| Id&m,
un nuovo festival con Van De Sfroos |
| Sabato e domenica al
teatro degli Arcimboldi a Milano
di scena De Gregori, De Sio, Maieron, Lou Dalfin, Cristicchi
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| "Per quando riguarda
poi i gruppi lombardi e quindi la prima parte di Idem,
quella che ha portato a selezionare quattro gruppi o
singoli che si esibiranno, due per volta nelle due serate,
dove dire di essere rimasto stupito dalla qualità.
I Sulutumana non si poteva assolutamente non pronderli,
per storia, per cultura, per qualità della loro
proposta musicale superiore e perché sono tanti
anni che sono sulla breccia e abbiamo anche diviso molti
palcosvenici. Ma Ornella Fiorini, questa signora mantovana
che racconta le storie del suo paese come farebbe una
nonna può essere una bella sorpresa. Più
vicino alla tradizione i Malghesetti che però
non vanno trascurati e presi come puro fenomeno folclorico.
E infine spezzerei una lancia per Lissander Brasca,
polistrumentista, arrangiatore e autore di canzoni che
si esprime in una lingua che è una sorta di koiné
di tutti i dialetti lombardi e che ha portato almeno
una canzone da brividi: "Fabrega e papaya"
(fabbrica e papaya)".
Quanto spazio avranno i singoli cantanti?
"Penso non meno di 20 minuti e non più
di mezzora, considerato che sono sette per sera".
Sono previsti duetti o ospitate?
"Previste formalmente no, sono auspicate e,
comunque, so che qualcuno qualche sorpresa la sta preparando".
E il ruolo di Davide Van De Sfroos sarà
solo quello di maestro di cerimonie?
"Io sarò lì per raccontare i
vari percorsi aristici e per introdurre gli artisti.
Certo che se qualcuno mi chiama in ballo non mi tiro
certo indietro"
E' prevista qualche forma di registrazione audio
o video?
"Per ora no. Magari nelle prossime edizioni.
Questa è stata organizzata in fin dei conti in
poco tempo"
Il festival Id&M è stato creato per
durare e infatti alle spalle ha la Regione Lombardia.
Avete pensato di estendere la selezione che avete fatto
per la Lombardia anche ad altre regioni d'Italia?
"Per ora no, ma può senz'altro essere
un'idea e, al proposti, volevo dire ancora, per quanto
riguarda le scelte lombarde che sono arrivate una quarantina
di proposte, le abbiamo ridotte a 30, ma oltre ai quattro
premiati che si esibiranno agli Arcimboldi, altri due
o tre gruppi accompagneranno il mio tour invernale nei
teatri, a testimonianza di quanto li abbiamo trovati
validi".
Il
sito del Festival
La conferenza
stampa (audio)
La prima fase del Festival
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05/11 - Quando un festival allinea Davide Van De
Sfroos (in cabina di regia), Francesco De Gregori, Teresa
De Sio, Luigi Maieron, i Lou Dalfin, Simone Cristicchi,
i Sulutumana a noi viene da sfregare gli occhi per chiedersi
chi ha pensato di organizzare un festival con così
tanti nomi biellistici. Eppure questo festival c'è,
è una realtà e sabato e domenica, al Teatro
Arcimboldi di Milano andrà in scena la prima edizione.
Il festival si chiama Id&m (si legge "Idem")
e sta per "Identità e musica", primo festival
dedicato alla cultura musicale dei territori e dei popoli.
Ci aggiungiamo un carico da 11? Il prezzo del biglietto
è assolutamente popolare: 10 euro a serata per oltre
due ore di musica di qualità.
Direttore artistico di questo nuovo festival è Davide
Van De Sfroos. E' più che mai ovvio dire che Id&M
nasce come prodotto della Regione Lombardia, per opera dell'assessore
alle identità Massimo Zanello e che è in quota
Lega Nord. In questo quadro può essere vista la presenza
tranquillizzante per la maggioranza di centro-destra di
personaggi come Enrico Ruggeri e Andrea Mirò, sia
tra gli ospiti delle serate, sia nel comitato organizzatore.
Ma se superiamo questo fastidio epidermico e ci concentriamo
sui nomi risulta evidente che Davide ha fatto un ottimo
lavoro. In due serate ci verrà offerto molto del
meglio tra la musica che abbiamo intorno.
"Quando ho iniziato questo lavoro - ha detto
Davide alla presentazione dell'iniziativa - mi sembrava
di essere un'ago partito nella bufera: uno venuto dal lago
che si ostinava a cantare questa lingua (per alcuni) o dialetto
(per altri) che non poteva assolutamente funzionare. E però
insistendo questo ago è riuscito a perforare la tempesta
e sotto i palchi, a poco a poco accorreva sempre più
gente che avevano tutte un'esigenza, una storia e un gradimento
verso questo tipo di musica. Che poi non è solo tipo
di musica, perché si mescola con tutte le musiche
possibili, laddove un cantastorie, un songwriter agisce.
