I Sud
Sound System sono in giro ormai da una caterva di anni: 17, in cui
hanno prodotto solo 7 album, con un ritmo che è accelerato
negli ultimi anni. Ne parliamo con Terron Fabio che con Nando Popu
e Don Rico costituisce l’ossatura da sempre del gruppo.
Come
va Fabio?
Bene bene,
siamo in giro. Oggi siamo qua a Milano.
Fatica?
Mah, quando
sei in giro riesci a farcela. Un po’ per inerzia, molto
per passione
Senti
parliamo di "Dammene ancora", prima il disco, poi il
tour. Settimo album in 17 anni di carriera.
"Dammene
ancora è il bisogno che ci è venuto
di ribadire alcune cose che a noi hanno cambiato la vita e l’hanno
cambiata a molte persone, in una terra come il Salento. A noi
la musica ha dato la possibilità di crescere negli anni
ed essere apprezzati e seguiti da gente che crede in noi. Ora
vogliamo restituire quello che la musica ci ha dato: il senso
gioioso delle cose.
…
la gioia, il piacere …
Il piacere
nel farlo che è sempre primordiale in ogni status symbol
che ci dà la musica.
Secondo
voi è un disco diverso dai precedenti o sulla stessa linea?
Guarda, l’approccio
ai testi può sembrare uguale, ma man mano che cresci cantando,
anno dopo anno acquisti delle peculiarità che ti differenziano.
Magari non siamo noi quelli che possono dire “Questo disco
è diverso dagli altri”. E’ la gente che ascolta
e che sceglie, gli addetti ai lavori che riescono a captare le
differenze. Noi siamo talmente dentro alla cosa che riesce difficile
valutare. Quando finiamo un disco non ce lo sentiamo per un periodo
per decantare. E sinceramente, nelle ultime nostre produzioni,
riascoltare i nostri dischi dopo un po’ non ci stanca mai,
anzi mi danno sempre quella gioia di pensare che abbiamo fatto
un bel lavoro. Ci sembra proprio il caso di dirlo. A parte che
siamo andati a Londra a fare il master finale ed è venuto
fuori un suono che cercavamo da tanti anni, un suono vero, il
suono vero del reggae del bushment, del soul. Questo ci ha dato
molto una mano assieme ai mixaggi fatti da un vero mago del suono
come il nostro “guru” Ricky Rinaldi. Un disco che
conferma sempre di più questa unione tra trovare la perfezione
in un suono che incrocia il reggae al suono Sud Sound System,
per un reggae che ormai si può definire mediterraneo.
Nel
disco avete un “pieno” di ospiti di valore: Neffa,
Jah Mason, Morgan Heritage …
Abbiamo nove
collaborazioni tra cui quella con Neffa per Chiedersi
come mai che la canzone che sta riscuotendo un grande
successo
E’
il singolo, vero?
Sì,
è il singolo che è già uscito. Alla gente
piace moltissimo, anche perché parla d’amore e d’amore
ce n'è sempre bisogno anche per far capire alla gente che
non c’è ormai più quel rispetto tra le persone
che vanno sempre più chiudendosi nel proprio io, nel proprio
ghetto. La vanità ci ammazza a tutti, insomma. E’
anche proprio un chiedersi il perché di questo stato di
cose, il cui risultato si ripercuote anche in famiglia e ne vediamo
tracce nel disagio che attraversa molte famiglie italiane.
Voi
siete un gruppo che cerca da sempre di fare discorsi sociali o
comunque discorsi impegnati. E’ particolarmente duro nell’Italia
di oggi? O forse proprio perché l’Italia è
così c’è ancora più bisogno di discorsi
di un approccio politico differente? Si trova rispondenza dalla
base?
Forse ce
n’è ancora più bisogno. Ce n’è
sempre più bisogno. C’è da dire, ahimè,
che quello che può limitare un gruppo e tenerlo magari
nel sotto bosco è pensare che se tu sei troppo militante
e a qualcuno può dare fastidio. Nel campo musicale in Italia
la musica è per lo più musica commerciale che viene
dettata dai canoni discografici. Fare e produrre musica che non
lascia neanche il segno. E’ triste che oggi si debba relegare
la musica, la creazione di un’artista ai programmi televisivi.
C’è tanta gente che si fa il culo da anni e non riesce
neanche a salire su un palco. In cambio vedi questi personaggi
che solo perché vincono una gara in televisione vengono
pompati con video, con ulteriori passaggi e arrivando subito ai
vertici delle classifiche.
Classifiche
in cui però andate bene anche voi. Avete debuttato al quinto
posto immediatamente all’uscita.
Sì,
siamo entrati di diritto. Ho controllato. Negli anni tutto il
lavoro che è stato fatto da noi, la devozione alla musica
e alla melodia e quel messaggio di portare in luce quel buono
che c’è nella gente, forse sta dando i frutti proprio
oggi. Molta gente ci considera non perché dietro di noi
c’è un discorso di produzione enorme, ma molto più
perché negli anni abbiamo fatto “la strada”,
ci siamo fatti conoscere.
Una
vita sul palco e la gioia di suonare.
Giusto, giusto.
Il palco e i live sono stati per noi il punto di forza maggiore.
La gente che non ci conosceva aveva la possibilità di assistere
ai live, magari sotto la forza del passaparola, di un salentino
o di un amico che ci aveva visto in scena. Insomma così
è nata la storia del Sud Sound System: spargendo la voce.
Da un piccolo raduno tra 4 amici, poi 10-20-30 e poi le grandi
platee. Oggi siamo una realtà sparsa in tutta Europa.
Con
gente che vi segue dovunque. Anche a Milano c’è un
bel pubblico per voi.
Grazie a
Dio nel anni Milano, Roma, Torino, Bologna, tutte le città
del nord ci hanno accolto con favore. Sono state sempre piazza
calde per la nostra musica e la musica reggae. Abbiamo tanti amici
anche qua. Abbiamo condiviso con tutti la musica, anche attraverso
i dj-set: noi arrivavamo e cantavamo sui dischi.
Ho
visto una curiosità che vi riguarda su un sito. Amate la
Giamaica, fate musica giamaicana, per quanto ibridata coi suoni
del Salento ma non ci siete mai stati. Come mai?
Speriamo
di andarci. Stavamo per, ma a un certo punto è saltato
il festival per mancanza di fondi due anni fa. Forse per noi è
molto più un’aspirazione che altro. Perché
pensiamo che dobbiamo andare in Giamaica, non solo per vacanza,
ma per unire la vacanza al lavoro. I nostri rapporti ormai da
anni sono stretti con la realtà giamaicana e si sta chiudendo
il cerchio. Anche la presenza nei dischi che facciamo di molti
esponenti della loro musica è un segnale positivo, di un
riconoscimento da parte loro. Speriamo di andare a fare qualche
concerto da loro. Ma già il fatto di essere punto di riferimento
nel sud Italia per gli artisti giamaicani ci gratifica molto.
Molta gente è andata in Giamaica e magari non ha portato
a casa i risultati sperati. Se il cuore è pieno di passione,
quella passione la ritrovi negli strumenti musicali. Tanto più
sei vicino con la mente, tanto più esce il timbro musicale.
Però le esperienze valgono più di tutto. Sicuramente
faremo dei concerti in Giamaica.