Dopo
il Tour il Giro. Tutto sommato un classico. Lo ha fatto anche Armstrong.
Solo che Andrea Satta dovrebbe avere più sintonia con Louis
Armstrong che con Lance Armstrong. Sintonia di musicisti. Ma il
ciclismo è una passione che divora e che consuma e così
eccoci qua, sbarcati in piena epoca di "Riciclisti" che
è sia un libro, scritto da Andrea Satta in solitudine, sia
un disco di quattro brani che coinvolge tutti i Tetes de Bois, e
infine e soprattutto uno spettacolo dal vivo che, oltre ai Tetes
porterà in scena Sergio Staino, Moni Ovadia e tanti altri.
Insomma
Andrea, l'ultima volta che ci siamo sentiti era al Tour de France,
ora al Giro d'Italia. Non è che hai cambiato professione?
A furia di fare il "riciclista" sei finito a fare il
ciclista?
"No, però questa volta la spedizione è più
consistente, perché prevede anche Sergio Staino e noi viaggiamo
attraverso l'Italia appresso alla corsa e con la scusa della corsa.
Attraverso la bicicletta per fare uno sguardo all'Italia, un viaggio
in Italia".
Ho appena finito di leggere il tuo libro. Bello. Come
riesci a trasformarlo in spettacolo teatrale? Come va in scena?
"Va in scena con racconti, canzoni, passaggi poetici e disegni
in diretta. Sia quelli di Sergio Staino, sia quelli di Licio Esposito
che è il disegnatore su sabbia di cui si parla nel libro.
Diventa alla fine una cosa che non so definire esattamente che
genere sia, ma che comunque è un qualcosa che ti porta
dentro la velocità della bicicletta. La parte magica della
bicicletta. Quella cosa che ti fa assaporare il gusto e che non
te lo fa dimenticare. Vedi una cosa che ti è piaciuta,
ti volti ed è ancora là: una casa, una montagna,
una ragazza, un panorama, un fiume che ha visto e che dopo 30
secondi ci puoi ancora tornare. La bicicletta ti concede l'errore.
Senti,
ma Geo ci sarà nello spettacolo?
Geo sarebbe
bello che ci fosse. C'è una mezza idea di mettercelo...
Ma tu hai un figlio davvero o è completamente inventato?
Ho un figlio
che però si chiama Lao.
Tra
Lao e Geo il passo è breve ... Perché Lao? E' un'abbreviazione?
Sì,
sarebbe Stanislao, ma l'abbiamo chiamato così per poterlo
abbreviare in Lao!
E Geo di cosa è l'abbreviazione? Geroboamo? (Ridiamo)
Geo è un nome che mi piaceva e poi dava anche
l'idea dello sguardo sui monti, sul panorama ...
Ma
c'è qualcosa di tuo figlio in Geo?
Molto. Poi
ci sono i suoi momenti, che puyò essere buffo, intenso.
Insomma è proprio lui.
Il
disco, le canzoni, adesso. Molto belle anche loro. Come sono nate?
Grazie Giorgio,
le canzoni sono nate anche un po' in concerto. Sai come lavoriamo
noi ... "La canzone del ciclista", ti ricorderai, era
in "Pace e male" qualche anno fa. L'abbiamo rifatta,
però già c'era. "Le bal des cols" è
un testo che ci ha scritto Gianni Mura e noi abbiamo scritto la
musica. E' un calambour fatto con i nomi delle salite del Tour.
Ci sono al massimo due verbi reggenti in tutta la canzone!
Divertentissimo per tutti gli appassionati!
Per gli appassionati
di ciclismo sì, per gli altri è un po' un problema
però ... vabbé è molto dedicata! Le altre
due canzoni sono proprio due storie: una dedicata a questo ragazzo
che per un giorno raggiunge la vetta dei suoi sogni: il bacio
della Miss. "io ho vinto, ma chi avrebbe mai pensato di essere
baciato un giorno da una così bella?". Poi da settembre
ogni mese metteremo sui siti dove si scaricano le canzoni, una
nostra versione delle canzoni citate nel libro. Anche quelle conosciute,
come "Il bandito e il campione" ...
Stavo per chiedertelo, mi hai anticipato la domanda ...
Usciranno in rete così uno può farsi una compilation,
mettersela nell'iPod e andare in bici ascoltando le canzoni che
parlano di questo mezzo.
Che bello! Mi hai letto nel pensiero perché stavo
proprio per chiedertelo.
E' proprio
pensato: per marzo prossimo, quando ripigli la bici, ti faccio
un disco e ci pedali sopra.
Ti segnalo che ne manca una però: "Le biciclette
bianche" di Caterina Caselli.
Hai perfettamente
ragione! (ridiamo) Allora faremo così: la incideremo e
la metteremo nell'iPod!
Nuovi lavori dei Tetes de Bois, invece? "I riciclisti"
è più tuo, no?
Come libro
sì, ma come disco e spettacolo ci siamo tutti quanti. Quindi
è già un lavoro di tutti i Tetes de Bois. Diciamo
però che sono maturi i tempi per fare un nuovo disco dei
Tetes.
Eh sì, perché ormai sono già passati
due-tre anni.
A parte "Avanti pop!" ne sono passati di più.
L'ultimo disco solo di canzoni nostre è "Pace e male"
del 2004.
Eh
sì. E' ora!
Lo metteremo in programma.
Lo spettacolo de "I riciclisti" viene anche
a Milano?
Lo facciamo in pre-anteprima assoluta alla Scighera di via Candiani
domenica 17 maggio. La presentazione ufficiale è al Salone
del libro di Torino, ma prima, approfittando del passaggio del
giro da Milano. Siamo a Radio Popolare all'ora di pranzo e poi
andiamo alla Scighera a fare la vera anteprima.
Allora vengo a vedervi alla Scighera! Dimmi un'ultima
cosa su questo Giro d'Italia al contrario che parte dal Nord e
arriva al Sud ...
Lo fanno al contrario e mi dispiace che trascura moltissimo il
sud. Al massimo arriva a Napoli e lascia fuori Puglia, Calabria,
Sardegna e Sicilia. Se questo era il giro del centenario era giusto
che passasse un po' dappertutto. Per farlo finire a Roma che poi
non ce n''era bisogno.
Favorito?
Il favorito è Ivan Basso perché della grande schiera
di stranieri, che quest'anno c'è un parterre de roi mica
da ridere! Forse una partecipazione così al Giro non si
vedeva da anni. Forse mai. I grandi ci sono tutti tranne Alberto
Contador. Però di dico questo. Quanti saranno venuti veramente
per pedalare, per vincere? E quanti invece per rifinire la forma
per il Tour de France?
Ad esempio Amrmstrong ...
Ad esempio
Armstrong, ad esempio Menchov ...