Il bilancio di questi dieci anni dal punto di vista musicale
e anche da quello antropologico è stato di rendermi
conto che tantissime persone cercavano qualcosa di questo
tipo, che troppo facilmente definiamo musica popolare. Popolare
vuol dire tutto e niente. Probabilmente è popolare
raccontare storie di persone qualunque, come viene fatto
da tempo da gente come Bob Dylan, Leonard Cohen, Francesco
De Gregori".
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!In
questi dieci ho praticamente saccheggiato tutte le storie di
questo tipo, "roots", delle radici. In casa o vicino
casa. Ma il sospetto era proprio che molte persone avevano voglia
di ascoltare questa musica, questo modo di racocntare e raccontarsi
che non sempre aveva uno spazio radiofonico, che non sempre
scalava le classifiche. Qualche macroscopico evento, come "La
notte della Taranta" o il "Tenco" stesso, ci
ha fatto capire come ci sia ancora fame e sete di canzoni fatte
in questo modo, con storie dal popolo per il popolo, e di questi
interpreti e autori che non hanno lo spazio di notorietà
che meriterebbero. Oggi, il mio compito qua, il mio tentativo,
assieme a tutto lo staff coinvolto. è quello di fare
emergere queste personalità. E' chiaro che nessuno ha
bisogno di conoscere Francesco De Gregori, i Tazenda o Ruggeri,
ma ad esempio un Luigi Maieron, cantautore raffinato, scrittore
anche di libri che si esprime sia in italiano che in friulano,
molti putroppo non lo conoscono ancora. E nemmeno possono immaginare
che Andrea Mirò, ricordando le sue origini piemontesi
abbia messe in piedi un set di canzoni piemontesi. E' una versione
inaspettata, non ancora conosciuta. E Cristicchi non verrà
certo a cantare "Vorrei cantare come Biagio Antonacci"
o "Ti regalerò una rosa", ma verrà con
i minatori di Santa Fiora, in un diverso, difficile, ma interessantissimo
modo di proporsi. Un De Gregori che affronta il palco con chitarra
acustica, armonica a bocca e il suo tastierista/fisarmonicista
si produrrà nelle canzoni del suo repertorio più
legate alla musica popolare e alla tradizione del territorio.
De Gregori canta in italiano e canta storie dell'Italia intera,
però "L'abbigliamento del fuochista", per fare
un esempio, fa parte ormai della storia del popolo, così
come altre canzoni che hanno a che fare con emigranti, con banditi.
L'ho sentito al telefono questa settimana e mi ha detto che
è molto carico e non vede l'ora di venire a suonare con
noi. Questo mi fa sperare molto bene. I Tazenda in
versione acustica sono una delle cose più toccanti che
poteva toccarmi in questo festival. Molto interessanti anche
i due capitoli più aggressivi sul palco: i Lou Dalfin,
con le contaminazione tra musica occitana e rock e Teresa De
Sio che sbobinerà tutta la tradizione mediterranea."
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Oltre
i Sulutumana
I
Sulutumana hanno partecipato alla fase preliminare del Festival
Identità e musica, che li ha visti esibirsi al Teatro
Dal Verme a metà ottobre, vincere il premio della critica
ed entrare di diritto nel cast principale della manifestazione.
E' evidente a chiunque conosca iSulutumana che le loro radici
lombarde esistono sì, ma di canzoni in dialetto ne
hanno incise tre in totale ("Viola", "I pess"
e "Legura") e, come si capisce anche dalle dichiarazioni
di Van De Sfroos la loro presenza era quasi d'obbligo, vista
l'alta qualità della loro proposta musicale. Però,
e lo diciamo col piacere degli amici, siamo piacevolmente
sorpresi dal fatto che un gruppo che esiste da più
di dieci anni abbia scelto di mettersi in gioco, partendo,
ancora una volta dal basso. Lunga vita si Sulutumana, debuttanti
a vita!
Il programma delle due serate
Teatro degli Arcimboldi, viale
dell'Innovazione, 1 Milano. Ingresso 10 euro per ciascuna
delle due serate.
Sabato 7 novembre: apertura coi Sulutumana,
a seguire Ornella Fiorini. Poi, nell'ordine, Andrea Mirò,
Simone Cristicchi e il coro dei minatori di Santa Fiora, I
Tazenda e Francesco De Gregori.
Domenica 8 novembre: Lissander Brasca in
apertura, seguito dai Malghesetti. Quindi Luigi Maieron, Lou
Dalfin, Enrico Ruggeri e Teresa De Sio.
Inizio concerti alle 21
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