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Musicisti:
Daniele Pelizzari: voce, chitarra
Alessandro Aramu: basso
Andrea Sicurella: chitarre e clarinetto
Paolo Rigotto: batteria
Bati Bertolio: fisarmonica
Testi e musiche di Daniele Pelizzari
hanno prestato il loro talento
Antonio Marangolo
Furio Di Castri
Marco Spiccio
Roberto "Freak" Antoni
Luis Casih
Marco Perona
Massimo Rosada
Elena Mammone
Gianni Neirotti
Gabriele Facciotti
Massimo Lupotti
Guido Rosso
Gipo Di Napoli
BANDAKADABRA
produzione artistica: Daniele Lucca
produzione esecutiva: Daniele Lucca e Roberto
Benedetti
registrato e mixato da: Devis Longo al Fabrique
Musique di Rivoli
masterizzato da: Giovanni Versari al Nautilus
di Milano
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Tracklist
01. La Parola
che consola
02. Stile
03. Et voila! Monsieur
Hulot
04. Trés Bon
05. Pollo
06. Mi Ma
07. Cani
08. Ninna Oh
09. Orbito
10. Parliamo tutti di
11. Abbiam vestito Sarah
12. Chakra della Lùmasa
13. Dietro ogni parola
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Un disco
o un acquarello? Lo ascolto e lo riascolto, mi ritrovo a canticchiarlo
e più lo ascolto – o lo canticchio – più
mi vengono in mente i quadri di Folon, i suoi colori. “La
parola che consola”, esordio ufficiale su disco di Banda Elastica
Pellizza è così, ironico ed etereo. Come nei quadri
di Folon i temi sono molteplici, ma il filo che lega tutto, che
apre e che chiude il lavoro, è sicuramente quello del potere
taumaturgico della parola. Come dice molto esplicitamente il titolo.
Le canzoni
non sono storie “tradizionali”, la lirica prevale
sull’epica, così nascono suggestioni, pennellate
minimaliste – a tratti delicate, a tratti ironiche, a tratti
estremamente graffianti, sempre eleganti. Si parla di piccole
e di grandi cose guardandosi dentro e guardando fuori e collezionando
flash di piccole storie. Ci sono scene quotidiane minuscole come
una ninnananna o un pranzo con una persona a dieta e ci sono riferimenti
a personaggi immaginari, ma non manca la percezione ben chiara
di certe magagne della nostra società. Il tutto è
comunque raccontato con un linguaggio ironico e lieve, utilizzando
parole scelte con cura, badando al loro suono oltre che al loro
senso. Così si passa senza soluzione di continuità
dall’italiano al francese – vero o inventato allo
spagnolo al piemontese al pugliese.
Il tappeto musicale è molto curato, la voce di Daniele
Pelizzari è calda e avvolgente e le atmosfere
sono perfettamente adatte a quel che si sta cantando. Conquista
subito la La parola che consola –
ottima la scelta di utilizzarla in apertura. La più tagliente
Stile, azzeccata critica alla società
della dea apparenza lascia il passo alla delicatezza aerea di
Et Voilà! Monsieur Hulot, il
brano più surreale ed etereo del lavoro, chiaro omaggio
al personaggio di Jacques Tati.
E via di seguito, in un'alternanza di ritmi troviamo la giorgiocontiana
Trés bon, che narra le vicende
di uno sfortunato gourmet a tavola con la fidanzata perennemente
a dieta, la tragicomica Mi ma, la graffiante
Cani e la delicata NinnaOh.
E ancora la stralunata Orbito, che riprende
poeticamente le traversie dell’astronauta Navarro –
personaggio inventato da Mario Marenco per Alto
Gradimento. Da segnalare infine la deliziosa Abbiam
vestito Sarah, dedicata alla festa gitana di Les
Saintes Maries de la Mer e Pollo,
un vero e proprio duetto d’autore in cui Pelizzari divide
il microfono con il leader storico degli Skiantos
Roberto “Freak” Antoni per una riuscita
satira sulla società vista come pollaio, tutta giocata
sul surreale e ripresa nella ghost-track finale.
Che la materia prima fosse di qualità già lo avevamo
capito dal demo “Tutti matti” e dal mini
cd “Goganga”; a Daniele
Lucca, va il merito della di aver preso questa materia e, tagliatore
di diamanti, averla sapientemente curata, tagliata, sfaccettata
per fare in modo che potesse brillare al meglio.
Nel progetto appaiono in veste di ospiti speciali parecchi musicisti
dal calibro “pesante” come lo storico sassofonista
Antonio Marangolo, già musicista ed arrangiatore
di Paolo Conte, Vinicio Capossela e Francesco Guccini. Non sono
da meno le importantissime partecipazione di un altro celebre
jazzista, il maestro del contrabbasso Furio Di Castri
o del “medico-pianista” genovese Marco Spiccio,
da sempre con Max Manfredi, che hanno messo il loro talento a
disposizione degli acquerelli in forma di canzone di Daniele Pelizzari,
autore e voce della Banda Elastica.
In conclusione un lavoro di indiscutibile originalità che
dimostra tangibilmente come le vicende della stralunata Banda
– oltre a Daniele Pelizzari (testi, musica, voce e chitarra)
ne fanno parte Alessandro Aramu (basso), Andrea
Sicurella (chitarre e clarinetto), Paolo Rigotto
(batteria) e Bati Bertolio (fisarmonica) –
si siano evolute positivamente.
Il disco, registrato e mixato da Devis Longo
presso lo studio di registrazione del Maison Musique di Rivoli
- l’ultima creatura culturale di Franco Lucà
del Folk Club - e masterizzato al Nautilus di Milano da Giovanni
Versari è edito dalla indipendente Incipit e distribuito
dalla saluzzese Egea Distribution.
Banda
Elastica Pellizza
"La Parola che consola"
Incipit/Egea, 2008
Nei negozi di dischi
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