
Ascolti collegati

Nada
Luna in piena |

Maroccolo
A.c.a.u. |

Carmen Consoli
Eva contro Eva |

Ginevra De Marco
Stazioni lunari |

Patrizia Laquidara
Funambola |

Maria Pierantoni Giua
Giua |
Musicisti:
Cristina Donà (voce, chitarra, cori)
Stefano Carrara (basso, vibes, pianoforte)
Lorenzo Corti (chitarra elettrica, mellotron, slide, rhodes)
Philip Sheppard (violoncello)
Piero Monterisi (batteria, percussioni)
Francesco Moneti (chitarrae, mandolino, violino, bouzouki)
Peter Walsh (programmazioni, arpa synth, fischio, vox organ, hammond)
Cristiano Calcagnile (batteria)
Davide "brasca" Covelli (borlock)
Quartetto d'archi (Filippo Chieli, Federica Percalli, Elitza Demitrova,
Antonio Braidi)
Tutti i brani prodotti da Peter Walsh
Arrangiamenti: Peter Walsh, Cristina Donà, e Stefano Carrara
(con Cristiano Calcagnile e Lorenzo Corti in 1,3,6)
Testi e musiche: Cristina Donà
tranne 4 (Donà/Davide Sapienza), 6 (Donà/Cristiano
Calcagnile) , 7 (Donà/Stefano Carrara) e 8 (Donà/Peter
Walsh)
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Tracklist
1. Settembre
2. Universo
3. L'eclisse
4. I duellanti
5. Migrazioni
6. Come le lacrime
7. Niente di particolare
(a parte il fatto che mi manchi)
8. Laure (Il profumo)
9. Non sempre rispondo
10. Conosci
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Cristina
Donà produce con calma, magari fa passare anche anni prima
di uscire con un nuovo lavoro. Poi esce e il risultato è
sorprendente come "La quinta stagione", uno degli album
più belli ascoltati nel 2007. Disco di atmosfere tenui in
un anima di rock, disco, come lo definisce lei stessa, del ripensamento
sui 40 anni ormai arrivati, sulla vita stessa, ma non ripiegato.
Tranquillo sì, ma pieno di linfa vitale.
Un disco nuovo dopo quattro anni, cosa è successo in questi
quattro anni?
Innanzitutto discograficamente è uscita
la versione inglese di Dove sei tu per la Rykodisc
che mi ha portato via molto tempo. Poi è seguito un lungo
tour e io quando sono in giro non riesco a produrre molti materiali.
Poi di mio sono un bradipo. Se ci aggiungi le manifestazioni collaterali
come le partecipazioni a dischi di altri come Acau
di Maroccolo, o il progetto Stazioni Lunari con
Ginevra De Marco o il progetto Buon compleanno Faber con la Pfm.
Se infine consideri che sono molto lenta quando lavoro.
Un lavoro costruito nel tempo o sono
tutte canzoni recenti?
Le canzoni sono state scritte tutte vicino alla data di pubblicazione.
Posso essere precisa. Risale a un piccolo tour fatto lo scorso
anno, per cui avevo preparato due canzoni nuove che erano Settembre
e Conosci che volevo presentare al pubblico
come fossero due canzoni a capella, melodie che restassero in
piedi di sole, accompagnandomi al massimo con delle piccole percussioni.
Da lì ho focalizzato il tema di cui volevo occuparmi ed
era la prima volta che in qualche modo mi avvicinavo a un nuovo
album partendo da un concetto che è quello della preparazione.
Potremmo azzardare che la Quinta stagione è un
concept album, un lavoro che ruota tutto attorno a un tema?
Il tema è quello delle preparazione, che poi riassunto
nel titolo, La quinta stagione. Già dentro
a Settembre, la canzone che apre l’album
c’è il seme: “è tempo di …”
. E’ un periodo sia dedicato a un riassunto della mia vita
perché a quarant’anni uno si guarda indietro e poi
preparazione per fermarsi, pensare a se stessi e ripartire, capendo
cosa portarsi dietro. In quest’album volevo fortemente trasmettere
qualcosa di positivo e volevo che questo si riflettesse anche
nella musica., Non solo mantenere i brani in maggiore ma anche
arrangiarli, come abbiamo fatto con Peter Walsh con sonorità
che non sono mai distorte e, chiamiamole pop. Una produzione pulita
e ben strutturata e fa parte del mio desiderio di questo periodo:
di avere una riconoscibilità pulita. E non mi riferisco
solo alla musica.
Questo ha compostato una maggior gradevolezza del suono
e una grossa maturità, è un lavoro che mi piace
molto. Però c'è già qualcuno dei vecchi fans
che storce il naso e dice "Hum" ...
E' inevitabile. Io ho sempre cercato di dare ad ogni album una
connotazione diversa da quello precedente, senza stravolgere la
mia personalità. Sono terrorizzata dall'essere messa in
una colata di cemento artistico e di dover rappresentare sempre
lo stesso personaggio.
Sei una persona e come tale ti evolvi ed hai dei mutamenti artistici.
Esatto. Mi fa molto paura restare immutata. E' chiaro che il rischio
c'è, ma il rischio c'è comunque. Puoi perdere dei
fan anche proprio perché non ti evolvi.
Certo. Puoi trovare nuovi ascolti peraltro evolvendoti.
E' normale, non si può piacere a tutti. Anch'io come ascoltatrice
a volte mi allontano dai miei beniamini perché fanno cose
che che non mi soddisfano più. E va beh: c'est la vie!.
L'importante è fare cose in cui credi e che ti rappresentano
in quel momento. Se anche dovesse succedere che perdi tutti i
tuoi fan puoi dire che l'hai fatto in coscienza e sei contento
tu almeno. Sei non fai neanche quello e li perdi comunque ti butti
giù da un burrone.
