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Riccardo Tesi
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Sponda sud |

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A sud! A sud! |
Musicisti:
Umberto Sangiovanni (pianoforte e fisarmonica)
Rossella Riuni (voce e cori)
Simone Salza (sax soprano e clarinetto)
Marco Siniscalco (contrabbasso e basso)
Massimo D'Agostino (batteria e percussioni)
Pericle Odierna (ciaramella)
Peppe Barra (voce recitante in Don Nicola)
Ciccio Merolla (percussioni in Calasole)
Tutti i brani sono scritti e arrangiati
da Umberto Sangiovanni
Direzione artistica:
Umberto Sangiovanni e Mauro Buttinelli
Registrato e mixato presso lo studio
La Controra, Roma e Blue Studio, Roma
Progetto grafico: Veronica Faracco
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Tracklist
01.
Incantami
02. Craje
03. Calasole
04. Maddalena
05. Annammurari
06. Solo a Curnite
07. Don Nicola si diverte
08. Sole rosso
09. La meddica
10. Vine a curnite
11. La calandreddda
12. Peppì
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Lo stile
di Umberto Sangiovanni è facilmente riconoscibile: ibridazione
di schemi e strutture jazz con canti della musica popolare, affidati
a una magnifica voce femminile (Rossella Ruini). "Calasole"
in questo non si differenzia dal precedente (e bellissimo) "Controra".
Anche in questo caso la musica si insinua leggera, sembra non prendere
la predominanza, finché non ti trovi affatuato e colpito
da una melodia che è già passata. Quello è
il momento per riascoltarla. Perché oltre alla magia questo
disco si porta dietro contenuti.
"Calasole" è
coprodotto da Casa Di Vittorio e al grande sindacalista a bracciante
di Cerignola è dedicato, dal suo conterraneo Sangiovanni
che per farlo si è appoggiato a molti documenti scritti,
a poesie, a canti della tradizione e al suo estro compositivo
ed esecutivo. E partendo dalla tradizione, dal ricordo di Di Vittorio
il pensiero si è spostato facilmente ai braccianti attuali,
sia locali, sia (ormai soprattutto) emigranti.
Pochi strumenti conducono la danza: piano, fisarmonica, sax, clarinetto
e la base ritmica, ma la suggestione è palpabile e, per
qualche strano motivo, musica e canto, per quanto tradizionali,
assumono parte di quelle spezie d'Africa che bastano a dare una
connotazione più ampia e un respiro mediterraneo al discorso.
Che avrebbe potuto anche essere affrontato solo su base storica,
ma che così si fa decisamente più incisivo e porta
avanti la lezione di Di Vittorio, grande "capo" della
Cgil, nato sul finire dell''800 e morto nel 1957.
Tra i vari brani "Craje"
ha un testo ispirato alla poesia di Michele Sacco, bracciante
di Cerignola: "In questi campi / che lavoro e canto / inq
uesti campi / che lavoro e canto / la mia gola è sempre
secca / Il soprastante non mi permette di bere / e mi tratta come
uno schiavo" (tradotto dal pugliese). I testi di "Calasole",
"Maddalena", "Sole
Rosso" e "Vin'a Curnite"
sono tratti dal libro "La memoria che resta -. Vita quotidiana,
mito e storia dei braccianti nel Tavoliere delle Puglie"
di G. Rinaldi e P.Sobrero (Aramiré, Lecce, 2004). "Don
Nicola si diverte - La risata", recitata da
Peppe Barra ha il testo i Matteo Salvatore, Otello Profazio e
A. Fascetti. E una frase di Di Vittorio apre il libretto, fornendo
una sorta di chiave di lettura dell'opera: "... voi mi
comprenderete e mi perdonerete se io sento il bisogno di proclamare
qui un attaccamento particolare, fisico direi, con i braccianti
di Cerignola e della Puglia, con i "cafoni" ai quali
mi onoro di appartenere e apparterrò per tutta la vita"
E così, cafoni a nostra volta, braccianti di musica, ci
onoriamo di apprezzare le musiche di Sangiovanni quando canta
e fa cantare "Ardimi sole e accarezzami vento"
o, meglio, "Gardame sol'e strusceme viento"
("Sole rosso") oppure "Canta
l'allodola / canta e canta / sopra le spine fa i versi dei canti
d'amore / chiama il miettore / chiamali tutti / che è venuta
l'ora". ("La calandredda")
o ancora: "Chi vuole lavorare venga a Curnite (il
nome di una masseria - NdR) / C'è l'aria buona e non
ci si ammala mai / ... / Il proprietario però è
un problema / vuole che lavoriamo molto ma vuole spendere poco
/ Il posto è bello / ma molti da qui scappano"
("Vin'a Curnite")
E poi ci sono due grandi canzoni: "Incantami"
(testo di Sangiovanni, De Vivo, Santoro e musica di Sangiovanni)
che introduce l'album: "Tagli di ombre nel cielo / passi
rubati / e folli amori / Echi di suoni e parole / luci dal mare
/ e poi il colore / Strade percorse sottovento / correndo contro
il tempo / di una eternità". Poesia e musica
per incantare, leggerezza e brividi. E "Calasole",
intesa come canzone, che si avvita su un testo sciamanico sul
calare del sole ("e rispondeva un'altra donna / dove
tramonterà") e sulle note arabeggianti del clarino
che accompagnano il canto "Mokì mokkà /
kala sole ke mò se ne va" (mokì mokkà
(è un intercalare) / cala il sole che ora se ne va). Canzoni
che non possono passare inosservate.
L'unico brano interamente strumentale, "Peppì"
(Di Vittorio) è, come in "Controra",
a fine disco. Ed è un'altra piccola perla cavata dal cilindro
di Umberto Sangiovanni. "Calasole"
è un album di colori vivi, ma pomeridiani, quasi che punti
verso il finire della giornata di lavoro. Quel blu di Prussia
del cielo, il bianco bruciato della case, il verde faticoso dei
campi, il grigio della terra e il rosso incongruo di un divano
che appare, imprevisto nella foto di copertina (di Giovanni Rinaldi).
Sono gli elementi visuali che incarnano le storie disincarnate
nella musica della Daunia Orchestra e di Umberto Sangiovanni.
Umberto
Sangiovanni & Daunia Orchestra
"Calasole"
RaiTrade
- 2008
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