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Le BiELLE RECENSIONI
Roberta Carrieri: "Dico a tutti così"
Delizia a largo spettro
di Fabio Antonelli


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Musicisti:
Roberta Carrieri: voce, chitarra acustica
Matteo Curallo: pianoforte, chitarre, basso, programmazioni
Luca Recchia: basso
Lucio Sagone: batteria

Cesare Basile: banjo (3), dobro (4), armonica a bocca (8), chitarra acustica (8)
Lorenzo Corti: chitarra elettrica (1, 4, 8, 10)
Rodrigo D’Erasmo: violino (4)
Davide Toffolo: chitarra elettrica (9)
Giuseppe Detrizio: chitarra acustica (11)
Cesare dell’Anna: tromba (10)
Simone Martorana: chitarra elettrica (6)
Matteo Livraga: violino (2, 3, 7, 11)
Ale Branca: violoncello (2)
Mauro Ermanno Giovanardi: (5)

Testi e musiche di Roberta Carrieri

Prodotto da Roberta Carrieri e X-Beat con la partecipazione di Stefano Cesca
Brani arrangiati da Matteo Curallo, tranne (1) arrangiato da Lorenzo Corti
Registrato al “Carezza Studio” da Matteo Curallo e Luca Recchia
Mixato da Stefano Cesca presso “M8 Squat Recording” e “Infaccia Recording Studio” di Walter Marchesoni
Masterizzato all’Optimum Mastering Studio, Bristol da Shawn Joseph

Progetto grafico: Casa Medusa.com/Medusadesign
Foto: Lucia Meazza per Stereodinamica.it
Makeup: SimonaG.com

Tracklist

01. Vorrei
02. Mia madre
03. Angolino
04. Se potessi
05. Foglie
06. Bianca
07. Non ci sei mai
08. Sereno pioggia
09. Tu che sei
10. Spalanca
11. Angelo bianco dagli occhi cerchiati
12. Dico a tutti così


E’ un disco che colpisce da subito il primo lavoro da solista di Roberta Carrieri, già voce dei Fiamma Fiumana ed ora autrice in toto di questo piacevolissimo disco intitolato “Dico a tutti così”.
Questo progetto colpisce sin dalla copertina che la ritrae “manipolata da tre mani”, con un vistoso piercing al labbro inferiore, capelli bicolor arancio-neri, labbra ricoperte di un bel rossetto rosso e sguardo rivolto verso l’alto, sembra indossare un abitino rosso.


Che si tratta, però di un abitino quadrettato bianco-nero con i bordini rossi, si intuisce solo dal libretto che accompagna il disco, anche qui se l’intento era quello di stupire l’obiettivo è centrato in pieno, non ci troviamo, infatti, davanti ad un normale libretto con testi, crediti e qualche foto, bensì davanti a due mini libretti, uno semplice scritto nero su bianco con solo i testi delle canzoni, l’altro un mini-book fotografico che ritrae Roberta in interni ed in ambientazioni esterne e metropolitane, comunque in pose atipiche e volutamente fuori degli schemi come quella che la vede ritratta di schiena, sdraiata su un prato, per altro poco curato e con il volto ripreso di profilo.

Va beh direte voi, ma il disco com’è, vuoi parlarci della confezione, del contenitore per non affrontare il contenuto?

No, assolutamente, è che però ritengo che il messaggio che voglia trasmettere questo lavoro sulla grafica del package sia improntato a mettere sull’attento chi magari si aspetta un disco piuttosto tradizionale da questa esordiente (in veste di cantautrice), che tanto esordiente non è e che ha sempre bazzicato tra la musica popolare: “Dico a tutti così” non è musica popolare, non è neppure canzone d’autore nel senso più stretto (ma mi chiedo io, cosa si voglia intendere per cantautorato, termine che al solo sentirlo pronunciare uno come Max Manfredi, ad esempio, va su tutte le furie), non è neppure pop come normalmente si intende questo termine.

Cos’è allora “Dico a tutti così”?
Beh per tagliar corto direi subito che un bel disco, in cui Roberta si diverte a cantare con grande abilità, sembra che anche i passaggi più ardimentosi e quasi azzardati le riescano senza fatica alcuna, la sensazione che se ne riceve è quella di un’artista che prima ancora del possibile fruitore dell’opera ci ha preso gusto nel proporre quel che sentiva, utilizzando sia elementi tipicamente acustici, sia programmazioni elettroniche, sia distorsioni elettriche avvalendosi in più di un’occasione di collaborazioni di notevole spessore, come quella di Cesare Basile che l’ha accompagnata con il banjo in “Angiolino”, il dobro in “Se potessi”, l’armonica a bocca e la chitarra acustica in “Sereno di pioggia”, un curioso ossimoro sin dal titolo.

Le collaborazioni non finiscono, però qui, troviamo anche la bella ed espressiva voce di Mauro Ermanno Giovanardi duettare con lei in “Foglie”.

