
Ascolti collegati

Mimmo Locasciulli
Piano
piano |

Mimmo Locasciulli
Sglobal |

Mimmo Locasciulli
Aria
di famiglia |

Alessandro Hellmann
Summertime blues |

Francesco
De Gregori
Per brevità chiamato artista |

Beppe Donadio
Houdini |
Musicisti:
Mimmo Locasciulli, organo, piano e voceGreg
Cohen al contrabbasso, Marc Ribot alle chitarre e Joey Baron alla
batteria. Gabriele
Mirabassi al clarinetto e Stefano Di Battista al sax soprano.
Giovanni Imparato alle percussioni, Francesco Bigoni al sax, Matteo
Locasciulli alla chitarra e un quartetto d'archi della Sinfonica
di Brasciov (Romania). In un brano è presente l'Ensemble
Mereuer, originalissimo gruppo di plettri.
Testi e musica: Mimmo Locasciulli (tranne 4 - musica di Mimmo
e Matteo Locasciulli e 10 - musica di Matteo Locasciulli)
Prodotto da Greg Cohen, Mimmo e Matteo Locasciulli
Registrato negli studi Dubway di New York da Michael Creore e
nello Studio Hobo Recording di Saracinesco da Nino Nono
Missaggio di Mimmo & Matteo Locasciulli (Hobo Recording Studio)
Mastering di Fabrizio De Carolis (Reference Mastering Studio -
Roma)
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Tracklist
01. Scuro
02. Idra
03. Senza un soldo
04. La disciplina dell'amore
05. Passato presente
06. Benvenuta
07. Giorno di noia
08. L'attesa
09. Lucy
10. Il bambino e il destino
11. (bonus track) Scuro (Marc 'n roll)
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Torna
Mimmo Locasciulli, sempre in compagnia del fido Greg Cohen e delle
chitarre di Marc Ribot. E torna con un lavoro all'altezza delle
sue migliori opere. Era almeno dai tempi di "Piano piano",
ma forse occorrerebbe andare indietro ancora, che non si sentiva
un album convincente fino in fondo come l'attuale. Dovremmo forse
tornare a "Uomini" del 1995. Fatto sta che "Idra",
dopo Leonard Cohen, ha ispirato particolarmente Mimmo. Cohen ha
vissuto sette anni nell'isola greca, prima di scrivere i suoi libri
più importanti e prima di iniziare a cantare. Per Mimmo lo
spunto è stato invece una poesia di Cohen dedicata all'isola:
"Il sentiero di sassi faceva come un anello e mi si avvolse
intorno legandomi alla notte..." Così comincia "Idra"
- spiega Locasciulli - una bella poesia di Leonard Cohen che mi
è capitato di rileggere e tradurre circa un anno fa".
Il nome di questa isola ha un suono semplice ma evocativo
di significati davvero complessi. Idra è il nome del mostro
con nove teste che nella mitologia greca fu sconfitto ed ucciso
da Ercole. Nella interpretazione esoterica, poi, le nove teste rappresentano
la lussuria, l'opulenza, il denaro, la paura, l'odio, il potere,
l'orgoglio, la discriminazione e la crudeltà. In questa lettura
Ercole è l'amore, cioè il valore che conduce l'uomo
alla sua affermazione ed al suo riscatto. Idra, infine, è
l'immenso mare che separa i migranti disperati da una qualunque
forma di sbarco nei continenti della speranza.
"E' stupefacente come delle piccole coincidenze - scrive
ancora Locasciulli sul suo sito - possano a volte concatenarsi fino
a determinare un evento. Ma, forse, la casualità è
sempre all'origine di qualunque genere di opera. Queste immagini,
così insolite nei miei pensieri, hanno acceso il motore della
mia curiosità. Ho cominciato a mettere una nota dietro l'altra
come spinto dalla necessità di raggiungere una qualche verità
attraverso la fantasia o attraverso la cronaca impietosa di questo
tempo, attraverso il suono di un nome o attraverso un qualunque
piccolo indizio, o anche attraverso altre occasionali complicità
creative".
Così Mimmo ha iniziato a mettere insieme dieci piccoli prodigi
di canzoni (più una bonus track) per un disco che non sarà
concettualmente un'opera sola, ma lo è come mood, come ambiente
umano, come voglia di raccontare delle storie. Storie che possono
anche fare paura, così come può fare paura non ritrovarsi
troppo diversi dal mondo che si vuole fuggire. Dalla paura nasce
l'opera d'arte.
"Talvolta scrivere è un prodigio di autoanalisi
- conclude Mimmo - talvolta un fiume carsico che sprofonda e
riemerge, talvolta soltanto un innocente viaggio. Avrò tempo
per rifletterci. Per ora mi consola l'idea di avere fatto qualcosa
