
Ascolti collegati

Fiorella Mannoia
Onda tropicale |

Fiorella
Mannoia
Concerti |

Mannoia, De Gregori, Ron, Pino Daniele
In tour |

Fiorella Mannoia
Fragile |

Ivano Fossati
L'arcangelo |

Ivano
Fossati
Ho sognato una strada |
Musicisti:
Testi e musica: Luciano Ligabue, Ivano Fossat, Franco Battiato/Manlio
Sgalambro,Piero Fabrizi, Jovanotti, Tiziano Ferro, Bungaro/Romanelli,
Pino Daniele
Prodotto e arrangiato da Piero Fabrizi
|
|
Tracklist
01
- Io posso dire la mia sugli uomini (Luciano Ligabue)
02 - La bella strada (Ivano Fossati)
03 - Il movimento del dare (F.Battiato/M.Sgalambro)
04 - Primavera (Piero Fabrizi)
05 - Il Re di chi ama troppo (T. Ferro)
06 - Fino a che non finisce (Bungaro/P.Romanelli)
07 - Io cosa farò (Jovanotti)
08 - Cuore di pace (Piero Fabrizi)
09 - Capelli rossi (Pino Daniele)
10 - Il sogno di Alì (Piero Fabrizi)

|
|
Mancava da qualche anno un disco nuovo di Fiorella Mannoia. Il
doppio Concerti, dal vivo, con la riproposizione dei suoi successi,
risale al 2004, poi c’era stato Onda Tropicale nel 2006,
ma era un disco di cover di canzoni brasiliane. Insomma per trovare
uyn vero album di inediti di Fiorella bisogna risalire a sette
anni fa, quando uscì Fragile, peraltro una delle prove
più fragili della sua discografia.
Adesso il grande ritorno: Fiorella Mannoia ha radunato attorno a
sé una bella squadra di cantautori e il risultato è
"Il movimento del dare". Impressionante
il parterre de roi sciorinato nel disco: si parte con Ligabue, che
per Fiorella ha scritto "Io posso dire la mia sugli
uomini", brano di apertura, dalle atmosfere ariose
e adatto ai mezzi vocali della cantante. Poi Ivano Fossati ha donato
"La bella strada", brano che
però è scritto chiaramente al maschile, Pino Daniele
"Capelli rossi", Jovanotti "Io
cosa farò", mentre Franco Battiato ("Il
movimento del dare") e Tiziano Ferro ("Il
Re di chi ama troppo") hanno partecipato alla
registrazione dei brani da loro offerti a Fiorella.
Per il resto sono 10 canzoni di sana e robusta costituzione, curate
da Piero Fabrizi, che non sarà un cantautore, come dice
lui, ma vi ci si avvicina molto e che firma tre brani e di Bungaro
che ne firma uno "Fino a che non finisce".
Il risultato finale è più che confortante. Forse
saranno anche finiti i tempi in cui Fiorella veniva considerata
"Nostra signora dei cantautori", ma la mole di interesse
che riesce a smuovere è sempre molto alta e, visto gli
incerti delle ultime prove si può dire con franchezza che
qui ci siamo e che la signora ha ritrovato buona parte del suo
smalto.
Anche perché i brani non sono affatto male. Si parte col
brano acustico scritto da Ligabue: "Io posso
dire la mia sugli uomini", una bella armonia
di chitarra, una strofa ammaliante e un inciso che sembra avere
un suo senso. E, soprattutto, è una canzone che è
stata scritta pensando a un'interprete femminile. Oddio devo ammettere
che pensare al rude Ligabue come inteprete della sensibilità
femminile qualche piccola perplessità me la lascia, ma
tra un testo non banale e un'intepretazione sentita da parte di
Fiorella il brano lievita, graffia e lascia il segno. Non a caso
è stato scelto come singolo e ad accompagnarlo c'è
un bel video (regia di Luigi Cecinelli), con Fiorella e tre amiche
in enoteca, impegnate in un brindisi con vino bianco e nel ripercorrere
le loro storia con gli uomini. Un po' Sex in the city, un po'
Woody Allen.
"E
posso dire la mia sugli uomini / qualcuno l’ho conosciuto
/ qualcuno mi è solo sembrato / qualcuno l’ho proprio
sbagliato / e qualcuno lo sbaglierò / ma posso dire la
mia sugli uomini / davanti a una tazza di latte / con una coperta
di troppo / appena finisce la notte / qualcosa mi inventerò"
("Io posso dire la mia sugli uomini").
Se poi vogliamo giocare il gioco del più e del meno, molto
bella resta "Capelli rossi"di
Pino Daniele: "Sarò come mi vuoi / con gli anni
nei capelli / così rossi come il tramonto / così
forti come il primo giorno". Interessante resta "Io
così farò" di Jovanotti, anche
perché così fuori dai percorsi tradizionali di Fiorella,
sia nei testi che nella ritmica: "La pelle sarà
palla nel cortile / il piombo sarà un colpo di fucile /
io cosa sarò / sarò un sorriso sulla bocca tua /
la tua disperazione e l'allegria".
Ma a sorpresa sono belle anche due canzoni di Piero Fabrizi: "Cuore
di pace", costruito su una base mollemente
reggae e così mannoiano da sembrarl cucito addosso: "Cuore
distante / stella polare del mio
vivere viaggiante / mia indispensabile fortuna mia costante /
mio ritornare /Mai mai / tu non dimenticarmi mai". E
"Il sogno di Alì" che
è poco più che un frammento di canzone che chiude
il disco, ma che oltre a un messaggio positivo ha una costruzione
musicale intrigante e affatto banale: "Dormi angelo vero
/ tra la nebbia e il muro / linea rossa linea della vita / mai
più lacrime e sangue tra le dita". Due minuti
di canto angelicato e a seguire una lunga coda strumentale e per
coro che porta il totale quasi a cinque minuti.
Tutto sommato anche la poppettara "Il Re di chi
ama troppo" di Tiziano Ferro fa la sua figura.
basta non pretendere di raddrizzare le zampe ai cani. Pop è
e pop resta. I tentativo di sdoganare nell'ambito della musica d'autore
Tiziano Ferro mi lasciano meno che freddo, ma il brano ha una sua
forza accattivante. Di quelli che ptorebbero fare un ottimo risultato
a Sanremo.
Sul versante freddino restano la title track, più pretenziosità
che sostanza, nonostante il tema di fondo progressista (aprirsi,
darsi, non tagliare fuori gli altri, le altre culture), con un'impostazione
visibilmente affine alle filosofie orientali e un gradevole ma
incongruo finale con chitarra slide. Poi "La
bella strada" di Fossati, un brano più
di mestiere che di ispirazione. Il brano di Bungaro: "Fino
a che non finisce", troppo fragile e la "Primavera"
di Piero Fabrizi chesembra un auto-cover, tanto suona stereotipata.
Non impazziamo ma ce lo godiamo, con più della metà
dei brani molto piacevoli e gli altri comunque tollerabili e ben
resi da una Fiorella in forma. Piccola curiosità: "Capelli
rossi", il brano di Jovanotti e quello di Tiziano
Ferro non sono nuovi. La canzone di Pino Daniele ha soggiornato
presso Fiorella per sette anni e anche le altre due per almeno un
paio di stagioni. A maturare sotto la paglia. Ad affinarsi in barrique.
Fiorella Mannoia
"Il movimento del dare"
Sony Bmg - 2008
Nei negozi di dischi
|