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BiELLE Eventi
Club Tenco 2008
Song drink numero due, caffè con i Baustelle
di Lucia Carenini




Sono i Baustelle gli indiscussi protagonisti del secondo dei Song-drink, gli incontri di mezzogiorno del Club Tenco. Così protagonisti, che per loro il song drink si dilata con un'appendice pomeridiana: un vero e proprio caffè con i Baustelle. Francesco Bianconi, Rachele Bastreghi e Claudio Brasini arrivano dalla toscana, non hanno nulla di tedesco, dunque, a parte il nome. Nome che - i ragazzi ci tengono a sottolinearlo - "significa lavori in corso, in nome di una continua evoluzione e di continue sperimentazioni. E come tale si può pronunciare in assoluta libertà". I ragazzi autori di Charlie fa surf, un successo fra i giovani, benché faccia una certa critica sulla loro omologazione, dichiarano di essere rimasti piacevolmente sorpresi del successo del brano tra i teen-agers. "Nonostante la presa in giro un po’ cattiva - spiega Bianconi - la nostra intenzione è di raggiungere un pubblico vasto possibile. Non ci interessa particolarmente essere un fenomeno i di nicchia. Se i ragazzi - continua - magari al secondo o terzo ascolto ne capiscono il significato e cominciano a farsi delle domande è un gran bel risultato”.
Il gruppo, che si è costituito nella seconda metà degli anni ’90, è riuscito a superare artisti come Vecchioni, Jovanotti, e persino de Gregori conquistando con "Amen"’, il loro quarto lavoro, la Targa Tenco 2008 per il miglior album. Questa sera i Baustelle abbandoneranno ritmica e batteria per salire sul palco con un quartetto d’archi, in una dimensione più acustica ed intima. Alla domanda di Enrico de Angelis se si fossero "Tenchizzati" per l'occasione, rispondono di no, che “L’esperimento era già stato tentato in altri spettacoli e che la cosa era loro piaciuta moltissimo. Dopo un cd e un tour all’insegna dell’elettronica e dagli arrangiamenti barocchi - puntualizza Bianconi - stiamo sperimentando un’altra vena dei Baustelle, con le canzoni ridotta all’essenziale". E ancora - non abbiamo deciso per una formazione atipica per adattarci all'ambiente, vista la diceria che al Tenco non si fa rock duro, piuttosto è qualcosa che si collega al discorso legato al nostro nome, quello dei lavori in corso”.
Ognuno dei tre porta al gruppo influenze diverse: dagli chansonnier francesi amati da Francesco, alla bossanova e al rock, che stanno più nella cifra stilistica di Claudio. E Rachele? "Io sto nel mezzo - dichiara - loro sono gli estremisti".
Il gruppo ha poi come caratteristica di spicco un forte legame con la poesia. Il brano Amen, che dà il titolo al lavoro è stato infatti scritto a quattro mani dalla poetessa Francesca Genti (strofe) e dal cantante Francesco (ritornello e musica) che per la prima volta ha accettato una collaborazione nella stesura del testo. “Francesca ha inviato un’e-mail al nostro sito, spiegandoci che ci sentiva milto affini a lei e che le sarebbe piaciuto collaborare con noi. Alla mail erano allegati alcuni versi, in cui abbiamo effettivamente individuato una sensibilità in comune. Abbiamo così iniziato a lavorare via posta elettronica e ci siamo incontrati soltanto quando il pezzo era già completato”.
Bianconi trova particolarmente stimolante scrivere per altri, in particolar modo per interpreti lontani dal suo modo di essere. Racconta così la storia di "Bruci la città", brano scritto su richiesta per Irene Grandi. “Quando la manager di Irene me l'ha chiesto, ho trovato la sfida assolutamente stimolante. All'improvviso potevo diventare donna e affrontare tematiche diverse dalle mie solite. La canzone doveva partecipare al Festival di Sanremo – ha aggiunto Bianconi - e quando non l'ho sentita nominare nell'elenco ci sono rimasto male. Poi a posteriori credo che forse sia stato meglio così”.


Resoconto del 07-11-2008  
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