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Tracklist
01. Vorrei
02. Mia madre
03. Angolino
04. Se potessi
05. Foglie
06. Bianca
07. Non ci sei mai
08. Sereno pioggia
09. Tu che sei
10. Spalanca
11. Angelo bianco dagli occhi cerchiati
12. Dico a tutti così
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E’
un disco che colpisce da subito il primo lavoro da solista di Roberta
Carrieri, già voce dei Fiamma Fiumana ed ora autrice in toto
di questo piacevolissimo disco intitolato “Dico a tutti così”.
Questo progetto colpisce sin dalla copertina che la ritrae “manipolata
da tre mani”, con un vistoso piercing al labbro inferiore,
capelli bicolor arancio-neri, labbra ricoperte di un bel rossetto
rosso e sguardo rivolto verso l’alto, sembra indossare un
abitino rosso.
Che si tratta, però di un abitino quadrettato bianco-nero
con i bordini rossi, si intuisce solo dal libretto che accompagna
il disco, anche qui se l’intento era quello di stupire l’obiettivo
è centrato in pieno, non ci troviamo, infatti, davanti ad
un normale libretto con testi, crediti e qualche foto, bensì
davanti a due mini libretti, uno semplice scritto nero su bianco
con solo i testi delle canzoni, l’altro un mini-book fotografico
che ritrae Roberta in interni ed in ambientazioni esterne e metropolitane,
comunque in pose atipiche e volutamente fuori degli schemi come
quella che la vede ritratta di schiena, sdraiata su un prato, per
altro poco curato e con il volto ripreso di profilo.
Va beh direte voi, ma il disco com’è, vuoi parlarci
della confezione, del contenitore per non affrontare il contenuto?
No, assolutamente, è che però ritengo che il messaggio
che voglia trasmettere questo lavoro sulla grafica del package sia
improntato a mettere sull’attento chi magari si aspetta un
disco piuttosto tradizionale da questa esordiente (in veste di cantautrice),
che tanto esordiente non è e che ha sempre bazzicato tra
la musica popolare: “Dico a tutti così” non è
musica popolare, non è neppure canzone d’autore nel
senso più stretto (ma mi chiedo io, cosa si voglia intendere
per cantautorato, termine che al solo sentirlo pronunciare uno come
Max Manfredi, ad esempio, va su tutte le furie), non è neppure
pop come normalmente si intende questo termine.
Cos’è allora “Dico a tutti così”?
Beh per tagliar corto direi subito che un bel disco, in cui Roberta
si diverte a cantare con grande abilità, sembra che anche
i passaggi più ardimentosi e quasi azzardati le riescano
senza fatica alcuna, la sensazione che se ne riceve è quella
di un’artista che prima ancora del possibile fruitore dell’opera
ci ha preso gusto nel proporre quel che sentiva, utilizzando sia
elementi tipicamente acustici, sia programmazioni elettroniche,
sia distorsioni elettriche avvalendosi in più di un’occasione
di collaborazioni di notevole spessore, come quella di Cesare Basile
che l’ha accompagnata con il banjo in “Angiolino”,
il dobro in “Se potessi”,
l’armonica a bocca e la chitarra acustica in “Sereno
di pioggia”, un curioso ossimoro sin dal titolo.
Le collaborazioni non finiscono, però qui, troviamo anche
la bella ed espressiva voce di Mauro Ermanno Giovanardi duettare
con lei in “Foglie”.
Il
disco si apre con “Vorrei”
uno dei pezzi più belli del disco con quella sua atmosfera
che ricorda un po’ il miglior Battisti con quel canto libero
che si libra nell’aria come uno stormo di uccelli in volo
“E ancora come ieri / hai sguardi dolci per me / percorro
i tuoi sentieri / ho sguardi dolci per te / vorrei vorrei portarti
al mare / fare l’amore / dimenticare le cose amare”.
Dolce
e sincero è “Mia madre”
in cui Roberta sembra voler comunicare alla madre tutto ciò
che non è mai riuscita a comunicare perché “come
dirle che le voglio bene se non mi ha insegnato a dirlo come dirle
che le voglio bene se riesco solo a cantarlo”.
E’
fatto di intimità e solitudine il successivo “Angolino”,
c’è un rapporto o forse meglio c’è stato,
ma è stato un amore a senso unico che finisce con l’invito
“prendi ancora la tua direzione e non pensare a me non pensare
a me non pensare i ricordi che ho consumato li tengo ancora per
me li tengo ancora”.
