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E'
un libro che ha la leggerezza di una curva in discesa, un tornante
che merletta una montagna. E' un libro scritto su due ruote
che presenta la copertina di Sergio Staino, le illustrazioni
di Marta Del Prato e Licio Esposito, gli scritti di Andrea Satta
e le canzoni dei Tetes de Bois, ma soprattutto le storie del
ciclismo, sia quello epico degli eroi sportivi, sia quello altrettanto
epico di chi in bicicletta non ci è andato per sport,
ma magari per dovere o anche solo per passione. Un padre racconta
al proprio figlio l'amore per la bici sull'ultima curva del
Giro d'Italia che si arrampica sullo Stelvio.
E' l'anno del duello sul filo dei secondi tra Fausto
Bertoglio, italiano dal profilo magro e dal nome predestinato
e Francisco Galdos, spagnolo nemmeno lui tra i nomi di primissimo
piano del ciclismo negli anni '70. Li dividono 41" ai piedi
dello Stelvio. Resteranno invariati in cima. Mentre si svolge
la gara c'è tempo per tutto: incontri, cibo, vino, storie
e canzoni attorno al fuoco. Grande leggerezza di tocco per un
libro da leggere d'un sol fiato.
Il modulo di scrittura è complesso e semplice
ad un tempo. Padre e figlio in cima allo Stelvio ad aspettare
il passaggio del giro, in un clima misto tra la favola e il
sogno. Il figlio Geo fa domande, il padre spiega: giocano assieme,
incontrano altre persone, parlano con loro, raccontano storie
e se ne fanno raccontare. La radio a transistor sullo sfondo
intanto continua a trasmettere notizie sulla corsa, affidate
alle voce di Rino Icardi e Claudio Ferretti. Ma il tempo passa,
i ciclisti no (tanto poi si sa che passano in un lampo) e allora
il tempo è buono per raccontarsi storie di biciclette
e non solo di ciclisti: e lo si fa attraverso il vino, le canzoni,
le parole e le poesia e anche i disegni, gli stessi disegni
su sabbia che poi Licio Esposito eseguirà anche negli
spettacoli dal vivo.
Questo fa sì che la tensione del libro non scenda mai,
che lo si legga in un attimo e con grande piacere e che poi
si torni ad ascoltare il disco. E dopo il disco, magari, aver
voglia di vedere lo spettacolo: E intanto, ogni pomeriggio,
gettare un occhio niente affatto distratto a Rai Tre e al Giro
d'Italia. Che può sempre succede qualcosa. Anche che
Cunego vinca!
"I riciclisti",
nel senso di libro, si completa e si correda offrendo un cd
accluso. Sono solo quatto canzoni più una breve memoria
di Alfredo Martini, ex ct della nazionale di ciclismo azzurro
per oltre un ventennio (e sei titoli mondiali!). Le canzoni
costituiscono l'ossatura dell'album sul ciclismo pensato dai
Tetes de Bois che si completerà nel corso del tempo.
A queste quattro canzoni infatti si aggiungeranno, nel tempo,
la possibilità di scaricare dal web le cover di altre
celebri canzoni sul ciclismo (italiane e non) fino a formare
una personale compilation di brani da canticchiare o da ascoltare
pedalando.
Ma partiamo dai brani dei Tetes de Bois. Si inizia con "Dai",
testo e musica dei Tetes, gradevolissima marcetta ironica che
nell'incipit fa il verso a un celebre brano dello Zecchino d'oro
("Dagli una spinta"), ma
che si sviluppa su tutto altro tema: "dai campione
/ a Natale ti sei fatto troppo panettone / a Pasqua cioccolato
col salame / e ti becchi un quarto d'ora sul Bondone".
Ma non è solo il panettone a rallentare il campione!
Ci sono "Maria, Celestina, Ester, Giulia e compagnia".
Molto divertente: musica e testo. "Mia cara
Miss" invece è un modo diverso di
vedere le corse: "mia cara miss / scrivimi un sorriso
sulle guance / macchia di rosso il mio sudore / la mia fatica,
la mia fatica". Il vincitore di giornata che è
felice non solo per la vittoria di tappa, ma per la vicinanza
con la miss: "restami abbracciata per la foto".
Quasi un rovesciamento della situazione consueta su una musica
che è uno svolazzo dolce.
"Le bal des cols" nasce
su testo di Gianni Mura (e musica dei Tetes de bois), ma si
tratta di un testo che ... non è un testo, ma, come minaccia
il titolo, un ballo dei colli del Tour de France: "Alpe
d'Huez, Col du Corbier / Granier, Plainpalais et Galibier /
col du Noyer, Roussy, Laffrey / Lautaret et Okeinet (Ca y est)",
un nonsense piacevolissimo per tutti gli ammalati di ciciclismo
e di Tour de France in particolare. L'ultima canzone, in realtà
già la conoscevamo ed è "La canzone
del ciclista" che era già compresa
in "Pace e male", ultimo lavoro completamente
originale dei Tetes de bois. "La canzone del ciclista"
è dedicata a Fabio Casartelli, promessa del ciclismo
italiano, morto in una discesa al tour del France. Questo per
ora, in attesa dei download.
Andrea
Satta
"I riciclisti"
Ediciclo - 2009
(finito di stampare nell'aprile 2009)
157 pagine - € 16,00 (libro+cd)
Nelle librerie
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