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NEWS Novembre 2009

Club Tenco: Prima serata

Grande esibizione di Alice e di Angelique Kidjo.
Anche da Battiato arrivano emozioni intense

Recensiti da Bielle
Max Manfredi: "Luna persa"
Il migliore tra i dischi imperfetti della scorsa stagione.
Elisir: "Pere e cioccolato"
Tra Parigi e Palermo, tra manouche e canzone d' autore
Ginevra Di Marco
Musica popolare e una grande interprete al servizio.
Enzo Avitabile: "Napoletana"
Una nuova pagina nella lunga carriera di Avitabile
Capossela: "Da solo"
Solipsismi d'autore, tra guizzi, lazzi e malinconie
Yo yo Mundi: "Album rosso"
Un magnifico album di resistenza umana.
Alessandro Mannarino
C'è di sicuro la personalità. Da riascoltare.
Franco Boggero
Debutto a 50 anni. Sfumature tra i capelli bianchi.
Vittorio De Scalzi: "Mandilli"
Un disco in salsa "Creuza" per l'ex New Trolls.
Franco Battiato: "Fleurs"
Pippone a mano singola. Ha stancato.
Dente:"L'amore non è bello
Astro nascente. Promessa? Conferma!


12/11 - Tenco a “tema libero” quest’anno. Come quando a scuola il prof di italiano aveva finito le ideee. Oppure cercava un modo per tirare fuori qualcosa di buono anche dagli allievi difficili, quelli capaci di dare tanto, ma con poca voglia di uniformarsi alle regole e di studiare la lezione. Quest’anno, insomma, ogni artista è libero di organizzare come meglio crede il suo set. Ne vedremo delle belle? Chissa…

Anche il fondale sembra a tema libero: tre semplici strisce verticali con scritto Premio Tenco 2009. Si scoprirà presto che è un fondale virtuale, che cambierà ad ogni artista; la prima manifestazione di un tenco ipertecnologico con tanto di ingressi personalizzati con lettura di codice a barre, videointerviste e programmazione in streaming sul sito.

La sigla iniziale, però, resta la stessa. Le note di Lontano lontano ce le regala Alice. Voce matura, rotonda, calda come certo whisky a cui il passaggio in rovere ha regalato morbidezza e calore ambrato, ma non ha portato via la forza dell’alcol. Grande interprete, si lancia dapprima in Un blasfemo, di De Andrè, continua con Febbraio (poesia di Pasolini musicata da Giuni Russo) e A chiù bella di Totò per chiudere con la sua Il contatto. Un set intenso e raffinato che si rivela una delle punte di diamante della serata. La rassegna è partita con un tocco di classe.

Piji, lo dice Antonio Silva, "è uno dei giovani che il Tenco tiene d’occhio da un po’ di tempo”. Reduce da un certo numero di premi e da una tournee dove in 30 sere ha girato 30 locali romani con 30 diverse scalette, dopo un paio di “tappe esplorative tenchiane” (il Festival Dallo Sciamano allo Showman e la serata di ascolto alla Maison Musique di Rivoli) approda finalmente sul palco di Sanremo. Romano, 30 anni, la sua cifra stilistica ha un nome e un cognome: Sergio Caputo. Apre e chiude in bellezza, rispettivamente con L'Ottovolante, brano-omaggio al Natalino Otto osteggiato dal regime fascista perché suonava il jazz e I cigni di Luxembourg, storia di un italiano emigrato in Germania che si sente un pesce fuor d’acqua in entrambi I luoghi. In mezzo Madama pioggia, un gradino inferiore alle altre due sia come testo che come musicalità.

La prima "Targa" a calcare la scena sono gli Elisir. Premiati per il miglior disco d'esordio, il Cd Pere e cioccolato in cui hanno saputo miscelare sapientemente jazz anni Trenta, chansonnier francesi, atmosfere retrò e


una spruzzatina di pop-rock. Sono emozionati, e si sente, tanto che Paola Donzella, la cantante, sul palco non è scioltissima ed entra poche volte a tempo. L’esibizione è comunque dignitosa e gli applausi arrivano. L’esperienza farà il resto, noi glie lo auguriamo di cuore.

Ci chiamiamo Gli Ex perché da un ex uno si aspetta delle storie”. Ecco la spiegazione del loro nome, oltre al fatto che arrivano tutti da altre formazioni. Dinamici e briosi, suonano una patchanka di rock, swing, folk, elettronica il tutto incollato col reggae. Chiudono la prima parte della serata in maniera piacevole, ma forse non originalissima.

