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fatturato digitale nel 2008 è salito del 25%
Il
fatturato della musica digitale a livello internazionale
nel 2008 è salito del 25%, arrivando a 3,7 miliardi
di dollari. Le piattaforme digitali rappresentano ormai
il 20% del mercato della musica, in crescita dal 15%
del 2007. La crescita continua delle vendite digitali
ha consentito di limitare i danni del declino del mercato
della musica registrata. È quanto si legge sul
Digital Music Report 2009 diffuso la scorsa settimana
dalla Federazione Industriale Musica Italiana (Fimi).
Il download dei singoli file è cresciuto del
24% nel 2008, arrivando a 1,4 miliardi di unità,
ma sono cresciuti in modo più vistoso gli album
digitali (+37%). Il singolo più venduto nel 2006
è stato “Lollipop” di Lil Wayne.
Più ombre che luci per l’Italia dove la
crescita del consumo digitale non ha compensato il calo
del mercato tradizionale. Il fatturato totale del comparto
musicale italiano (cd, dvd e digitale), secondo i dati
certificati da Deloitte è stato di 178 milioni
di euro nel 2008 contro i 224 nel 2007 (-21%). Spetta
a Jovanotti il record del singolo più scaricato
del 2008: “A te”, seguito da Giusy Ferreri
con "Non ti scordar mai di me", da Rihanna
con "Umbrella", i Coldplay con "Viva
la vida" e Madonna con "Give it 2 me".
Per trovare un altro italiano dobbiamo scendere fino
al nono posto dove c'è Tiziano Ferro con "Alla
mia età" e decimo Vasco Rossi con "Il
mondo che vorrei".
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In
Italia il digitale non decolla: troppa pirateria, poca
banda larga
Il calo del mercato italiano è quindi proseguito
anche nel 2008, proseguendo nel trend instauratosi negli
ultimi otto anni e tornando, a parametri costanti, ai
livelli del 1989. Nel 2008 il mercato dei cd da solo
ha fatturato 156,2 milioni di euro contro 197,6 del
2007 (-21%), mentre le vendite sul canale digitale sono
salite del 4%, passando da un fatturato di 15,2 a 15,7
milioni di euro. Il compact disc rappresenta ancora
il 90% delle vendite di musica in Italia. Sul digitale
ha contribuito la forte crescita del download da internet
(+37%), mentre la musica su telefonia conferma il trend
discendente, perdendo il 35%. In particolare sono saliti
gli album online (+43%) rispetto alle singole canzoni
(+31%). In espansione i ricavi per l’industria
discografica dei nuovi protagonisti della rete, i social
network, in particolare il video-sharing da You Tube
che ha fatturato oltre 1,5 milioni di euro, con una
crescita del 65% rispetto al 2007. Tra i dati strutturali
che impediscono il decollo del mercato digitale italiano
c’è in primo luogo la pirateria che, secondo
le stime della Fpm (federazione contro la pirateria
musicale), elaborate confrontando dati di diverse fonti,
il 23% degli utilizzatori della rete scaricano musica
illegalmente col il peer-to-peer. Inoltre restano drammatici
i ritardi sulla diffusione della banda larga e di internet:
secondo i dati Istat l’Italia è quart’ultima
in Europa per numero di pc installati in famiglia con
una penetrazione del 42% rispetto a una media Ue del
60%. Sulla banda larga va ancora peggio: siamo ventesimi
con un tasso di penetrazione del 31% rispetto alla media
Ue del 48%. Infine, ultimo dato negativo, resta bassa
la percentuale di chi effettua acquisti online: solo
un quarto degli internauti contro i 2/3 in Inghilterra,
mentre il totale della spesa ammonta a 900 euro in media,
il 15/20% in meno che in Francia o in Germania.
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Gli
Stati Uniti leader nel mondo con oltre il 50% delle vendite
internazionali
Nel
resto del mondo la situazione è ben diversa: gli
Stati Uniti sono leader mondiali nelle vendite digitali
e rappresentano circa il 50% delle vendite a livello internazionale.
I singoli download hanno superato il miliardo di valore
per la prima volta nel 2008, totalizzato 1,1 miliardi
(+27%). Gli album digitali sono arrivati a quota 66 milioni
con un incremento del 32% secondo i dati Nielsen Soundscan
e rappresentano ora il 15% del mercato contro il 10% di
un anno prima. L’Atlantic Records è stata
la prima società di rilievo a riportare che la
maggior parte del proprio fatturato sta derivando dai
canali digitali. Il digitale negli Usa ha rappresentato
il 39% del mercato della musica registrata nella prima
metà del 2008. A livello di spesa online gli americani
consumano in media 12,5 dollari in musica contro i 7,8
dollari della Gran Bretagna e gli 0,6 dollari della Spagna.
Il Giappone è invece leader nella musica mobile:
140 milioni di singoli sul telefonino sono stati venduti
nel 2008, con una crescita del 26% sull’anno precedente.
La Gran Bretagna ha visto il maggior incremento percentuale
delle vendite tra tutti i mercati top sul digitale nel
2008 (+45%). In totale il 2008 per il business della musica
digitale ha segnato il sesto anno di espansione, mentre
la domanda di musica complessiva sta crescendo a sua volta.
Secondo una ricerca della Npd Group negli Usa il totale
della musica consumata (legale e no) è cresciuto
di 1/3 tra il 2003 e il 2007 e nel 2008 (dati Nielsen
Soundscan) le vendite totali di musica hanno raggiunto
i massimi livelli di sempre con un totale di fatturato
per tutti i formati di 1,5 miliardi di dollari e una crescita
del 10,5%. “La musica non è mai stata così
importante per i consumatori di quanto lo sia oggi –
ha detto Thomas Hesse, presidente Global Digital Business
della Sony – quello che noi facciamo come etichette
discografiche è di individuare tutte le strade
per andare incontro a questo interesse”. “Il
nostro ruolo – ha aggiunto Elio Leoni Sceti, chief
executive di Emi Music – non è più
quello di mettere dischi sugli scaffali, ma di raggiungere
i consumatori ovunque si trovino”. |