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Le BiELLE RECENSIONI
Andrea Mirò: "La Fenice"
Un buon album. Purtroppo qualunque
di Moka


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Musicisti:


Tracklist

01. Prima che sia domani
02. La fenice
03. Il viaggiatore
04. Un piccolo graffio
05. Hey cowboy
06. Dimentica
07. The riddle
08. I figli degli altri
09. Irraggiungibile
10. L'avversario
11. Ordine/disordine
12. Hymne à l'amour


Sfido chiunque a trovare qualcosa che non va nell'ultimo disco di Andrea Mirò, una che valorosamente, da ormai un bel mucchietto di anni, sta cercando di imporre la propria bravura. "La fenice" che risorge dalle proprie ceneri ricorda infatti il percorso della brava (e bella) Andrea che si mostra "nature", come mamma l'ha fatta, sulla copertina. L'interno del disco riflette l'esterno. Eleganza, capacità, bravura e una bellezza fredda ma precisa.

Sì, un disco elegante che però, alla fine, ti lascia poco. Qualche buon pezzo (soprattutto l'iniziale "Prima che sia domani", anche se molto, troppo mannoiana) e qualche altro prezzo di maggiore irrilevanza (come "Dimentica", cantata col suo pigmalione e compagno Enrico Ruggeri): "Con questa canzone è stato quasi un dramma, l’ho riscritta tre volte, cambiando ogni volta direzione e senso del pezzo. Trovavo difficoltà nel sviluppare il concetto su cui mi ero fissata, e in quei casi l’unica soluzione e cancellare tutto e ripartire da zero". Ma anche ripartendo da zero il risultato alla fine non è stato raggiunto.

Il comportamento un po' schizofrenico del disco è però un po' la sua cifra globale: "La fenice", scritta da Enrico Ruggeri, è un ottimo pezzo, "Hey cowboy" molto meno. "L'avversario" non dice nulla, "Ordine/disordine" è già più interessante.

Partiamo dai punti positivi: la voce di Andrea che si è fatta sempre più interessante, carica della maturità che fa di una ragazza una donna
. Secondo punto a favore: la produzione. Suoni puliti, precisi e netti e gli strumenti, quasi tutti, suonati dalla stessa Andrea Mirò, da sempre polistrumentista molto apprezzata. Poi ci sono le due cover: "The riddle" di Nick Kershaw e "Hymne à l'amour" di Edith Piaf, più la seconda che la prima in grado di rubare l'attenzione, ma anche la prima proposta con grande grinta e inesorabile classe.

"Un piccolo graffio" è poi una delle canzoni su cui la Mirò (nome all'anagrafe Roberta Mogliotti di Rocchetta Tanaro) ed è un tenero acquerello, giocato in punta di dita e con tenerezza di tocco. Forse manca uno scheletro più robusto. La tinta è indubbiamente tenue, ma la proposta è fatta con grazia e con una certa malizia di costruzione.

Il disagio sale solo dopo la conclusione dell'album che giunge dopo circa tre quarti d'ora scarsi di buona musica. Dopo aver spento l'iPod, il lettore, il piatto, giradischi o il grammofono, nel tempo che l'ultimo suono impiega a disperdersi per l'aria, abbiamo già dimenticato i tre quarti dei brani che abbiamo appena finito di ascoltare. E sì che rimettendo il disco sul grammofono, giradischi, piatto, lettore, iPod siamo ancora disposti a confermare la gradevolezza delle canzoni che stiamo ascoltando.

Purtroppo però non c'è nulla da fare. E' la stessa sensazione che mi dà Tiziano Ferro. Non c'è niente che non va, ma le canzoni scorrono senza fermarsi. Ogni tanto qualche traccia resta come quando ascolto "Irraggiungibile", uno dei migliori prodotti di questa Fenice. E' che manca il fuoco eterno dove incenerire la Fenice per farla rinascere dalle sue stesse ceneri. Non è un caso, forse, che le due cover stiano nella parte positiva delle cose ascoltate.

Il resto dei brani infatti scivola uniformemente con piacere ed eleganza levigata, ma restano troppo qualunque per incidere in maniera profonda sulla memoria. In particolare scorrono come acqua sulla pietra i testi, figli di un pop di buone intenzioni e buone maniere, ma non in grado di graffiare o di incidere a fondo. Temi anche non banali, ma nemmeno una frase da riportare sul taccuino o nei messaggi di twitter e di facebook.

Potrebbe anche essere un vantaggio: Andrea Mirò non parla per slogan. Vero. Ma l'effetto resta comunque troppo blando. Come una buona scatola di Simmenthal in un caldo mezzogiorno d'estate.

Andrea Mirò
"La fenica"
Anyway music - 2009
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Ultimo aggiornamento: 06-07-2009
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