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Sondaggio estate 2010

Una canzone per gli anni zero

Da oggi al 20 settembre 150 singoli da votare per scegliere
le canzoni che contrassegnano gli anni zero. Votate!

Ricordiamo che fino ad allora, come scrive Gianni Borgna, la canzonetta nel dopoguerra era stato il "grande rifugio culturale" democristiano. Esclusi da cinema, teatro e letteratura, i maitres a penser scudocrociati occuparono militarmente radion tv e canzonette. Generi subalterni sì, ma atti a controllare le masse. Ora che non abbiamo più il problema di chi controlla chi (siamo tutti Grande fratello) possiamo anche cantare la nostra gioia canzonettara. Qui dentro, in questo coacervo, troverete un po' tutto quello che ha agitato il sottomondo biellistico negli anni zero. Abbiamo tenuto fuori alcuni brani e inclusi, a forza, degli altri, a nostra esclusiva capocchia. Non sono in assoluto le più belle canzoni del decennio (ad esempio manca "E semm partì" per dirne una) e nemmeno le più importanti. Sono una scheggia impazzita con cui giocare. Le abbiamo divise in canzoni popolari o in dialetto, musica gentile (svagata o romantica) e critical song, ovverosia canzoni che, in un modo o nell'altro, a parole o in musica, cercano di dire qualcosa. Ascoltatele. E poi, ma solo poi, votatele.

24/08 - La storia della musica, della canzone d'autore è soprattutto una storia di album (da "Creuza de ma", alla "Pecora", da "La pianta del te" a "Radici") che, a volte, diventa anche storia di canzoni. Per me è scontato pensare che ci sia più valore in "Sgt Pepper's" o "In the search of the lost chord" che in "Rock around the clock" o in "Tutti morimmo a stento" e "Senza orario, senza bandiera" che in "Arrivederci".

Eppure, ancora più spesso che gli album sono le piccole canzoni che scrivono la storia. Sono quei tre minuti, a volte scarsi, a volte abbondanti, quei tre accordi in croce, quelle due/tre strofe che si faranno cantare tutta la vita e che segneranno col loro scandire i tuoi transiti su questo pianeta. Ebbene, questo sondaggio è un piccolo monumento al singolo, alla canzone in sè e per sè, svincolata dal contesto.


Senza "Blowin in the wind" forse non avremmo avuto Bob Dylan, senza nulla togliere a tutto "Freewheelin'", senza "La canzone di Marinella" non avremmo avuto De André, ma un mediocre avvocato in più. Senza "Volare" di Domenico Modugno al Festival di Sanremo non vi sarebbe forse stata la canzone d'autore tout court. Senza il vibrare appassionato e chagalliano di quell'urlo liberatorio e un po' punk, di uno che si impiastriccia di colore blu per iniziare a confondersi col blu, volando, il cammino sarebbe stato più accidentato.
Il link per votare: Sondaggio estate 2010

Bielle e i sondaggi

I sondaggi di Bielle non hanno valore alcune. nemmeno statistico. Li facciamo solo per giocare e divertirci. Non ci importa niente che agli imperdibili del decennio abbiano votato 5.000 persone (solo voti validi) e che a un altro sondaggio magari votino solo un migliaio. Lo scopo, di questo in particolare, è cercare di fare sentire un po' di buone canzoni. alcune più note, altre così poco nte che perfino le mamme dei cantautori farebbero fatica a riconoscerle (e alcune forse saranno state dimenticate dai cantautori stessi. Le preferenze nostre non sono quasi mai le loro). Qui sotto, sul link, potete andare a vedere l'ultimo sondaggio che abbiamo effettuato, quello per gli "Imperdibili degli anni zero". I nostri imperdibili erano "Danza", "L'intagliatore di santi", "E semm partì", "Ovunque proteggi", "Da questa parte del mare", Si vif" e "Amore nel pomerggio". Il pubblico ha scelto "Da questa parte del mare", "Danza" e "Tutto l'amore che mi manca".
(Gli imperdibili degli anni zero)

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