Giorgia
Cantini è uno dei personaggi letterari più forti
usciti negli ultimi anni. Protagonista di due libri di Grazia
Verasani (Quo vadis baby? e Velocemente da nessuna parte) e di
un film di Salvatores, ora diventa protagonista della miniserie
di Sky.
«È un personaggio che io amo molto, ha parti di me,
elementi autobiografici come la passione per la musica. Non lo
sport. Non avrei mai potuto immaginare la Cantini che tira di
boxe come invece mi dicono che avverrà in tv. La mia Cantini
è molto molto pigra». Così Grazia Verasani
racconta il suo personaggio.
La sceneggiatura di questi episodi televisivi è tua?
«No,
non ho scritto le sceneggiature, però firmo tutti i soggetti
di serie più due soggetti originali che sono miei. Tutti
i protagonisti come Giorgia Cantini, il commissario Luca Bruni,
il socio di lei Lucio Spasimo, l’ex attore porno Gianni
Riva, interpretato da Bebo Storti, sono tutti farina del mio sacco».
Ma Angela Baraldi è adatta per il ruolo della protagonista?
«Se uno legge i miei libri se la immagina diversa. Però
ci può anche stare. E’ anche bello che abbiano puntato
su una outsider. Ci avrei visto comunque un’attrice abbastanza
irregolare, non so, una Debra Winger degli anni d’oro».
Quanto hai partecipato alla serie Tv?
«Ho voluto essere coinvolta il meno possibile con la serie
tv non per snobismo, ma perché essendo molto legata a questo
personaggio sento profondamente la responsabilità di dare
conto al lettore e non allo spettatore. Il mio ruolo è
di scrivere, di immaginare, difendere e proteggere l’immaginazione
del lettore che ha diritto a vedersi i personaggi come più
desidera. Le operazioni cinematografiche e televisive vanno benissimo
, io non ho nulla in contrario, però sono cose diverse
rispetto ai libri, alla Cantini che sento molto vicina e che tornerà
nei miei prossimi romanzi».
Il prossimo romanzo di Grazia Verasani, che uscirà
il 29 maggio, non sarà però imperniato sulla detective
bolognese.
«Mi sono presa una pausa. Il nuovo libro si intitola "Tutto
il freddo che ho preso" (Feltrinelli) ed è
un romanzo strano. Ho giocato su due protagonisti. Uno scrittore
e una donna che ha perso un figlio. Ci sono elementi di noir,
ma senza cliché di genere. Un incontro tra due persone
arrivate al limite che non si sa bene dove porterà».
Investigare,
un verbo molto poco al femminile
Giorgia Cantini
è una delle poche investigatrici femminili della letteratura
italiana, ma è forse la sola ad approdare in tv dai tempi
gloriosi di “Laura Storm”, interpretata da Lauretta
Masiero sulla Rai nel 1965. Impermeabile alla Marlowe, cognome
aggressivo (Storm significa temporale in inglese), buone doti
di umorismo e di capacità investigative e conoscenza dello
judo. Da allora a oggi il vuoto, fino alla recente Donna detective
interpretata da Lucrezia Lante della Rovere, a meno di non voler
considerare il contributo della moglie di Maigret (Andreina Pagnani)
alle indagini del marito. Diversa la fortuna per le donne detective
nei telefilm anglosassoni: da Miss Marple di Agatha Christie,
alla Signora in giallo interpretata da Angela Lansbury, fino alle
Charlie’s angels o a Csi e 24, serie con ampi spazi al femminile.