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NEWS Novembre 2009

Id&m, un nuovo festival con Van De Sfroos

Sabato e domenica al teatro degli Arcimboldi a Milano
di scena De Gregori, De Sio, Maieron, Lou Dalfin, Cristicchi

"Per quando riguarda poi i gruppi lombardi e quindi la prima parte di Idem, quella che ha portato a selezionare quattro gruppi o singoli che si esibiranno, due per volta nelle due serate, dove dire di essere rimasto stupito dalla qualità. I Sulutumana non si poteva assolutamente non pronderli, per storia, per cultura, per qualità della loro proposta musicale superiore e perché sono tanti anni che sono sulla breccia e abbiamo anche diviso molti palcosvenici. Ma Ornella Fiorini, questa signora mantovana che racconta le storie del suo paese come farebbe una nonna può essere una bella sorpresa. Più vicino alla tradizione i Malghesetti che però non vanno trascurati e presi come puro fenomeno folclorico. E infine spezzerei una lancia per Lissander Brasca, polistrumentista, arrangiatore e autore di canzoni che si esprime in una lingua che è una sorta di koiné di tutti i dialetti lombardi e che ha portato almeno una canzone da brividi: "Fabrega e papaya" (fabbrica e papaya)".
Quanto spazio avranno i singoli cantanti?

"Penso non meno di 20 minuti e non più di mezzora, considerato che sono sette per sera".

Sono previsti duetti o ospitate?

"Previste formalmente no, sono auspicate e, comunque, so che qualcuno qualche sorpresa la sta preparando".

E il ruolo di Davide Van De Sfroos sarà solo quello di maestro di cerimonie?

"Io sarò lì per raccontare i vari percorsi aristici e per introdurre gli artisti. Certo che se qualcuno mi chiama in ballo non mi tiro certo indietro"

E' prevista qualche forma di registrazione audio o video?

"Per ora no. Magari nelle prossime edizioni. Questa è stata organizzata in fin dei conti in poco tempo"

Il festival Id&M è stato creato per durare e infatti alle spalle ha la Regione Lombardia. Avete pensato di estendere la selezione che avete fatto per la Lombardia anche ad altre regioni d'Italia?

"Per ora no, ma può senz'altro essere un'idea e, al proposti, volevo dire ancora, per quanto riguarda le scelte lombarde che sono arrivate una quarantina di proposte, le abbiamo ridotte a 30, ma oltre ai quattro premiati che si esibiranno agli Arcimboldi, altri due o tre gruppi accompagneranno il mio tour invernale nei teatri, a testimonianza di quanto li abbiamo trovati validi".

Il sito del Festival

La conferenza stampa (audio)

La prima fase del Festival


05/11 - Quando un festival allinea Davide Van De Sfroos (in cabina di regia), Francesco De Gregori, Teresa De Sio, Luigi Maieron, i Lou Dalfin, Simone Cristicchi, i Sulutumana a noi viene da sfregare gli occhi per chiedersi chi ha pensato di organizzare un festival con così tanti nomi biellistici. Eppure questo festival c'è, è una realtà e sabato e domenica, al Teatro Arcimboldi di Milano andrà in scena la prima edizione. Il festival si chiama Id&m (si legge "Idem") e sta per "Identità e musica", primo festival dedicato alla cultura musicale dei territori e dei popoli. Ci aggiungiamo un carico da 11? Il prezzo del biglietto è assolutamente popolare: 10 euro a serata per oltre due ore di musica di qualità.

Direttore artistico di questo nuovo festival è Davide Van De Sfroos. E' più che mai ovvio dire che Id&M nasce come prodotto della Regione Lombardia, per opera dell'assessore alle identità Massimo Zanello e che è in quota Lega Nord. In questo quadro può essere vista la presenza tranquillizzante per la maggioranza di centro-destra di personaggi come Enrico Ruggeri e Andrea Mirò, sia tra gli ospiti delle serate, sia nel comitato organizzatore. Ma se superiamo questo fastidio epidermico e ci concentriamo sui nomi risulta evidente che Davide ha fatto un ottimo lavoro. In due serate ci verrà offerto molto del meglio tra la musica che abbiamo intorno.

