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Musicisti:
Fabrizio Piepoli (voce, chitarra classica,
beatbox); Giuseppe De Trizio (chitarra classica e mandolino)
Registrato e mixato da Fabrizio Piepoli presso il Cupacupa studio
di Bari
Masterizzato da Missiliano stano presso lo Studio Mediterraneo,
Santeramo in Colle (Ba)
Foto a cura di Michele Cecere
Progetto grafico di Fabrizio Saccucci
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Tracklist
01. Cupacupa (trad. rielaborata De Trizio)
02. Beddha ci stai luntana (trad. rielaborata De Trizio,
P.Piepoli)
03. T'ador e t'ringraz (Enzo Delre)
04. Vestesane (anonimo, De Trizio)
05. Fronni d'Alija (trad. rielaborata De Trizio, P.
Piepoli)
06. Kamalà (Pasquale Piepoli)
07. Pietre bianche (De Trizio)
08. Mezz'a la strade (De Trizio)
09. U' cand du vagand (Enzo Delre)
10. Viva ci balla (tradizionale)
11. Aria nova (De Trizio)
12. Lu riusciu (tradizionale)
13. Tu bella ca lu tieni (tradizionale)
14. Li chiacchiere de lu paese (Matteo Salvatore)
15. Rurejane (trad. rielab. P. Piepoli)
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Quando
Don Peppino ti garantisce che un disco merita di essere ascoltato
puoi andare sicuro: il disco merita. Don Peppino è Giuseppe
De Trizio, uno delle due anime di questi Radicanto ridotti in formazione
ai minimi termini (l'altro è Fabrizio Piepoli). Solo in due
per un album che un delicato viaggio sulle corde di chitarre e mandolino
attraverso la musica popolare pugliese. Due brani sono a firma di
quella sorta di leggenda della musica popolare che è Enzo
Delre, uno di Matteo Salvatore e otto sono rielaborazioni di canti
tradizionali. Solo quattro i brani composti da loro, tra questi
quel piccolo gioiello di "Pietre bianche".
"E' il nostro album alla Nick Drake" dice De
Trizio, ma le influenze maggiori che si possono identificare in
questo disco vanno anche più in là: Pentangle, Paul
Simon, tutta un aristocrazia sonora che percorre "Il
mondo alla rovescia", il sesto cd dei Radicanto edito
dall'etichetta romana II Millennio e realizzato con il contributo
del patto Stato-regione Puglia come un fiume di lava calma. Lavoro
che segue la collaborazione svolta in questi anni e tuttora in corso
dalla band barese, con Teresa De Sio e Raiz. Il nuovo lavoro è
un affettuoso e partecipato omaggio al patrimonio musicale e rituale
del Sud, attraverso un processo di trascrizione, rilettura e in
alcuni casi scrittura, sotto una nuova forma autorale di canzone,
della memoria storica.
"Ci siamo accostati - scrivono i Radicanto - ad
una manciata di melodie, rivestendole della nostra sensibilità
musicale e umana: la nostra interpretazione ed esecuzione è
una ulteriore ‘variazione sul tema’ di ciascun canto,
come da tempo immemore accade nella musica popolare, li dove non
esiste un fantomatico ‘originale’- una sorta di Idea
hegeliana del canto in questione - cui filologicamente riferirsi,
quanto piuttosto un infinito dipanarsi di ‘versioni’
e ‘interpretazioni’ nel tempo e nello spazio della quotidianità
e della memoria, tutte ugualmente legittime e ‘bastarde’
al tempo stesso, tutte profondamente autentiche. In fondo nella
cultura popolare non è cruciale l’autore ma la narrazione
(si pensi all’Odissea), non l’opera ma il farsi di voce
in voce del racconto, non la scrittura ma l’oralità,
non il diritto di proprietà ma la traccia di un sentiero
che sempre va camminato e mai terminato".
Il risultato è strepitoso e lo iato tra musica popolare ("che
è sempre contemporanea") insesistente. Che si tratti
della "Kamalà" di Pasquale
Piepoli, delle già citate "Pietre bianche"
di De Trizio o della stupenda e percussiva "T'ador
e t' ringraz" di Enzo Delre, quanto se fosse
un tradizionale come "Lu rusciu". Tanto "lo stesso
canto non non potrà più essere intonato alla stessa
maniera di ieri, perché lo stesso cantore non sarà
più lo stesso. La trama mobile del suo sentire fluisce e
ri-crea il canto, che mai potrà essere l’ ‘originale’
ma solo il fiume delle sue infinite possibilità".
E questo
fiume tranquillo ci porta attraverso canti d’amore, carnevaleschi,
di lavoro in un percorso dotto e popolare a un tempo, che ci affascina
e ci consola, che ci fa ben sperare per il patrimonio musicale
popolare italiano finché ci sono trascrittori e rielaboratori
che hanno voglia di riportare in luce gioielli sepolti e dimenticati
oppure solo non frequentati. L'approccio dei Radicanto è
sempre molto soffice, nel canto, nelle musiche, nelle atmosfere
proposte attraverso la maestosa poesia di versi di amore, morte,
gioia e disperazione che, di voce in voce, di canzone in canzone,
hanno attraversato il tempo per arrivare fino a noi.
La malia della musica popolare che si rinnova, che ci parla, che
ci trascina in un viaggio ai bordi della nostra memoria. Non l'immagine
principale della fotografia, ma il suo contorno, lo sfondo e,
in fondo, l'essenza e l'atmosfera.
Radicanto
"Il mondo alla rovescia"
Il millennio - 2009
Nei negozi di dischi
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