L'album quindi ti rappresenta in questa fase della tua
vita. C'è qualche canzone in particolare che ti sembra
tracciare bene il tuo itinerario e magari parlare anche del futuro,
di cosa sarà la tua attività dopo questo album?
Qualche canzone che senti più vicina.
Sicuramente Settembre
è un po' il manifesto dell'album, ma anche Universo
e anche Migrazioni che è un brano
al quale sono molto legata. Che è molto leggero, ma proprio
questa è la mia intenzione, Senza dovere magari mantenere
proprio quel clima musicale, però la leggerezza e la profondità
insieme mi piacciono molto e spero i poterci lavorare sempre di
più. Poi un brano come l'Eclissi
rappresenta bene quell'attitudine rock che credo che mi porterò
dietro, perché è la mia provenienza.
C'è un motivo particolare perché i tuoi
titoli sono sempre corti? Niente, Migrazioni, Universo, Nido,
Tregua, Eclissi ...
Ma forse perché li metto spesso come riferimento provvisorio,
poi mi ci affeziono e allora rimane quel titolo. Spesso è
il titolo di lavorazione. E poi c'è lo stesso lavoro che
cerco i fare coi testi: io sono molto disordinata e per me lavorare
ai testi e ad altre cose che produco come artista, se possono
usare questo termine, è una questione di ordine. Forse
il titolo corto, ma lo sto dicendo in funzione della tua domanda,
risponde a questa esigenza. Ma non ci avevo mai pensato.
(ride)
Adesso tour?
Una prima parte c'è già stata. Poi la prossima stagione
forse in teatro da settembre 2008 e questa estate nelle piazze.
Formazione ridotta o grande gruppo?
La prima parte con la formazione intera per riprodurre al meglio
il suond dell'album e poi vedremo perché io mi diverto
molto a mischiare le carte nel live. Provando magari formazioni
diverse.
A proposito di live, già che l'hai citato. Visto
che adesso sei passata a una major e ti toccherà essere
più puntuale con le scadenze (ridiamo), magari questo tour
sarà registrato?
Intanto sono già entrata in studio ad ottobre per un nuovo
disco acustico che uscirà tra un po'. Volevo lavorare ancora
con Peter visto che lui era libero e sarà un po' un riassunto
delle puntate precedenti, chitarra e voce e ci saranno anche delle
cover, ospiti non famosi, musicisti molto bravi che mi aiuteranno
nelle parti di chitarra.
Sarà una rilettura del repertorio alla luce della
Quinta stagione come atmosfere?
In realtà era da molto che volevo registrare un album chitarra-voce,
perché spesso mi esibisco così e in tanti me l'hanno
chiesto. E allora ne abbiamo approfittato. Visto poi che lo voleva
anche la Emi... Per ora ci troviamo d'accoro. Quando mi chiederanno
il disco dance magari ... (ridiamo). Spero di essere in grado
di dire di no.
Poi c'è tempo per il live, il The best e così
via. Senti parlavi prima delle tue altre attività di artista:
libri e disegni
I libri per ora, quello
vero è uno ed è una raccolta di scritti che
arrivano dal mio archivio. Non ho mai scritto un romanzo e non
credo che lo farò mai. Soprattutto il disegno che è
un amia vecchia passione, che però va coltivata perché
sennò perdi la mano. Ne ho proprio voglia. Leggevo un'intervista
di Joni Mitchell che diceva che tra un disco e l'altro ha proprio
bisogno di dipingere perché è il miglior modo per
resettare e poi andare avanti con qualcosa di nuovo.
Ultima domanda: che musica ascolti in questo momento?
In questi mesi ho ascoltato molto l'album di un nuovo cantautore
che si chiama Creme, che è al primo album. Ho contribuito
all'uscita e ne sono molto orgogliosa. Poi ho ascoltato Joan as
a police woman. Poi ho un sacco di dischi da ascoltare e ultimamente
una raccolta comprata all'autogrill a 9 euro e 90. Che è
uno dei miei luoghi di acquisto preferito.
Il mondo del cantautorato femminile in Italia è
sempre stata una serra da proteggere con pochissimi fiori. In
questi ultimi anni sembra aver preso un buon impulso grazie a
te, Carmen Consoli, vecchi leoni come Nada e la Nannini o giovani
promesse come Laquidara e Giua. O Ginevra di Marco. Che ne pensi?
Come mai così tardi? Ed è vero che c'è un
risveglio adesso?
Secondo me sì. Secondo me le cose più belle ultimamente
arrivano dalle donne. E non sono assolutamente femminista. Ma
anche andando su My space trovi cose buone. C'è questa
Beatrice Ottolini, mi sembra che si chiami, che è brava.
Fa delle cose in inglese molto belle. Anche Lubiam, L'Aura. Il
ritardo forse perché c'è stato un po' di ostruzionismo
in passato. Non posso pensare che non ci fosse nessuno prima.
Ho letto un'intervista tempo fa a Gianna Nannini in cui sputava
fuoco e fiamme sul maschilismo della discografia italiana. E se
lo dice lei ... A livello culturale non c'è stata apertura.
E ci si è limitati alla produzione di grandissime voci.
Gabriella Ferri è una di questo (ho preso anche una sua
raccolta). Comunque sono contenta perché il modo di raccontare
femminile è diverso ed è importante che ci sia un'alternativa.
Ed è importante che anche le case discografiche
diano spazio.
Forse fanno i conti col pubblico che c'è che è più
famminile e quindi bisogna adattarsi.
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