"Quando ho iniziato questo lavoro - ha detto Davide alla presentazione dell'iniziativa - mi sembrava di essere un'ago partito nella bufera: uno venuto dal lago che si ostinava a cantare questa lingua (per alcuni) o dialetto (per altri) che non poteva assolutamente funzionare. E però insistendo questo ago è riuscito a perforare la tempesta e sotto i palchi, a poco a poco accorreva sempre più gente che avevano tutte un'esigenza, una storia e un gradimento verso questo tipo di musica. Che poi non è solo tipo di musica, perché si mescola con tutte le musiche possibili, laddove un cantastorie, un songwriter agisce. Il bilancio di questi dieci anni dal punto di vista musicale e anche da quello antropologico è stato di rendermi conto che tantissime persone cercavano qualcosa di questo tipo, che troppo facilmente definiamo musica popolare. Popolare vuol dire tutto e niente. Probabilmente è popolare raccontare storie di persone qualunque, come viene fatto da tempo da gente come Bob Dylan, Leonard Cohen, Francesco De Gregori".



!In questi dieci ho praticamente saccheggiato tutte le storie di questo tipo, "roots", delle radici. In casa o vicino casa. Ma il sospetto era proprio che molte persone avevano voglia di ascoltare questa musica, questo modo di racocntare e raccontarsi che non sempre aveva uno spazio radiofonico, che non sempre scalava le classifiche. Qualche macroscopico evento, come "La notte della Taranta" o il "Tenco" stesso, ci ha fatto capire come ci sia ancora fame e sete di canzoni fatte in questo modo, con storie dal popolo per il popolo, e di questi interpreti e autori che non hanno lo spazio di notorietà che meriterebbero. Oggi, il mio compito qua, il mio tentativo, assieme a tutto lo staff coinvolto. è quello di fare emergere queste personalità. E' chiaro che nessuno ha bisogno di conoscere Francesco De Gregori, i Tazenda o Ruggeri, ma ad esempio un Luigi Maieron, cantautore raffinato, scrittore anche di libri che si esprime sia in italiano che in friulano, molti putroppo non lo conoscono ancora. E nemmeno possono immaginare che Andrea Mirò, ricordando le sue origini piemontesi abbia messe in piedi un set di canzoni piemontesi. E' una versione inaspettata, non ancora conosciuta. E Cristicchi non verrà certo a cantare "Vorrei cantare come Biagio Antonacci" o "Ti regalerò una rosa", ma verrà con i minatori di Santa Fiora, in un diverso, difficile, ma interessantissimo modo di proporsi. Un De Gregori che affronta il palco con chitarra acustica, armonica a bocca e il suo tastierista/fisarmonicista si produrrà nelle canzoni del suo repertorio più legate alla musica popolare e alla tradizione del territorio. De Gregori canta in italiano e canta storie dell'Italia intera, però "L'abbigliamento del fuochista", per fare un esempio, fa parte ormai della storia del popolo, così come altre canzoni che hanno a che fare con emigranti, con banditi. L'ho sentito al telefono questa settimana e mi ha detto che è molto carico e non vede l'ora di venire a suonare con noi. Questo mi fa sperare molto bene. I Tazenda in versione acustica sono una delle cose più toccanti che poteva toccarmi in questo festival. Molto interessanti anche i due capitoli più aggressivi sul palco: i Lou Dalfin, con le contaminazione tra musica occitana e rock e Teresa De Sio che sbobinerà tutta la tradizione mediterranea."

La scena lombarda

Oltre i Sulutumana
I Sulutumana hanno partecipato alla fase preliminare del Festival Identità e musica, che li ha visti esibirsi al Teatro Dal Verme a metà ottobre, vincere il premio della critica ed entrare di diritto nel cast principale della manifestazione. E' evidente a chiunque conosca iSulutumana che le loro radici lombarde esistono sì, ma di canzoni in dialetto ne hanno incise tre in totale ("Viola", "I pess" e "Legura") e, come si capisce anche dalle dichiarazioni di Van De Sfroos la loro presenza era quasi d'obbligo, vista l'alta qualità della loro proposta musicale. Però, e lo diciamo col piacere degli amici, siamo piacevolmente sorpresi dal fatto che un gruppo che esiste da più di dieci anni abbia scelto di mettersi in gioco, partendo, ancora una volta dal basso. Lunga vita si Sulutumana, debuttanti a vita!

Il programma delle due serate

Teatro degli Arcimboldi, viale dell'Innovazione, 1 Milano. Ingresso 10 euro per ciascuna delle due serate.

Sabato 7 novembre: apertura coi Sulutumana, a seguire Ornella Fiorini. Poi, nell'ordine, Andrea Mirò, Simone Cristicchi e il coro dei minatori di Santa Fiora, I Tazenda e Francesco De Gregori.

Domenica 8 novembre: Lissander Brasca in apertura, seguito dai Malghesetti. Quindi Luigi Maieron, Lou Dalfin, Enrico Ruggeri e Teresa De Sio.

Inizio concerti alle 21

 

 


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