E’
invece elettrico e distorto l’episodio di “Se
potessi”, testo brevissimo ma intenso, che
lascia intuire un senso di costrizione e di limitazione “Se
potessi parlare / se potessi ballare / se potessi baciare / come
parlerei / come ballerei”.
E’
ancora la solitudine “Mi spaventa questa idea di solitudine/
ho scoperto che mi appoggiavo sulla tua certezza debole”
il tema del successivo brano “Foglie”,
che vede Roberta Carrieri duettare con la voce di Mauro Ermanno
Giovanardi raggiungendo davvero un ottimo risultato.
E’
ancora elettrico e vibrante rock il sound che caratterizza “Bianca”,
brano inframmezzato da un paio di dialoghi o meglio monologhi
di una madre rivolti alla figlia? In ogni caso è un dialogo
tra sordi, non ci sono risposte a questi rimproveri, d'altronde
“Bianca lo ha detto/ lasciatemi stare / non ho più
tempo di stare a guardare / Bianca non aspetta / Bianca nasconde
qualcosa nei jeans”. Ambiguo (la protagonista nasconde una
gravidanza?), in ogni caso sofferto, perché non c’è
nulla di peggio dell’incomunicabilità.
Delicato
e dolce, introdotto dal pianoforte di Matteo Curallo, “Non
ci sei mai” mi ricorda nei cori “Ninna
nanna del contrabbandiere” di Van de Sfroos
e seppure il tema trattato sia ben diverso, c’è un
senso di fragilità dell’esistere analogo, “Mi
riparo che sono spaccata / mi riparo i tagli / mi riparo indietro
/ mi riparo intorno”, il destino è come sempre pronto
ad agire.
C’è
ancora una volta l’incertezza del vivere quotidiano in “Sereno
di pioggia”, un ossimoro che racchiude in
sé una vita che ad ogni passo offre anche il rovescio della
medaglia “Mi sdoppio e rido taciturna / nel giorno duplicato
scelgo l’abito e mi spoglio”.
Con
un altro passo, incalzante, un po’ stile Daniele Silvestri,
“Tu che sei” è un
divertito, ma non troppo, canto d’amore. Non troppo perché
è in fondo un rimprovero rivolto all’amato, reo di
non prestare abbastanza ascolto all’altro, “Tu che
sei il mio amore / dovresti sapere di quando danzo felice / e
se sei il mio respiro / ascolta quello che il mio respiro ti dice”.
Se
“Tu sei” è all’insegna
dell’immediatezza, “Spalanca”
è invece giocata sull’intensità emozionale
di pochi versi senza dubbio positivi “Sono contenta di capelli
e di pelle / di camminare e di alzarmi / di voci di stanze / di
candidi respiri”, supportati da un raffinato tappeto sonoro
che coinvolge anche Cesare dell’Anna alla tromba.
“Angelo
bianco dagli occhi cerchiati” tocca con estrema
raffinatezza sia a livello di versi sia di musica un delicato
tema, quello di un rapporto saffico in cui vi si ritrova anche
un’immagine un po’ pasoliniana “candida rosa
che ti offri e ti slanci / hai petali rossi / sfiorisci e rimpiangi”
ed il senso di peccato “beviamo ancora da mani profane /
il vino profano / versato per noi per noi”.
Ancora
intensa e bellissima è “Dico a tutti
così”, canzone che davvero chiude degnamente
questo lavoro di Roberta, il tema in gioco è ancora l’amore,
un amore cui è, però meglio non credere mai ciecamente,
il testo si chiude, infatti, con queste parole “Caro amico
sconosciuto / se ti dico ti amo / forse non sai / dico a tutti
così / vedo già i tuoi occhi che osservano il cielo
/ è sovraccarico / prima o poi piangerai”.
Un
motivo per acquistarlo? Beh direi più di uno: Roberta Carrieri
ha una voce stupenda, il disco è cantato per il piacere
di cantare e con l’immediatezza di chi si ritrova a cantare
già appena alzato sotto la doccia, suonato veramente bene,
si rende appetibile anche ad un pubblico giovane in un irresistibile
mix tra raffinato pop e canzone d’autore (ma come si diceva
prima ha ancora senso fare distinzioni in tal senso?).
Cercatelo,
compratelo, ne rimarrete più che soddisfatti!
Roberta
Carrieri
"Dico a tutti così"
X-Beat - 2009
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