Il disco si apre con “Vorrei” uno dei pezzi più belli del disco con quella sua atmosfera che ricorda un po’ il miglior Battisti con quel canto libero che si libra nell’aria come uno stormo di uccelli in volo “E ancora come ieri / hai sguardi dolci per me / percorro i tuoi sentieri / ho sguardi dolci per te / vorrei vorrei portarti al mare / fare l’amore / dimenticare le cose amare”.

Dolce e sincero è “Mia madre” in cui Roberta sembra voler comunicare alla madre tutto ciò che non è mai riuscita a comunicare perché “come dirle che le voglio bene se non mi ha insegnato a dirlo come dirle che le voglio bene se riesco solo a cantarlo”.

E’ fatto di intimità e solitudine il successivo “Angolino”, c’è un rapporto o forse meglio c’è stato, ma è stato un amore a senso unico che finisce con l’invito “prendi ancora la tua direzione e non pensare a me non pensare a me non pensare i ricordi che ho consumato li tengo ancora per me li tengo ancora”.

E’ invece elettrico e distorto l’episodio di “Se potessi”, testo brevissimo ma intenso, che lascia intuire un senso di costrizione e di limitazione “Se potessi parlare / se potessi ballare / se potessi baciare / come parlerei / come ballerei”.

E’ ancora la solitudine “Mi spaventa questa idea di solitudine/ ho scoperto che mi appoggiavo sulla tua certezza debole” il tema del successivo brano “Foglie”, che vede Roberta Carrieri duettare con la voce di Mauro Ermanno Giovanardi raggiungendo davvero un ottimo risultato.

E’ ancora elettrico e vibrante rock il sound che caratterizza “Bianca”, brano inframmezzato da un paio di dialoghi o meglio monologhi di una madre rivolti alla figlia? In ogni caso è un dialogo tra sordi, non ci sono risposte a questi rimproveri, d'altronde “Bianca lo ha detto/ lasciatemi stare / non ho più tempo di stare a guardare / Bianca non aspetta / Bianca nasconde qualcosa nei jeans”. Ambiguo (la protagonista nasconde una gravidanza?), in ogni caso sofferto, perché non c’è nulla di peggio dell’incomunicabilità.

Delicato e dolce, introdotto dal pianoforte di Matteo Curallo, “Non ci sei mai” mi ricorda nei cori “Ninna nanna del contrabbandiere” di Van de Sfroos e seppure il tema trattato sia ben diverso, c’è un senso di fragilità dell’esistere analogo, “Mi riparo che sono spaccata / mi riparo i tagli / mi riparo indietro / mi riparo intorno”, il destino è come sempre pronto ad agire.

C’è ancora una volta l’incertezza del vivere quotidiano in “Sereno di pioggia”, un ossimoro che racchiude in sé una vita che ad ogni passo offre anche il rovescio della medaglia “Mi sdoppio e rido taciturna / nel giorno duplicato scelgo l’abito e mi spoglio”.

Con un altro passo, incalzante, un po’ stile Daniele Silvestri, “Tu che sei” è un divertito, ma non troppo, canto d’amore. Non troppo perché è in fondo un rimprovero rivolto all’amato, reo di non prestare abbastanza ascolto all’altro, “Tu che sei il mio amore / dovresti sapere di quando danzo felice / e se sei il mio respiro / ascolta quello che il mio respiro ti dice”.

Se “Tu sei” è all’insegna dell’immediatezza, “Spalanca” è invece giocata sull’intensità emozionale di pochi versi senza dubbio positivi “Sono contenta di capelli e di pelle / di camminare e di alzarmi / di voci di stanze / di candidi respiri”, supportati da un raffinato tappeto sonoro che coinvolge anche Cesare dell’Anna alla tromba.

Angelo bianco dagli occhi cerchiati” tocca con estrema raffinatezza sia a livello di versi sia di musica un delicato tema, quello di un rapporto saffico in cui vi si ritrova anche un’immagine un po’ pasoliniana “candida rosa che ti offri e ti slanci / hai petali rossi / sfiorisci e rimpiangi” ed il senso di peccato “beviamo ancora da mani profane / il vino profano / versato per noi per noi”.

Ancora intensa e bellissima è “Dico a tutti così”, canzone che davvero chiude degnamente questo lavoro di Roberta, il tema in gioco è ancora l’amore, un amore cui è, però meglio non credere mai ciecamente, il testo si chiude, infatti, con queste parole “Caro amico sconosciuto / se ti dico ti amo / forse non sai / dico a tutti così / vedo già i tuoi occhi che osservano il cielo / è sovraccarico / prima o poi piangerai”.

Un motivo per acquistarlo? Beh direi più di uno: Roberta Carrieri ha una voce stupenda, il disco è cantato per il piacere di cantare e con l’immediatezza di chi si ritrova a cantare già appena alzato sotto la doccia, suonato veramente bene, si rende appetibile anche ad un pubblico giovane in un irresistibile mix tra raffinato pop e canzone d’autore (ma come si diceva prima ha ancora senso fare distinzioni in tal senso?).

Cercatelo, compratelo, ne rimarrete più che soddisfatti!

Roberta Carrieri
"Dico a tutti così"
X-Beat - 2009
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Ultimo aggiornamento: 11-09-2009
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