Il secondo tempo si apre con l’altro apice della serata. Angelique Kidjo è insieme animalità africana allo stato puro e tenica di canto ad altissimo livello. Premio Tenco 2009 (aveva vinto un Grammy lo scorso anno), arriva dal Benin. " La cultura è fondamentale – ha detto stamattina in conferenza stampa - a casa mia c’era una libreria immensa e ringrazierò sempre mio padre che mi ha indirizzato alla lettura. Era un dirigente delle poste, cosa che ha permesso alla mia famiglia di accedere a un sapere che in Africa è difficilmente raggiungibile. Ho dieci fratelli, uno era un campione di ping pong e girava il mondo. Grazie a lui ho incominciato a parlare tante lingue". E le lingue le mescola nelle sue canzoni, questa regina della world. Ma la platea all’inizio è freddina, così lei si corruccia un attimo, poi scende dal palco e trascina letteralmente tutti a cantare Mama Africa. Si ferma davanti alle poltrone, incita, prende per mano le persone. Poco a poco il pubblico si scalda ed è un Ariston in piedi, a ballare e a battere le mani.

Terzo classificato, nella mia personalissima graduatoria della serata è Franco Battiato, altro Premio Tenco 2009. Il cantautore siciliano (che fisicamente somiglia sempre di più a Pippo Baudo) non sta proprio al vertice delle mie preferenze, ma stasera la sintonia con lui è immediate, a cominciare da quel suo sguardo incuriosito e

sornione che tira fuori durante la lettura dellla menzione. “Una carriera in cinque canzoni”, questo potrebbe essere il titolo del suo tema libero. Titolo peraltro azzeccato, poiché il Premio Tenco (quello assegnato dal Club, e non dalla giuria dei giornalisti, come continua a ripetere Antonio Silva), in fondo è proprio un premio alla carriera. Arrivato a Sanremo all’ultimo momento Battiato e accompagnato solo da un pianoforte. Chiede un paio di minuti per provare i suoni e se la cava in 30 secondi scarsi (“Grazie è tutto perfetto”). Attacca con L'addio - dedicandola a Giuni Russo - e continua con Le sacre sinfonie del tempo. Quindi propone la sua ultima canzone, Inneres auge, quella che dice "Che male c’è a organizzare feste private con delle belle ragazze per allietare primari e servitori dello Stato? Non ci siamo capiti, e perché mai dovremmo pagare anche gli extra a dei rincoglioniti?". Il brano di per sè è quasi imbarazzante, musica banalotta e parole a raffica. Sembra Bollani che fa la parodia di Battiato. Ma per lo meno ha preso una posizione e la passione con cui crede in quello che sta dicendo traspare tutta. Un inedito "Battiato di lotta". Bravo di cuore. Infine sale sul palco Alice per duettare su I treni di Tozeur. Non hanno provato e si vede, ma l’emozione è tangibile. A grande richiesta un bis: La scelta cade su La cura, e il teatro quasi crolla dagli applausi.

Compito arduo per gli Yo Yo Mundi: non è facile interrompere l’atmosfera creata da Battiato, oltretutto con un genere di musica così diverso. Ma loro - i soliti che conosciamo e amiamo - in qualche modo ci riescono. Iniziano piano, con Il silenzio del mare e Una bandiera quasi bianca, il brano dedicato alla strage dei soldati italiani nel 1943 a Cefalonia, quindi Il funerale del clown e chiudono a grande richiesa con Sciopero, e il pubblico canta con loro.

Info


La rassegna avrà luogo a Sanremo dal 12 al 14 novembre al Teatro Ariston.

Abbonamento alle tre serate:
Poltronissima € 78,00
Poltrona € 60,00
Galleria 1ª fila € 60,00
cassa Teatro Ariston dal 19 ottobre 2009 (ore 16-22)
tel. 0184-506060

Biglietti singoli:
Poltronissima € 39,00
Poltrona € 30,00
Galleria 1ª fila € 30,00
Galleria € 18,00
cassa Teatro Ariston dal 2 novembre 2009 (ore 16-22)
tel. 0184-506060

A tutti gli spettatori verrà consegnata gratuitamente all'ingresso del Teatro una copia del libretto di sala Il Cantautore, numero unico a tiratura limitata, redatto in occasione della Rassegna.

Maggiori informazioni sulla manifestazione all’indirizzo: www.clubtenco.it

Club Tenco 2009: il quadro generale

Gli incontri e le mostre

Il disco di inediti

L'apertura di Alice


Intervista agli Yo Yo Mundi


Intervista agli Elisir


Intervista agli Ex



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