
Ascolti collegati

Cisco
La lunga notte |

Cisco
Il mulo |

Mcr
Viva la vida, muera la muerte |

Mcr
Appunti partigiani |

Gang
Dalla polvere al cielo |

Gang
Il seme della speranza |
Crediti:
Cisco
(voce, chitarra, Bohdran);
Hanno condiviso il palco, ma non sono presenti nel live: Tiziano
Bianchi (tromba e flicorno); Guido Foddis (chitarre); Vieri Buglio
(violino); Massimo Giuntini (bouzouki e Uilleann pipe); Roberto
Romagnoli (bouzouki, clarino e basso); Erik Montanari (chitarra
elettrica); Matteo Livraghi (violino); Jessica Lombardi (pive,
flauti e basso); Alfredo De Vincentis (percussioni e batteria);
Andrea Di tella (bouzouki e mandolino); Gli Arta Panciu Rom band
(serate rumene).
Hanno suonato nel live: Francesco Magnelli (piano e magnellofoni);
Andrea Salvatori (chitarre e tzouras); Marzio Del Testa (batteria);
Giovanni Rubbiani (chitarra acustica); Simone Copellini (tromba
e flicorno); Patrick Wright (viola e violino); Andrea Faccioli
(chitarre elettriche e acustiche, banjo, steel guitar); Bruno
Bonarrigo (contrabbasso); Beppe Mondini (Batteria); Kheyre Abukar
Yusuf (piano e melodica); Marco Giuradei (piano nel brano "Pasolini").
Ospiti: Bandabardò, l'Orchestra multietnica di Arezzo;
Emad Shuman, Alberto Cottica, Momar
Produzione Annibale Bartolozzi
Registrato a mixato da Andrea Rovacchi. Mixato da Andrea Rovacchi
presso il Buker studio di Rubiera (Re)
Grafica di Valentina Cavagnetto
Foto di copertina Alice Di Falco
Registrato dal vivo nelle serate di Milano, Verona, Modena, Orvieto,
Firenze, Roma, Arezzo, Cagliari, Pertosa (sa), Viareolo (Pr),
Cappellamaggiore (Tv), Rovereto (Tn)
Combat Folk: un libro
per saperne di più
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Tracklist
Cd1
01. Pasolini
02. I cento passi
03. Il mulo
04. Multumesc
05. La lunga notte
06. A las barricadas
07. Onda granda
08. Ebano
09. Tina
10. Come se il mondo
Cd2
11. Best
12. Zelig
13. Rumelaj
14. Misilrou / Clan Banlieu
15. Una perfecta excusa
16. Fuochi nella notte
17. Bella Ciao
18. Canzone della fine del mondo
19. Ninna nanna

