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Massimo Priviero
Dolce
resistenza |

Massimo Priviero
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Houdini |

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Caffé Caflisch |

Massimo Priviero
Rock & Poems |

Massimo Bubola
Segreti trasparenti |
Musicisti:
Massimo Priviero : vox, chitarra acustica,
armonica
Alex Cambise: chitarre elettriche, acustiche, mandolino, cori
Onofrio Laviola: pianoforte, organo, archi
Giovanni Massari, Fabrizio Mele: batteria
Mauro Piu: basso, cori
Michele Gazich: violino
Davide Brambilla:
fisarmonica
Lisa Petti: cori
Giancarlo Galli: chitarra elettrica e produzione artistica in
"Grande Mare".
Silvio Pozzoli, Lalla Francia: cori in "Grande Mare"
Marco Fecchio: chitarra slide in "Fragole A Milano",
chitarra elettrica in "Bambina Di Strada"
Onofrio Laviola : arrangiamento archi in "Addio Alle Armi".
Produzione Artistica: Massimo Priviero & Alex Cambise
Musica e Testi: Massimo Priviero
Registrato c/o "Duck Studio" (Milano), "Virtual
Light Studio" ( Monza)
Mix & Master: Paolo Siconolfi "Virtual Light Studio"
Grafica/Artwork & MP logo: Eddy Valdameri
Foto: Christian Tiozzo ed Eddy V.
Supervisione web: Eddy Valdameri
Webmaster: Daniele Ghezzi
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Tracklist
01.Bellitalia
02. San Valentino
03. Giustizia e Libertà
04. Fragole a Milano
05. Diluvio
06. Nessuna resa mai
07. Nikolajevka
08. Bambina di strada
09. Angel
10. Grande Mare
11. Dolce Resistenza
12. I segni del tempo
13. La strada del Davai
14. L'ultimo ballo
15. Volo
16. Addio alle armi
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Credo
non ci sia bisogno di presentare Massimo Priviero ai lettori di
Bielle: è ormai un classico della nostra musica. E non a
caso arriva adesso alla celebrazione dei vent'anni di musica, con
un disco antologico che è completamente risuonato, presentando
quindi nuove versioni di brani più e meno noti, presi da
tutti gli album registrati fino ad adesso. Il risoltato è
un disco di sano rock blue-collar, muscolare e avvincente che riscopre
e ci fa riscoprire brani più lontani e ci riporta alla memoria
canzoni più vicine. Poche palle, dischi così sono
imperdibili!
Chitarre, armoniche, basso e batteria, l'aggiunta piacevolissima
del violino di Michele Gazich
dove serve, più fisarmoniche, mandolini, slide e tanta elettricità
anche nei brani più morbidi. Massimo Priviero fa rock da
una vita e non si è ancora stancato. Ecco questo è
un disco che pur riproponendo cover (auto-cover, in questo caso)
le offre in una versione nuova e con un attitudine dal vivo che
è quella necessaria per incidere, a partire dalla festa per
i vent'anni di vita artistica di Massimo al Rolling Stone di Milano,
il primo dvd dal vivo della sua carriera.
E poi ci sono tre inediti su 16 brani: "Bellitalia",
"Volo" e "Addio
alle armi" (ma tranquilli, non c'è nessun
addio alle armi in programma. La chitarra di Massimo non sarà
attaccata a nessun chiodo ancora per un po': come dice lui: "Nessuna
resa mai!") che, assieme alle 13 reinterpretazioni
danno al disco un'aria del tutto nuova. Si parte da "San
Valentino" e "Bambina di strada"
da "San Valentino" del 1988, si prosegue
con "Nessuna resa mai" e "Angel"
da "Nessuna resa mai" del 1990. "L'ultimo
ballo" deriva da "Rock in Italia"
del 1992. "Giustizia e libertà"
e "I segni del tempo" da "Non
mollare" del 1994. "Grande mare"
da "Priviero" del 1998. La misconosciuta
e bella "Fragole a Milano" è
estratta da "Poetika" del 2000, album
poco frequentato. "Diluvio"
e "Nikolaievka" escono da "Testimone"
del 2003; "La strada del Davai"
e "Dolce resistenza" da "Dolce
resistenza" del 2006.
Come è logico immaginare le canzoni più recenti sono
quelle che stupiscono meno: mentre "Bambina di
strada", "Fragole a Milano"
e "Grande mare" hanno in più
la carica dei pezzi meno consueti e per questo suonano nuovi (e
particolarmente belli). In altre parole riescono a stupire, dove
"La strada del Davai" (nella
splendida versione con il Luf, Dario Canossi su "Dolce
resistenza") e "Nikolajevka"
(fatta con Bubola su "Testimone") sono
troppo presenti nella memoria.
Sono però tecnicismi, spiegazioni solo per i convinti assertori
della preziosità del canzoniere privierano. Per tutti gli
altri è un disco dove non si tira il fiato: una lama elettrica
che lo percorre da capo a fondo e invita a non fermarsi, a non arrendersi,
a tenere duro. Molto Springsteen certamente, ma anche molta storia
italiana e una capacità francamenta rara di combinare ritmi
rock e metrica italiana senza nemmeno ricorrere ai consueti trucchi
del mestiere. Massimo Priviero è molto chiaro quando canta:
parla di storia di oggi e di ieri. Ama le storie minute e con la
minuscola e la Storia maggiore e con la maiuscola con la stessa
intensità e con quella ha ancora voglia di proporre le sue
parole e le sue canzoni. Che trascinano, che affascinano, che piacciono.
E poi, altro piccolo dato che non stona, Massimo è uno "vero".
Lo si sente, lo si percepisce, lo si intuisce. E' così e
non potrebbe essere altrimenti. Il suo canto è un omaggio
alle radici vere e profonde delle nostra musica: quella che scuote,
quella che scalda, quella che comunica. Potrebbere non succedere
la stessa cosa qui? No. Fin dalla scelta del titolo. Siamo "Sulla
strada" perché sulla strada si sono messi i
beatnik, dal titolo del famoso libro di Jack Kerouac in poi e la
strada è una metafora della vita e di un percorso all'interno
della vita. Dove si può scartare di lato, si può cadere,
si può anche sbagliare la strada, ma alla fine si ritornerà
a calpestare la vecchia pista.
Sono 70 e passa minuti di musica adrenalinica e di temi importanti.
Una piccola summa del meglio di un cantautore che ha avuto un debutto
bruciante, una fase intermedia tribulata e forse piena di dubbi
e una fase attuale di grande spolvero. Una strada, un tragitto,
un percorso: un modo di esserci sul lato giusto del rock.
Massimo
Priviero
"Sulla strada"
Universal - 2009
Nei negozi di dischi
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