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"Questo
cd nasce a più di dieci anni didistanza dal mio esordio musicale.
Nel '95 vinsi con "Devi morire" il Premio
città di Recanati per la canzone d'autore e l'anno dopo usci
un cd dal titolo "Nata mai",
per l'etichetta Bmg/Musicultura, con dodici pezzi, di cui composti
sia le musiche che le parole. Ci furono apparizioni in tv, nelle
radio, concerti col mio gruppo. Feci l'ospite in progetti di amici
e complilation, oltre a collaborare con alcuni artisti come paroliere
e a cedere pezzi miei ad altre cantanti. Di quel periodo ricordo
almeno due indimenticabili avventure: come band disupporter ai Jethro
Tull nel loro tour italiano e un felice duetto con Nada nel
2000. Ma da "Quo vadis, baby" in poi mi sono dedicata
quasi esclusivamente alla narrativa: finora ho pubblicato otto libri,
scritto sceneggiature di film e piece teatrali e mi occupo di cultura
su riviste e quotidiani. I componenti della mia vecchia band, che
ho omaggiato nel mio primo romanzo, non hanno mai smesso di fare
musica: e questa è anche un'occasione per ringraziarli, perché
da allora ho sempre rimpianto il gioco di squadra.
"Nel sangue" è nata nella
sala d'attesa dell'aeroporto di Bologna, una sera. Aspettavo il
ritorno di un amico da un viaggio, e ero affranta per la mia stora
con P., il batterista che suonava con me. Scrissi le parole sul
retro di un volantino, ripetendomi la melodia nella testa, con la
speranza di non dimenticarla una volta ritornata a casa ...
"Con le mani potrei" è
l'unico pezzo dove la musica è stata scritta a quattro mani,
le mie e quelle di Jamaica, il mio bassista di allora, e descrive
l'incotnro di due sconosciuti in un motel ...
"Nata mai" è un brano
contro la famiglia. Sono stata una ragazzina che camminava sui bordi
delle ringhiere, sempre eccitata dai passi falsi, e non è
stato facile venire a patti coi miei legami di sangue ....
Per "Interiora" mi sono ispirata
a Dylan Thomas: "Una poesia per essere vera deve essere
organica come una copulazione" ...
"Alberghi sul mare" l'ho scritta
in una stanza dell'hotel Eleonora di Senigallia. La finestra si
affacciava sul mare ed era il mare d'inverno di Ruggeri.
"Andrea" è una filastrocca
amara - e anche qui il gioco era associare un testo saturnino, surreale,
a una musica sdrammatizzante.
"Dice Sandra" è per un'amica
che porta quel nome e che un giorno mi confidò che in estate
, al mare, nuotava solo di sera quando le spiagge erano deserte:
si vergognava di mostrarsi in costume perché si sentiva grassa.
Be', io l'ho sempre trovata bellissima". "Posso"
non è facile fingere che un'avventura sia, come dice Mario
Luzi "esente da un prezzo e da un pedaggio".
"Amsterdam" parla del'amore
che può nascere tra due persone dello stesso sesso. "Cielo
blu diluvio" è l'uragano emotivo dei giorni
peggiori, la solitudine che non sai e che non vuoi condividere,
il rumore dei passi nella notte quando il mondo dorme, il pianto
a occhi asciutti. "E." è
dedicata a Eleonora, che non fa più parte di questo mondo,
ma che è legata, per sempre, al mio.
I miei commenti a queste canzoni non sono chiavi di lettura. Sono
convinta che le canzoni sono di tutti e che ognuno ne fa quello
che vuole. Dico spesso che per me scrivere un pezzo è come
giocare a carte. Più dell'abilità conta la fortuna.
Se qualche canzone è più riuscita di un'altra è
grazie a una mano fortunata: quando non esce niente di forzato,
ma solo qualcosa che ci premeva dire" |