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BiELLE Eventi
Club Tenco 2009
Il Tenco che vorrei
di Lucia Carenini

song drink
Se possiamo dire senza ombra di smentita, prendendo a prestito ancora una volta le parole di De André, che il Club Tenco è "il migliore che abbiamo" e se capiamo perfettamente che i giorni sono solo tre, il palco uno soltanto e che non si può invitare tutti, ci sono purtuttavia alcuni artisti che la Rassegna sistematicamente ignora. Facciamo due nomi tra tutti: tra gli storici, Claudio Lolli, tra le nuove leve, i Sulutumana.

Siamo riconoscenti al Club per il lavoro che continua a svolgere e ci rendiamo conto di quanto sia pesante organizzare una rassegna di questa portata, stretti tra l'incudine del voler portare sul palco un certo tipo di canzone, per lo più lontana dalle logiche di mercato e il martello della necessità di dover comunque riempire un teatro, pena il rischio di non averlo più a disposizione l'anno successivo. Tutti noi ci troviamo a fare i conti conti con il quotidiano, un quotidiano che ci impone la ricerca di un difficile equilibrio tra l'idea e la realtà. Però...

Però all'interno di un lavoro spinto dalla passione, che sono sicura non è mai venuta a mancare, rimane l'amaro di alcune scelte. O non scelte. Io non storco il naso davanti alla presenza di artisti come Massimo Ranieri (splendido interprete e personaggio carismatico) o Simone Cristicchi (uno che davvero ha qualcosa da dire e che ha scelto di condividere la sua notorietà con persone e progetti in cui crede) sul palco del Tenco. Hanno vinto il festivalone? E allora? Qualche volta si riescono a coniugare qualità e successo (vogliamo parlare ancora una volta di Fabrizio De André?).

Non storco il naso neanche davanti ai Baustelle (costruiti a tavolino finche si vuole, ma vivaddio uno dei fenomeni degli ultimi anni che perlomeno fanno discutere) o a Morgan, che prima di essere un personaggio televisivo è un ottimo musicista. Forse non ha ancora capito cosa vuol fare da grande, sicuramente non è un barricadero e le lusinghe del successo lo attizzano non poco, ma se lui riesce a dirottare l'interesse di un po' più di persone verso il mondo della canzone di qualità, ben venga.

Io non una di quelli che vorrebbero la canzone d'autore come fenomeno di supernicchia sul quale da una parte autocompiacersi di essere in pochi a capirla, mentre dall'altra si disprezza il popolino che non ci arriva; sono invece convinta che la canzone di un certo tipo sia cultura, e che più la cultura di diffonde, più la gente è portata a pensare con la propria testa e non con quella degli imbonitori da luna park. Sostengo d'altra parte la politica dell'avere qualcosa da dire contro quella del voler apparire, ma non è questo il al punto dolente. Quello che manca al Tenco dei miei sogni, non è tanto il peso di qualche prezenza che forse non condivido appieno, ma quello, molto più importante, di alcune assenze.

Ci sono alcune assenze che rimangono inspiegabili. Una su tutte, quella di Claudio Lolli. E non mi metto nemmeno a spiegare perché Claudio dovrebbe salire su quel palco, tanto è madornale la cosa. Ma non è il solo. I Sulutumana, una delle realtà più interessanti del panorama musicale, seppur vincitori della Targa Imaie, premio che hanno coltivato con impegno realizzando tre dischi e un paio di spettacoli di ottimo livello, continuano ad essere snobbati. Isa, raffinata cantautrice, una delle poche donne che scrivono dei testi con le palle, mai invitata, nemmeno di striscio. Lo stesso Max Manfredi, vincitore della Targa al miglior disco 2009, era stato bellamente ignorato fino allo scorso anno, lasciando passare sotto silenzio un piccolo capolavoro come L'intagliatore di santi e Gianmaria Testa

C'è poi tutta una serie di cantautori "dimenticati". Alcuni hanno sicuramente qualcosa da dire, altri almeno da testimoniare. Mi vengono in mente nomi come Fausto Amodei, Gianni Siviero, Giorgio Laneve, Claudio Rocchi, Gianpiero Alloisio, Enzo Maolucci, Giangilberto Monti. Ce ne sono certamente altri. Non per voler essere nostalgici ad ogni costo, ma perché la memoria è importante. E perché nella memoria ci sono i germi del futuro.


11-11-2008  
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