
Ascolti collegati

Pippo Pollina
Caffè
Caflisch |

Pippo Pollina
Bar Casablanca |

Agricantus
Habibi |

Pippo Pollina
Racconti
brevi |

Davide Van De Sfroos
E semm partì |

Milagro acustico
I storie o cafè di lu furestiero
novo |
Musicisti:
Pippo Pollina (voce, chitarra e pianoforte);
Arrangiamenti e orchestrazioni di Massimiliano Matesic, eseguiti
dall'Orchestra Sinfonica del Conservatorio di Zurigo con la partecipazione
di Marco Agovino alla batteria
Registrato dal vivo da Patrick Muller, il 5 settembre 2009 al
Volkshaus di Zurigo
Testi e musica: Pippo Pollina (tranne 9 - Linard
Bardill /Pippo Pollina e 14 - Massimo Laguardia/Pippo Pollina)
Progetto grafico di Chiara Fenicia
Produzione esecutiva di Ramblado Degli Azzoni Avogadro (Storie
di note) e Giuseppe Perna (Ivents Kulturagentur)
|
|
Tracklist
01. Ouverture
02. Leo
03. Marrakesh
04. Chiaramonte Gulfi
05. Due di due
06. Il pianista di Montevideo
07. Signore da qui si domina la valle
08. I ragazzi della via Paal
09. L'amore dopo la caduta del muro
10. Sambadiò
11. Canzone quarta
12. Il giorno del falco
13. Il cameriere del principato
14. Canzone sesta
Bonus track
15. Tammurra e vuci
16. Chiaramonte Gulfi (bis)
|

|
|
In
un anno neanche completo Pippo Pollina ha messo in fila due ottimi
album: prima, a inizio 2009, "Caffè Caflisch",
dove Pippo ritrovava il suo mentore elvetico Linard Bardill per
un disco a quattro mani sull'emigrazione vista dalla parte delle
radici; poi, a ottobre, è la volta di questo "Fra due
isole" che non è un disco di inediti, ma una riscrittura
per cantautore solista e orchestra sinfonica (più un batterista)
delle canzoni del repertorio di Pollina. Quello che ne esce è
un album bello, coinvolgente, coraggioso e di facile ascolto. Pippo
e il direttore dell'orchestra giovanile del Conservatorio di Zurigo,
Massimiliano Matesic, che nonostante il nome è fiorentino,
hanno preso le canzoni disseminate negli album fin qui fatti dal
cantautore e ne hanno fatto qualcosa di nuovo.
Il rischio principale di un album con alle spalle un'orchestra
è "l'effetto Sanremo", ossia le canzoni restano
le stesse, ma appesantite da un'orchestra che suona all'unisono,
senza impennate né invenzioni, con il risultato di rallentare
il ritmo e rendere polverose e remote
anche melodie semplici e belle. Non è stata quella la strada
scelta da Matesic che spiega, nel libretto, così le sue scelte:
"Ho immaginato subito come una doppia sfida l'idea di mettere
insieme un reportorio che si avvalesse di un'orchestra di musica
classica accanto a Pippo e a un batetrista: da una parte tutti i
procedimenti melodici e armonici che originariamente la band assume
con capattere improvvisorio andrebbero trasporto in modo dettagliatissimo
in un determinato linguaggio orchestrale: era chiaro che molto coloriture
e sfumature connaturate allo stile di Pippo non potessero essere
riprese dagli strumenti di un'orchestra sinfonica. Così è
nata l'idea di dar vita a un dialogo vivace: dal semplice accompagnamento,
come in "Marrakesch"
e "L'amore dopo la caduta del muro" fino
al pieno dispiegamento sinfonico in pezzi come "Sambadiò"
e "Canzone sesta". Un dialogo tra due
mondi".
Il risultato non è di scontro, ma di confronto e quello che,
a tutti gli effetti è un "The best" di Pippo Pollina,
diventa anche un disco nuovo dove i due linguaggi si armonizzano,
si inseguono e si completano. "Il difficile - dice
Pippo a Bielle - è stato scegliere le canzoni da proporre.
Canzoni che comunque dovevano essere non solo le più rappresentative,
ma le più adatte a incontrare un trattamento sinfonico. Abbiamo
scelto 14 pezzi e abbiamo lavorato su quelli. Il risultato è
sorprendente". Il risultato, aggiungiamo, è indice
di maturità espressiva e compositiva. La cavalcata intensa
e solare "fra le due isole" si compie senza interruzioni
né intervalli, attraverso un disco pieno e gonfio di umori,
ma mai ridondante nè retorico, un album in cui viene data
la giusta importanza e il giusto spazio alla musica che cresce fino
ad occupare una parte rilevante del prodotto: molto più di
quanto previsto originariamente.
L'album, collegato alla tournée italiana, è stato
il regalo che Zurigo ha voluto fare a Pippo Pollina, a cui è
appena stata concessa la cittadinanza onoraria per meriti artistici
dopo 25 anni di permanenza in Svizzera. E, regalo a cascata per
noi, è l'ascolto di "Fra due isole"
che cerca un connubio riuscito tra le melodie della canzone d'autore,
l'Ungheria di Bela Bartok, i canti popolari della Bosnia, la musica
kletzmer, il tango di Piazzolla e le colonne sonore originali di
Nino Rota, tra il Bolero di Ravel e Philip Glass.
Come ricorda Matesic è forse "Canzone sesta"
quella che risulta più stravolta e più contaminata
tra tutte, ma anche quella dove il gioco mostra di più la
sua valenza propositiva. Diventa una canzone nuova, di lunghezza
considerevole (6'32") e di spessore indubitabile, restando
al contempo a tutti gli effetti una canzone di Pippo Pollina. Tuttavia
l'intervento dell'orchestra si sente e positivamente anche nei pezzi
dove meno è invadente il suo approccio, come la già
citata "Marrakesch", così
simile all'originale eppure così distante.
Sono più di 70 minuti di musica che passano in un attimo,
tra slanci orchestrali e pause meditative, tra ripiegamenti dolorosi
e impeto epico, tra furore civile e passione umana. Delle 15 canzoni
dell'album "Chiaramonte Gulfi",
"Il pianista di Montevideo"
e "Il cameriere del principato"
sono tratti da "Bar Casablanca" del 2005;
"Marrakech", "L'amore
dopo la caduta del muro" e "Sambadiò"
sono invece tratte da "Racconti brevi"
del 2003. "Il giorno del falco"
e "Signore, da qui si domina la valle"
vengono da "Il giorno del falco" del
1997. "Leo" da "Dodici
lettere d'amore" del 1995. "I ragazzi
della via Paal" e "Due di due"
da "Rossocuore" del 1999. "Canzone
quarta" e "Canzone sesta"
da "Ultimo volo" del 2007: complessivamente
quasi 15 anni di musica raccolti in un solo album.
E, mai come in questo caso, verrebbe naturale chiudere affermando
che la somma degli addendi è superiore alle sue componenti.
"Fra due isole" è più che
un best: è un disco nuovo, cantato con convizione e suonato
con passione. Un punto di repere importante per entrare nell'arte
di Pippo Pollina.
Pippo
Pollina/ Orchestra sinfonica Conservatorio di
Zurigo
"Fra due isole"
Storie di note / Jazzhouse records - 2009
Nei negozi di dischi
|