllare le masse. Ora che non abbiamo
più il problema di chi controlla chi (siamo tutti
Grande fratello) possiamo anche cantare la nostra gioia
canzonettara. Qui dentro, in questo coacervo, troverete
un po' tutto quello che ha agitato il sottomondo biellistico
negli anni zero. Abbiamo tenuto fuori alcuni brani e
inclusi, a forza, degli altri, a nostra esclusiva capocchia.
Non sono in assoluto le più belle canzoni del
decennio (ad esempio manca "E semm partì"
per dirne una) e nemmeno le più importanti. Sono
una scheggia impazzita con cui giocare. Le abbiamo divise
in canzoni popolari o in dialetto, musica gentile (svagata
o romantica) e critical song, ovverosia canzoni che,
in un modo o nell'altro, a parole o in musica, cercano
di dire qualcosa. Ascoltatele. E poi, ma solo poi, votatele.
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24/08 - La storia della musica, della canzone d'autore
è soprattutto una storia di album (da "Creuza
de ma", alla "Pecora", da "La pianta
del te" a "Radici") che, a volte, diventa
anche storia di canzoni. Per me è scontato pensare
che ci sia più valore in "Sgt Pepper's"
o "In the search of the lost chord" che in "Rock
around the clock" o in "Tutti morimmo a stento"
e "Senza orario, senza bandiera" che in "Arrivederci".
Eppure, ancora più spesso che gli album
sono le piccole canzoni che scrivono la storia. Sono quei
tre minuti, a volte scarsi, a volte abbondanti, quei tre
accordi in croce, quelle due/tre strofe che si faranno cantare
tutta la vita e che segneranno col loro scandire i tuoi
transiti su questo pianeta. Ebbene, questo sondaggio è
un piccolo monumento al singolo, alla canzone in sè
e per sè, svincolata dal contesto.
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Senza "Blowin in the wind" forse
non avremmo avuto Bob Dylan, senza nulla togliere a tutto
"Freewheelin'", senza "La
canzone di Marinella" non avremmo avuto De André,
ma un mediocre avvocato in più. Senza "Volare"
di Domenico Modugno al Festival di Sanremo non vi sarebbe
forse stata la canzone d'autore tout court. Senza il vibrare
appassionato e chagalliano di quell'urlo liberatorio e un
po' punk, di uno che si impiastriccia di colore blu per
iniziare a confondersi col blu, volando, il cammino sarebbe
stato più accidentato.
Il link per
votare: Sondaggio estate 2010
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 I
sondaggi di Bielle non hanno valore alcune. nemmeno statistico.
Li facciamo solo per giocare e divertirci. Non ci importa
niente che agli imperdibili del decennio abbiano votato 5.000
persone (solo voti validi) e che a un altro sondaggio magari
votino solo un migliaio. Lo scopo, di questo in particolare,
è cercare di fare sentire un po' di buone canzoni.
alcune più note, altre così poco nte che perfino
le mamme dei cantautori farebbero fatica a riconoscerle (e
alcune forse saranno state dimenticate dai cantautori stessi.
Le preferenze nostre non sono quasi mai le loro). Qui sotto,
sul link, potete andare a vedere l'ultimo sondaggio che abbiamo
effettuato, quello per gli "Imperdibili degli anni zero".
I nostri imperdibili erano "Danza", "L'intagliatore
di santi", "E semm partì", "Ovunque
proteggi", "Da questa parte del mare", Si vif"
e "Amore nel pomerggio". Il pubblico ha scelto "Da
questa parte del mare", "Danza" e "Tutto
l'amore che mi manca".
( Gli imperdibili
degli anni zero)
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