di nuovo in un percorso diverso".
Si inizia con un bizzarro rock sghembo, che si profila meglio nella
ripresa come bonus track, affidato alla verve chitarrristica di
Marc Ribot: "Scuro". Il testo
introduce a un mondo tenebroso e notturno. L'inizio ideale di un
noir letterario o cinematografico. "Con il filtro della
notte / Vedi
tutto più vicino / Come
un libro nelle mani / O una lampada sul comodino / Crocifisso
sulla sedia / O sprofondato nel cuscino / E' difficile dormire /
Quando invece vuoi capire".
Poi si passa subito a "Idra"
e si entra nel centro del lavoro. "E gli uomini partono
/ E non sanno se arrivano / E chissà chi ci arriva / Poi
che cosa ci trova / Qui ci trova il profumo / Delle arance per strada
/ E l'odore del pane / Dentro le trattorie", col clarinetto
di Gabriele Mirabissi a seminare incertezze. Grande brano di suggestione
e introspezione.
La successiva, "Senza un addio", è
Locasciulli puro, con una spruzzata di GianMaria Testa: “E
quando sul prato ingiallito / Non resterà neanche un fiore
/ Faremo presto a dirci addio / / Come un qualunque altro addio
/ E quando il silenzio degli occhi / Cancellerà le parole
/ Faremo presto a dirci addio / Senza nemmeno un addio”.
Il clima resta invariato nella bella "La disciplina
dell'amore" che deve una parte della musica al
figlio Matteo: "Sono nato da un profumo / Di collina e
di grano / E ti ho messa in un racconto / Che non legge più
nessuno / Dove non c'è disciplina / Niente rimane".
Una lenta e pacata canzone d'amore, retta dal sax di Franco Bigoni,
il basso di Greg Cohen e il piano di Mimmo. Più impegnativa
"Passato presente", con un cast
musicale di tutte stelle: Stefano Di Battista al sax soprano, Marc
Ribot alla chitarra elettrica, Joey Baron alla batteria, Giovanni
Imparato alle percussioni, Cohen al basso e Locasciulli all'organo,
che chiude con una bella coda strumentale di un paio di minuti.
Piacere per le orecchie!
"Benvenuta" gioca invece la
carta del quartetto d'archi, una bella virata d'atmosfera. Un bel
testo al servizio di un'idea musicale che si sviluppa meno: “Benvenuta
nel fuoco / Di questo camino acceso / Che fa volare le ombre / Come
farfalle impazzite / A questi libri che chiudo / Senza più
tanto stupore / Proprio nell'ora di punta / Dei miei ripensamenti”.
Anche "Giorno di noia", dall'aria
pacatamente jazzy, risente degli stessi pregi e difetti, ma resta
una piacevolissima pausa centrale all'interno di un bel disco. "L'attesa"
è invece un altro colpo d'ala: quartetto d'archi, chitarre,
glockenspiel , basso e accordion per una canzone intrisa di pioggia,
di quelle adatte a inumidirti l'anima. Un'umidità che Locasciulli
ha tra le corde. Non si azzarda forse a dichiararla l'ombelico dell'album:
“Guardo l'erba che s'illumina / Con la luce della notte
/ E sento in fondo sulla strada / Qualche macchina passare / Appoggiato
contro un albero / Soffio dentro la mia armonica / Chiudo gli occhi
e qualche lacrima / Nascosta viene giù / / Aspetto che si
faccia giorno / Per raccogliere i pensieri / Sparpagliati tutt'intorno
/ Dal principio fino a ieri / Gli appunti della mia vita / Per ripercorrerne
i sentieri / Per trovare il filo logico / Che mi lega qui”.
Chiudono "Lucy" e "Il
bambino e il destino" (quest'ultima con musica
di Matteo Locasciulli, che la esegue in solitario al piano). Triste
ma intensa la prima: "Lucy se n’è andata via
come un'onda senza riva / Come una farfalla bianca senza un fiore
/ Prendi le sue cose comprale delle rose / Mandale un saluto e guardala
andar via / Mandale un saluto per andare via". Leggermente
inquietante, ma ricca di messaggi la seconda: "Vedi solo
un bambino / Che guarda sereno i tuoi occhi / Mentre fabbrica il
suo destino".
Il viaggio tra dentro e fuori sè stessi finisce con la ripresa
di "Scuro". E' una notte che
è passata, con i suoi sogni? E' la vita che ricomincia? E'
un uomo sul crinale? Di sicuro ci sono più domande che risposte,
ma c'è una sensibilità allertata ed è bello
scoprire le consonanze con quello che ti si smuove dentro. Che sia
paura o fantasia. Quattro stelle!
Mimmo
Locasciulli
"Idra"
Hobo/Egea - 2009
In tutti i negozi di dischi
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