Una Brigata di memoria, di cultura, di utopie,
di speranze, d'informazione, dell'uomo.

 














 
Le BiELLE Interviste
Mauro Pagani: "mi sorge un dubbio. Sarò mica sovraeposto?"
"E' un periodo terribile ma anche meraviglioso"
di Giorgio Maimone


Ascolti collegati


Mauro Pagani
Creuza de ma 2004

Mauro Pagani
Mauro Pagani

Mauro Pagani
Sogno di una notte d'estate

Mauro Pagani
Passa la bellezza

Massimo Ranieri
Oggi e dimane

Enzo Jannacci
L'uomo a metà



Mauro Pagani a tutto tondo in questa lunga intervista: abbiamo iniziato parlando con l'amico di Demetrio Stratos, siamo passati allo scrittore (e futuro scrittore) di romanzi. Ma Pagani è soprattutto musicista. In due ruoli complementari: produttore e autore (o cantautore). Se da un lato la professione ("Questo mio meraviglioso mestiere") è in difficoltà non solo per la pirateria, ma per il dilettantismo che impera, lasciando tutti "schiavi dei propri difetti", perché a prodursi da soli manca il confronto con chi questo mestiere lo fa da tempo e saprebbe darti consigli utili, dall'altro per un cantautore è un periodo "terribile, ma anche meraviglioso", perché si è forzatamente svincolati dalla tirannia delle vendite. Intanto però "Domani 21.04.2009" degli Artisti uniti per l'Abruzzo (la canzone è di Mauro Pagani) ha venduto quasi mille copie tra fisiche e download. Sovraesposizione?

"Se va avanti così ci troveremo in queste case di riposo per musicisti dove il pomeriggio ci faranno fare il sound check. Anche se non serve a niente. “Alzami la chitarra che non sento”. “Per forza, sei sordo!” (ridiamo). E’ tristissimo a pensarci, ma stiamo andando verso la fine del nostro mestiere. Perché poi c’è questa ipocrisia per cui c’è la non-difesa del copyright in nome della grande libertà della rete.

C’è un equivoco terribile! Anche il partito dei pirati svedesi! Tutto quello che vogliono fare – c’è il loro manifesto adesso in giro – è poter scaricare per il libero accesso alla cultura. Ma non è libero accesso alla cultura! Voglio dare un senso alla mia vita, accedendo a cose che altri hanno fatto, su cui gli altri dovrebbero campare, ma non campano, ma a me non me ne frega un cazzo. Allora se finisce il copyright va bene anche a me. Voglio costruire automobili e chiamarle Mercedes! Se è fine è fine per tutti. Non è che noi siamo gli unici!

Intanto diventano ricchi i produttori di iPod. Guardiamoci in faccia, se uno vende una macchina da 200 euro dove ci stanno dodicimila canzoni e secondo voi Steve Job pensa che un ragazzo spende 12 mila dollari per riempirla? Ma come? Facciamo ricchi i venditori di computer e di schede audio, i produttori di software. E neanche loro perché i produttori di computer hanno fatto sì che i software siano facilmente crackabili in modo da rendere il mondo computer-dipendente. Rendiamo ricchi i provider! Nessuno rompe il cazzo ai provider. E’ vero che ognuno è tracciabile? Quindi non è come le cassette alla bancarella! Allora togliamo l’accesso ai provider che ti permettono di commettere un reato. Se tu attraverso un provider puoi delinquere e il provider ci guadagna sopra, allora quel provider lì va chiuso.

La cosa che mi atterrisce è che anche persone ragionevoli se parli di internet non ragionano più! E’ stato come “c’è stato il disastro, niente esiste più, ma internet dà un senso alla mia vita e quindi si fottano tutti”. E’ un ragionamento che sento fare anche a persone adulte e intelligenti. Va bene, tanto io il mio lavoro l’ho fatto. Posso fare il libertario anch’io. Però sottraendo risorse sempre crescenti alla musica stanno chiudendo gli studi. E allora? Condanniamo tutti a queste specie di aurea mediocritas? Tutti dilettanti a casa con la scheda audio a fare i dischi da soli, ad autoprodursi, schiavi dei propri difetti? Non può essere così! Quindi bisognerebbe essere un po’ meno ipocriti ed affrontare veramente il problema.