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Non
c'è niente da fare. E' Cisco al cento per cento. Anzi è
un concerto di Cisco al centro per cento. Chi lo ama troverà
motivi per continuare ad amarlo. Chi non lo sopporta non ci provi
neanche ad avvicinarsi. Il materiale è altamente radioattivo!
Peggio che aver pagato un biglietto. O meglio. come già detto
dipende tutto dal mood con cui ci si avvicina. Certo manca la presenza
e il calore relativo della cerimonia concerto. Manca la fatica di
andarci, la scomodità ad assisterci, le casse a volume troppo
alte che ti perforano i timpani, l'odore della salamelle al Festival
dell'Unità (ci sono ancora? I Festival, non le salamelle!),
manca il vicino saputo che non smette un secondo ci cantare all'unisono
(lui crede) con Cisco. E c'è tutto il resto. Anche i ringraziamenti,
i cori del pubblico, la festa, i bis. Insomma, una magnifica occasione
per assistere da un palco di prima fila (la mia poltrona preferita,
a forma di fiore, sotto una morbida coperta e i piedi rannicchiati
sotto le gambe) a un gran concerto di Cisco. Ah, dimenticavo: io
sono una di quelle a cui piace Cisco!
Però, anche dall'alto del piacere (ed estraendo per un attimo
i piedi dalla copertina di pile) mi alzo in piedi ed esprimo il
mio dissenso su un paio di cose. Va bene rendere il clima, ma il
clima non deve esagerare ed entrare più del dovuto nel disco.
Che è un disco! Opera destinata ad ascolti ripetuti. E allora
ditemi voi perché qualcuno, anche se si vuole male, può
essere tentato dall'ascoltare più di una volta (per pura
curiosità) la versione di "Bella ciao"
cantata solo dal pubblico al ritmo del loro battito di mani? Mah.
A me sfugge. Così come mi sfugge il motivo per cui si è
deciso di spezzare un concerto su due dischi, per un totale di 89
minuti di musica (ossia solo 9 minuti in più di quanto ci
sta su un cd singolo) e non farne invece uno pieno come una zeppola
e segare un po' di materiale di riempimento. Come, ad esempio, il
medley all'inizio del primo disco dove "I cento
passi" si mischiano con "Contessa"
e "Terra rossa" senza alcuna
logica apparente e senza rendere grazia a nessuna di queste tre
belle canzoni, con il solo accompagnamento al bodrhan da parte di
Cisco che, a gioco lungo, su supporto registrato stanca e sembra
monotono, tanto quanto dal vivo risulta invece comunicante e socialmente
utile.
E' vero che è bello quando un disco come questo riesce a
renderti tutte le emozioni di stare sotto il palco, ma dovrebbe
esserci una maggiore razionalità da parte di chi è
incaricato di selezionare questi momenti e di farne un prodotto
commerciale (per quanto ci faccia schifo chiamarli così i
dischi sono prodotti commerciali: sono venduti in cambio dei soldi
e portano cristallizzati in esso il plusvalore di chi ci ha lavorato.
Oltre a sottrarre soldi dalle tasche di chi li paga). Insomma, anche
in questo caso, che pure siamo di fronte a un bel disco dal vivo,
bisogna constatare che il rispetto del pubblico pagante è
un optional.
Rinfoderati i piedini sotto il pile mi risiedo e invece mi gusto
tutto quanto di buono Cisco e il suo staff ci propongono in questa
lunga cavalcata attraverso l'Italia intera per il ciclo di concerti
de "Il mulo". In tre anni, infatti,
l'ex cantante dei Modena City Ramblers ha fornito due dischi di
inediti e un disco doppio dal vivo. Evidentemente i ritmi produttivi
a cui era costretto militando all'interno del suo gruppo storico
gli andavano stretti. Felici di poter usufruire di questa overdose
di Cisco ("Il mulo" comprendeva anche
un bel documentario allegato) accogliamo con piacere la sua spiegazione:
"Forse qualcuno si chiederà il perché di
un album live. Dopo sei album in studio registrati negli ultimi
otto anni, la dimensione che ancora preferisco è quella del
live". E si sente!
I brani de "Il mulo", i più recenti,
ovviamente fanno la parte del leone nelle scelte di questo concerto
dal vivo (che portando il sottotitolo "Volume Uno"
lascia aperta la porta al "Volume due"
che arriverà nel febbraio 2010). Però anche "La
lunga notte" è ben rappresentata da "Tina"
e da "Best", ma i momenti forse
più emozionanti sono quelli dove torna d'attualità
il repertorio dei Modena City Ramblers e non tanto nella morbida
"Ebano", che perde qualcosa
dei tempi della sua prima uscita, ma forse sono solo cambiate le
circostante attorno. I risultati migliori si hanno con la "Canzone
dalla fine del mondo", da "Una
Perfecta Excusa" eseguita con l'accompagnamento
della Bandabardò e da "Fuochi nella notte"
con la partecipazione di Francesco Magnelli che, dal disco precedente,
resta sempre più di frequente al fianco di Cisco, offrendogli
quel cote puramente musicale di cui il nostro ha in fondo bisogno.
Perfettamente adatta a chiudere il disco la "Ninnananna"
eseguita con i compagni di una vita Giovanni Rubbiani e Alberto
Cottica. Quasi un magnifico ritorno alle origini per quel progetto
Modena che poteva e che in fin dei conti non è stato. Poi,
completano la sensazione da concerto i frequenti spazi parlati che
Cisco si prende, in cui ricorda amici o compagni di strada che non
ci sono più, come Teresa Strada di Emergency.
In generale resta una sensazione di grande energia creativa, di
bontà di fondo e di buoni scopi e buoni obiettivi. E' un
disco buonista e vitale, ma inq uesto è del tutto simile
al suo autore che crede davvero in quello che canta, in quello che
dice, in quello che sostiene. Che la notte sia buia e lunga, ma
che è sempre possibile resistere. E questa in fondo è
la sensazione che resta.
Cisco
"Dal vivo - Volume Uno"
(doppio
album)
Edel - 2009
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