
Ascolti collegati

Alessio Lega
Sotto il pavè
la spiaggia |

Vinicio Capossela
Canzoni a manovella |

Giorgio Conte
L'ambasciatore dei sogni |

G.G. Monti
Maledette canzoni |

Leandro Barsotti
Il jazz nel burrone |

Paolo Conte
Live
Arena di Verona |
Musicisti:
Gerardo Balestrieri (voce, fisarmonica,
pianoforte, basso, derbouka, piatti, sonagli,
hammond, cumbus, megafono, clarinetto, chitarra
elettrica)
Marzouk Mijeri (derbouka, tapan)
Peppe Giaquinto (chitarra)
Paolo Sasso (violino)
Luciano Russo (clarinetto)
Claudio Marino (batteria)
Massimo Sacchi (sax baritono)
Daniele Sepe (sax tenore)
Virginio Tenore (tammorra, voce)
Roberto Giangrande (contrabbasso)
Flaviano Sciarpa (batteria)
Enrico Botti (chitarre)
Giovanna Guiglia (voce)
Lino Vembaker (percussioni)
Pericle Odierna (clarinetto)
Felice Pantini (voci)
Ilaria Graziano (voce)
Testi e musiche:
Gerardo Balestrieri
tranne 5 (musica e liriche originali di Alain
Goraguer e Boris Vian; traduzione di Gerardo balestrieri),
8 (Boris Vian), 9 (lirica di Giuseppe Ungaretti),
10 (anonimio del '500) e 11 (lirica di Charles
Baudelaire)
Arrangiamenti di Gerardo Balestrieri e Les travailleurs
de la nuit
Ripreso e mixato presso l'AnarreStudio di Napoli
da Alessandro Bogno, Peppe Giaquinto, Marco della
Monica, Riccardo Penta, Gerardo e Martino
Produzione artistico-esecutiva di Gerardo Balestrieri
e Les travailleurs de la nuit
Copertina: Tomi Ungener
|
 |
Tracklist
1. Saria
2. Furto ai nobili di
Rue Berget
3. Palamakia
4. Quando il diavolo t'accarezza
5. La Java des B.A.
6.
Blues del Putagè
7. Il gusto nel niente
e nel sorridere
8. Barcelone
9. Canto sesto
10. Fenesta vascia
11. L'ame du vin
12. Chi ha visto planare
gli angeli del cielo
|
|
Ne
ha fatte, di cose, Gerardo Balestrieri prima di approdare
al suo primo album. Nato a Remscheid nel '71, si è
laureato con una tesi sulla spiritualità nella
musica popolare brasiliana, ha collaborato con Daniele
Sepe e Bebo Storti, ha fatto parte di E. Zezi, ha
partecipato ad Arezzo Wave '96, ha recitato in una
soap opera ed è comparso in un paio trasmissioni
televisive. E’ stato invitato un paio di volte
al Club Tenco: la prima nel ’99 come cantautore
inedito (dove presentò alcuni brani poi finiti
in questo cd), la seconda nel 2005, come session man
per il dopo-Festival. Anche di riconoscimenti ne ha
avuti, dalla vittoria nel 1995 al Festival Buskers
di Pelago al titolo di “cantautore rivelazione”
al festival “Dallo Sciamano allo Showman 2006”
passando per il premio per il miglior testo al terzo
Mantovamusicafestival.
Però
l’agognato disco non era ancora riuscito a pubblicarlo;
ce l’ha fatta quest’anno ed è finito
dritto dritto nella cinquina delle nomination per
la Targa Tenco. Qualcosa vorrà pur dire…
Andiamo a vedere, o meglio a sentire.
A rappresentarlo in copertina Balestrieri sceglie
un disegno di Tomi Ungerer, importantissimo disegnatore
satirico contemporaneo e uomo impegnato in mille battaglie
politiche e sociali. Il disegno in questione illustra
un gatto che canta in un microfono a forma di topo.
Ma visto che le fauci sono spalancate – e il
microfono è appunto un topo – il tutto
suggerisce diverse chiavi di lettura. I gatti, indolenti,
sensuali, furbi ed egoisti, sono sempre stati fonte
di ispirazione per Ungerer. In quale di questi tratti
si identificherà Balestrieri? Proviamo a scoprirlo
con le canzoni.
Musicalmente si capisce che il ragazzo è preparato:
si va dalla tarantella al bolero, dallo swing al blues,
dal tango alla giga e alla mazurca, da Napoli a Parigi
passando per Atene in una girandola di suoni accattivante
e trasversale. Sensuale e sorniona la voce, interessanti
le parole, con i toni che si fanno di volta in volta
beffardi, flemmatici, acuti, marpioneggianti e sarcastici.
“La possente passione passeggia passando
tra la voglia e il sonno, tra il senno e la nebbia”
è un buon esempio del lavoro di lima fatto
sui testi, sostenuti da piano, fisarmonica e da una
serie pressoché infinita di altri strumenti
suonati dallo stesso Gerardo assieme a una pletora
di musicisti. Ospite illustre, in “Furto
ai nobili di Rue Berget”, Daniele
Sepe con il suo sax, a dare note acide e
sentori di selvaggina a una canzone che sembra avere
radici nel periodo jazz-parigino di Boris
Vian mescolato a quello delle cantine astigiane
di un noto avvocato.
I richiami al patafisico francese non si fermano però
qui: il nostro ci dà modo di apprezzare le
sue doti di interprete in “Barcelone”
e quelle di traduttore in “La java
des B.A.”. Peraltro non si fermano
qui neanche i riferimenti all’avvocato astigiano
e forse anche al fratello del suddetto: “Il
blues del putagè” (il putagé
è la tipica stufa in ghisa delle campagne piemontesi,
su un angolo della quale veniva lasciata per tutto
il giorno la minestra - putage - a sobbollire borbottando)
echeggia delle storie del Conte piccolo (se così
si può definire il grande Giorgio), delle sue
erbe di San Pietro, delle mele cotte al forno e delle
giostre dei vari Bastiani. Ma non è un male:
Balestrieri in una delle sue tante peregrinazioni
(ai traslochi va uno dei ringraziamenti nelle note
finali del disco) ha respirato quell’aria, l’ha
assimilata e l'ha fatta sua. E il risultato è
affascinante.
Il fatto che Balestrieri deve aver ascoltato parecchio
Paolo Conte si evince anche da “L’Ame
du Vin”, poesia di Baudelaire
messa in musica e da “Il gusto nel
niente e nel sorridere” - il brano
che contiene la frase che dà il titolo all’album
- un collage di immagini che si inanellano come perle
di una collana onirica legata da un filo di note di
piano e fisarmonica. “lettera di spezie
e sogni, forse una ricetta”, la definisce
lui nel sottotitolo, ma evoca sicuramente i toni di
un film anni Trenta in bianco e nero. Incantevole
e incantato.
Qualcuno ha scomodato altri due grandi, e ha detto
di Balestrieri che “canta alla stregua d’un
De André colto da infingarda
ebbrezza caposseliana o di un Capossela
colto da flemmatico acume deanreiano”.
Probabilmente ha ascoltato, assimilato, elaborato,
digerito. Echi di molti, clone di nessuno, Balestrieri
va tenuto d’occhio. Augurandosi di non dover
aspettare altri otto anni per avere la conferma di
un talento.
Gerardo
Balestrieri
"I nasi buffi e la scrittura musicale"
Intebeat/Egea - 2007
Nei negozi di dischi
|