E’ come la questione dei tag. Tutte le città sono invase. Sarà mica arte quella! Firmo ergo sum? La sindrome della mosca: vedo uno spazio bianco, ci devo fare la cacca sopra! Poi c’è questa nobilità del tipo: firmano ed affermano la propria esistenza, perché la società li esclude …” Ma invece di rovinare tutto vadano a mettere sulla faccia di quelli che li escludono. Pigliatela col nemico vero, non con casa mia! Andare a mettere la firma sulla faccia di chi li esclude però ci vuole coraggio. Coraggio zero! Di notte come le mosche a fare la firmettina … E’ patetico, fa ridere! Però se dici queste cose sei un reazionario …"

Il che ti fa girare le palle due volte! Senti invece per quanto riguarda la musica? Finché sopravvive, almeno. Cosa hai intenzione di fare? Perché siamo fermi a “Creuza de ma 2004” e prima ancora a “Domani”.

Per la musica, sai che io ci devo pensare bene. E’ indubbio che entro l’anno faccia un disco. Il mio obiettivo è uscire a gennaio. Ma la tentazione è che in un momento di sovraesposizione come questo la cosa migliore sarebbe fare un bel “Best of” con dentro un paio di inediti, trainato dal libro. Ottobre esci col “Best of” e all’inizio dell’anno nuovo con il nuovo disco. Però c’è qualcosa del vecchio hippy che è in me che si ribella a tutto questo (ridiamo). Anche se per me fare il “Best of” vorrebbe dire molto lavoro, perché vorrebbe dire rimettere a posto gli armadi, quindi ricantare le cose che vanno ricantate, rimirare quelle che vanno rimixate, mettere a posto il mio materiale.

Che peraltro in buona parte è introvabile! Il “Sogno di mezz’estate” ad esempio è un po’ che non esce”.

Il film si trova! E lì ci sono due o tre cose belle fatte assieme a Connie Plank. Ci sono tre pezzi della Nannini …

… che faceva la Regina della notte.

Titania! Per cui da un lato sono combattuto. Da un lato il “Best of”, dall’altro il disco nuovo … e temo che andrà a finire che li faccio tutti e due, perché sono scemo! Però comunque anche sul disco nuovo sinceramente … Siamo in un periodo terribile, ma anche meraviglioso, perché tanto non si vende più. Quindi si può fare quel cazzo che vuoi!

Il flop è nella logica delle cose.

Non c’è niente di più triste che mettersi rossetto e calze a rete, mettersi sulla circonvallazione e nessuno ti raccatta. Ci metti la faccia e non tiri su neanche i soldi. C’è qualcosa di profondamente sbagliato. Quindi sono tentato da molte cose. Da un lato mi piacerebbe mettere su una band di scappati di casa e fare qualcosa di taglio internazionale con qualche voce madre lingua inglese. Provare a fare un progetto forte. E poi ho anche un’altra tentazione che mi attira, però non sono ancora all’altezza. Che è quella terza via che sta a cavallo tra il modo di pensare classico e quello jazzistico: una via molto interessante di sviluppo della musica che è dove nascerà la vera musica del secolo prossimo. Un sentiero interessante perché torna a prescindere dalla forma canzone che un po’ di ha rotto il cazzo. Torna a partire dalle radici colte. Fa ripartire in fondo quello che era il sogno progressive facendo a meno della fuffa. Però non sono ancora all’altezza. Devo essere un po’ onesto con me stesso, ricordarmi di quello che dice Sonny …

In effetti ti tiri dei fendenti mica male nel libro! Su come suoni il violino, come ti arrabatti anziché studiare …

Eh beh, se devo costruirmi un alter ego deve essere credibile, sennò è finita! Se mi metto un incensatore col turibolo è drammatico! (ridiamo)

E progetti di produzione? Il disco di Badara Saek che fine ha fatto?

