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Raffaello Simeoni
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Jenny Sorrenti
Burattina |

Cantodiscanto
Medinsud |

Ma'aria
Sugnari |
Musicisti:
RAFFAELLO
SIMEONI
voce, lauta, shakuhachi, bansuri, chitarra acustica, samplers,
organetto, oud, launeddas, piffero, musette, saz, fischietti,
lira calabrese, ghironda, cuatro, hulusi, basso acustico, nia
romeno, shaker, hang, duduk, ciaramella, flauto armonico, cetra,
oboe barocco, tzoura, ocarina, darabouka, pandereita, tarota ,binju
dizi, sinth
CRISTIANO
CALIFANO
chitarra acustica, battente e classica, bouzouki, arrangiamenti
archi e corde
MASSIMO
ALVITI
chitarra classica e acustica, sitar elettrico
LUCA
BARBERINI
basso
ARNALDO
VACCA
cangira, udu, darabouka, manjira, cimbali, daf, tamburi Gavoi,
djembe, canjira, tar, bacchette, talking drum, davul
FRANCESCO
DE RUBEIS
batteria
PAOLO
MODUGNO
cornamusa, davul, daf
ANGEL
HEVIA
zampogna elettronica
MARIA
JOSE HEVIA
tamburino delle Asturie
GABRIELLA
AIELLO, GIUSEPPE SPEDINO "MOFFA" e LEONARDO BERETTA
voce
GIULIANA
DE DONNO
arpa paraguaiana
MICHELE
FRONTINO
basso
STEPHANE
DURAND
ghironda elettroacustica
ALFREDO
DURANTE
ciaramelle amatriciane
ISOLA
QUARTET
Archi
GABRIELE
RUSSO
nichelarpa
MASSIMILIANO
FELICI
accordeon
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Tracklist
Bamboo
Kirieleisong
Da picculu fanciullu
Anema e colore
Sonnu sonnittu
Water
Angelare' Angelara'
Boio cantare
Mariposa
Athos
Sabina Mater
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“Mi
sono rimesso in cammino. Perché questa è la storia
di Mater Sabina, è la tradizione della mia terra segnata
da tanti percorsi, nel cuore profondo d’Italia.Qui hanno poggiato
i calzari e trascinato i piedi i ciaramellari e i pastori transumanti,
i cantori in ottava rima, i cantastorie girovaghi, incrociando i
suoni con la voce e le melodie delle nostre donne e con il fiato
di San Francesco.
Io ripasso su quelle loro orme … e vado avanti.”
Poche e semplici parole di presentazione:
quattro anni dopo il bellissimo “Controentu”
ecco ”Mater Sabina”. Il nuovo
lavoro discografico di Raffaello Simeoni è innanzitutto un
omaggio alla sua terra, aspra e dura, ma capace di regalare emozioni
forti ed intense, di stupire e di meravigliare chiunque l’attraversi.
Non è un caso, infatti, che il musicista, utilizzi il dialetto
reatino in tutti i suoi pezzi, e che attinga a piene mani alle storie
della tradizione del centro Italia. Ma questo non impedisce al disco
di farsi apprezzare per la sua grande armonia, la liricità
del suono ed il profondo equilibrio che lo contraddistingue.
“Mater Sabina”, segna davvero il raggiungimento della
piena maturità artistica dell’autore, partito tanti
anni fa con i Novalia, di cui Raffaello è
stato fondatore insieme a Stefano Saletti, passato
attraverso la prima esperienza solistica, ”Controentu”,
che lo ha segnalato all’attenzione del grande pubblico per
la bellissima voce, potente e dolcissima, e la grandissima varietà
di strumenti utilizzati, arricchito dall’esperienza delle
varie formazioni di cui ha fatto parte, in trio con Giuliana
De Donno e Massimo Cusato, il T.A.O.
project, in acustico insieme a Cristiano Califano
e Arnaldo Vacca, sino ad arrivare alla recentissima
esperienza dell’Orchestra Popolare Italiana,
insieme ad Ambrogio Sparagna, e al trio Armonico.
Il disco ci presenta un Raffaello Simeoni
davvero in grande forma, un canto deciso e dolce ad un tempo,
un suono pulito ed accattivante. La presenza, poi, di un quartetto
d’archi, lo rende ancor più delicato ed armonico.
I pezzi si lasciano ascoltare tutti d’un fiato, ed una sola
volta non ci basta: i testi e le musiche pian piano diventano
nostri e ci ritroviamo a ripeterli quasi senza accorgercene…
Bamboo, Da picculo fanciullu,
(aperto dalla splendida voce di Gabriella Ajello
ed impreziosito dalla zampogna elettronica del galiziano Angel
Hevia, amico fraterno di Raffaello) Sonno
sonnittu (bellissima e struggente questa ninna nanna
tradizionale che Raffaello esegue da solista), Angelarè
Angelarà (altra celebre ninna nanna,
"...Angelarè Angelarà questo figlio a chi lo
dai, se lo do all’uomo nero, se lo tiene un anno intero...",
Water (con la ghironda elettronica del
francese Stephane Durand), Mariposa.
Una citazione a parte merita il brano che da il titolo all’intero
album, Sabina Mater, pezzo che può
apparire un po’ avulso dalla liricità dell’intero
album, ma che se ascoltato più volte dimostra tutta la
sua bellezza e tutta la sua armonia: è proprio in questo
pezzo, come ha scritto qualcuno,in queste improvvisazioni cantate
sul tema dell’immigrazione, che Raffaello Simeoni getta
il cuore oltre l’ostacolo; la sua voce si moltiplica sopra
una registrazione della zampogna amatriciana chiamata “ciaramella”,
e suonata dal maestro Alfredo Durante detto Raffone,
a cui il pezzo è dedicato.
Innumerevoli gli strumenti utilizzati da Raffaello, lauta, launeddas,
small pipe musette, flauti, ciaramella e organetto, tanto per
citarne qualcuno, così come davvero importante il cast
dei musicisti che ha partecipato alla realizzazione del disco,
gli amici di sempre Cristiano Califano, Arnaldo Vacca, Michele
Frontino, Paolo Modugno, Massimo
Cusato, Giuliana De Donno, il mitico
Gabriele Russo, Gabriella Ajello
, ma anche Francesco De Rubeis, Massimo
Alviti e Luca Barberini, accanto ai
già menzionati Stephane Durand, e Angel Hevia, eccellente
musicista, che in Italia annovera tantissimi estimatori.
Un disco dunque di grande impatto, che ci ripropone un Raffaello
Simeoni capace di dare continuità al suo progetto musicale,
il cui filo conduttore è tutto nella unione fra tradizione
ed innovazione,un progetto in cui emergono le qualità artistiche
di un musicista che offre all’ascoltatore un tessuto di
suoni su cui poggiano tante piccole storie che fanno parte della
nostra vita quotidiana. E non è davvero poco.
Raffaello
Simeoni
"Mater Sabina"
Finisterre/Felmay/Egea - 2009
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