
Ascolti collegati

Massimo Bubola
Il
Cavaliere elettrico I e II |

Mauro Pagani
2004
Creuza
de ma' |

Morgan
Non al denaro, non all'amore... |

AAVV
Canti randagi |

AAVV
Mille papaveri rossi |

AAVV
Faber |
Musicisti:
Massimo
Bubola: voce, chitarre acustiche
ed elettriche, dobro, armonica a bocca, cori
Simone Chivilò: chitarre acustiche, elettriche,
dobro, banjo, lap steel, slide, cori
Eduardo Hebling: contrabbasso
Moreno Marchesin: Batteria e percussioni
Erika Ardemagni: seconde voci e cori
Diego Mori, Lorenza "Lalla" Mori, Paco
Ronzo: cori
Produzione:
Massimo
Bubola e Simone Chivilò
Registrato da Pasquale Ronzo
presso Le Pareti Sconnesse Studio
Masterizzato da Claudio Giussani
presso gli studi Nautilus di Milano
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Tracklist
1. Rimini - (Bubola-De
André)
2. Volta la carta - (Bubola-De
André
3. Andrea - (Bubola-De
André)
4. Sally - (Bubola-De
André)
5. Dall’altra parte
del vento - (M.Bubola)
6. Invincibili - (testo
M.Bubola, musica Cristiano
De Andrè)
7. Fiume Sand Creek -
(Bubola-De André)
8. Colline nere - (M.Bubola)
9. Don Raffaè -
(testo Bubola-De André
- musica De André
e M.Pagani)
10. Se ti tagliassero
a pezzetti - (Bubola-De
André)
11. Una storia sbagliata
- (Bubola-De André)
12. Hotel Supramonte -
(Bubola-De André)
13.Zirichiltaggia - (Bubola-De
André)
14.Canto del servo pastore
- (Bubola -De André)
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Dall’altra
parte del vento è un disco particolare:
non posso parlare bene, perché non mi è
piaciuto, ma potrebbe essere un disco importante,
perché è un documento. Cominciamo
a dire che non è un disco di cover e facciamo
un parallelo. Nel mondo dell’arte figurativa
il pittore dipinge un quadro e i copisti –
come dice la parola stessa – le copie, il
valore delle quali, senza tirare in ballo Walter
Benjamin, è notoriamente inferiore all’originale,
salvo rarissime eccezioni. Nel nostro caso la
situazione è diversa: più che di
autore e di copista, si tratta piuttosto di garzone
di bottega e di maestro..
Ma
andiamo con ordine. Questa lettura dell’operazione
la suggerisce lo stesso Bubola, nel comunicato
stampa che accompagna il cd. Dice testualmente
che in un anniversario così importante
ha voluto dare “una rilettura filologica
alle canzoni, scritte da Massimo Bubola con Fabrizio
de André”. Già. Dice proprio
così. Io non dubito della sua sincerità;
ci credo che le canzoni siano state scritte da
Massimo Bubbola con Fabrizio
de André. Ma lì mi si è anche
accesa una lampadina: sta a vedere che le canzoni
erano così a un certo stadio della lavorazione.
Ossia prima che De André aggiungesse il
suo tocco magico trasformandole in qualcosa di
diverso. E soprattutto cantandole con la sua Voce.
Quella voce e quell’interpretazione che
fanno la differenza.
Ed ecco allora l’importanza del disco: se
questa lettura è realistica, allora siamo
davanti a un documento che ci dimostra tangibilmente
la straordinaria abilità di Mastro De André
il cesellatore. Torno alla bottega. L’allievo
dipinge il suo quadro e lo porta al maestro. Il
lavoro non è male, ma manca qualcosa. Il
maestro osserva, poi, una pennellata qua, un ritocco
là, un accento di luce in un punto e uno
d’ombra in un altro, ne fa un capolavoro.
Ai tempi di Rimini, Massimo Bubola aveva vent’anni.
Non sapeva cantare (non lo sa fare nemmeno adesso),
ma sapeva scrivere e aveva delle idee. Fabrizio
aveva il tocco di Re Mida e una voce straordinaria.
Leonard Cohen – un altro per il quale (a
detta dello stesso Bubola) Bubola potrebbe fare
grandi cose – in Tower of songs scrive “I
was born like this, I had no choice. I was born
with the gift of a golden voice”. Per De
André deve essere stato lo stesso Non aveva
scelta, era nato con il dono di quella voce. Chiamiamolo
destino, karma o pescepalla. Non ha importanza.
Quello è. C’è chi ha il dono
e chi non ce l’ha.
Poche sere fa alla televisione, in orario da spie
russe hanno ritrasmesso uno speciale realizzato
da Vincenzo Mollica. Stralci di interviste –
a Fabrizio, a suoi collaboratori e ad altri artisti
– intercalate a spezzoni di concerti. Ecco,
in uno di questi sul palco con Fabrizio c’è
un giovane Bubola che canta “Una storia
sbagliata”. Trasuda felicità e ha
– e qui uso le parole di un amico –
“l’aria aperta e sorridente e l’espressione
di chi si sente miracolato a camminare per strada
sotto braccio alla Madonna”. Credo che in
fondo Bubola sia consapevole di questo fatto,
perché delle 14 canzoni contenute nel cd,
11 sono scelte tra le 21scritte dalla coppia (guarda
caso non c’è Verdi Pascoli…),
una è Colline nere, scritta dal solo Bubola
(e si sente che manca qualcosa) nel periodo di
Rimini e le due rimanenti sono dedicate a Fabrizio.
Sono due belle canzoni, sincere toccanti e intense,
lontane anni luce dal Bubola spocchioso e arrogante
con il quale capita di imbattersi. Ecco, lui dovrebbe
fare uno sforzo e lasciare uscire più spesso
questa sua parte. Farebbe del bene a noi, ma soprattutto
a se stesso. .
Massimo
Bubola
"Dall'altra parte del vento"
Eccher Music - dicembre 2008
Nei negozi di dischi
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