Esce a ottobre e lo presentiamo al Tenco …

Assieme al “Best of” quindi?

Eh, il “Best of” … beh, potrebbe essere. Adesso sai, siamo a luglio. Ad agosto ho la Notte della Taranta e il Festival di Siena, Città aromatica. Per essere pronto a fine ottobre c’è da correre! Dovrei mettermi adesso. Anche se in teorica avrebbe senso. Da un altro lato ho una sgradevole sensazione, mi sento un po’ sovraesposto. Per la prima volta in vita mia ho un ufficio stampa che funziona, che è Mara Vitali e quindi tra libro, Abruzzo, festival sono sui giornali un giorno sì e un giorno no. Molto esposto. C’è qualcosa che mi spaventa.

“Domani” per l’Abruzzo è al primo posto assoluto nei download “legali”!

La classifica dei singoli non c’è più. Però siamo a 350 mila copie di venduto fisico. Di download abbiamo mezzo milione di pezzi!

La musica è tua, vero?

Sì, la musica è mia, le edizioni sono mie e io do tutto per l’Abruzzo. Edizioni e musica. Tra l’altro sto combattendo per trovare il modo legale per farlo.

Perché non si può?

In teoria la proprietà intellettuale di un pezzo non è cedibile. Contemporaneamente tu non puoi devolvere in beneficenza più del 2% del tuo reddito. Mi capisci a ‘mme? Io adesso ho una società editoriale che incasserà soldi, li devo devolvere …

… ma non puoi?

Ma non posso se non pagandoci le tasse sopra. Io adesso sto contattando il ministero per cercare una via di uscita. Ci siamo esposti pubblicamente, ma se mi caricate le tasse su questa cosa sappiate che io lo denuncio e voi ci fate una gran brutta figura. Per cui bisognerà trovare un sistema. Ho il sospetto che per la prima volta ci sarà una legge su misura per me: il Lodo Pagani!

350 mila copie? Ci sono ancora disco d’oro, di platino, eccetera?

Non si fanno più. Ci dovrebbero dare il disco di ghisa! Comunque quella roba lì vale … siccome su 5 euro rimangono 3 euro … vale un milione di euro. Più la Siae, i download eccetera ci avviamo verso il milione e mezzo di euro (al 16 giugno 2009 - NdR). Non è poco! E poi tra l’altro si è tirata dietro i due concerti. Un’iniziativa che ha funzionato e tra l’altro lo posso dire liberamente perché non è un’idea mia, sono stato coinvolto da Jovanotti e Giuliano Sangiorgi. Infatti inizialmente non doveva essere quel pezzo, poi per fortuna abbiamo individuato “Domani” che aveva il grosso vantaggio di esserci già. Avessimo dovuto scrivere un pezzo nuovo saremmo ancora lì adesso. C’era, è piaciuto, facciamo …”

Certo che è un bel periodo di esposizione.

Per cui sono un po’ spaventato a uscire subito col disco …

Però poi uno dice “se non ora quando?”

Esatto.

Poi non l’hai mai fatto un “Best of” ed hai una discografia che a ricostruirla si fa fatica.

E poi potrei mettere anche i due dischi che ho fatto con Ranieri. Non canto io, ma le canzoni le ho arrangiate io.

Hai fatto anche Jannacci e Vecchioni.

In fondo ho suonato anche il violino in un pezzo di Vasco! Ma non credo che abbia senso fare un disco così: da Festivalbar.

(Fine) (Torna alla seconda parte) (Torna alla prima parte)


Sul web
Sito ufficiale
Intervista effettuata il 16-06-2009
HOME