In realtà la novità vera è
il disco che sta per uscire. Lo spettacolo da cui è stato
tratto il disco ha già esordito l’inverno scorso
a teatro e quest’estate abbiamo fatto alcune repliche più
musicali questa estate.
Il disco e lo spettacolo sono nello stesso
rapporto in cui stavano Song n.32 e Sputi. Uno filiazione dell’altro?
Sì, esatto, è la stessa cosa. Ci
piace pensare … La cosa più ovvia sarebbe fare una
rappresentazione musicale del materiale audio che già era
presente nello spettacolo però poi non è mai così.
Lavorando insieme a a Marco ti abitui che bisogna sempre fare
qualcosa di nuovo e sforzarsi di dare un valore aggiuntivo a quello
che si fa. Sennò si diventa un po’ troppo scontati.
Anche in questo caso il cd contiene molte cose che nello spettacolo
poi non ci sono che sono state fatte proprio pensando di rendere
autonomo e comprensibile, speriamo, anche il cd preso a se stante.
Abbiamo fatto tutto un lavoro di rilettura o addirittura di aggiunta
di parti che poi probabilmente nello spettacolo neanche finiranno.
Possiamo quindi dire che è la versione audio ma con una
sorta di vita a sé. Anche con parti originali.
E parliamo allora di questo cd. Si chiama
“I miserabili”. Quanti brani contiene e quando uscirà?
Il mese prossimo? O a novembre?
Sì, insomma. Conoscendo i nostri tempi,
che sono molto tranquilli e rilassati, direi che novembre/dicembre
possa essere il periodo giusto.
Cd nel quale ci sarà anche Marco
Paolini?
Sì, ovviamente. Sono 17 pezzi. Ce ne siamo
fregati delle buone maniere (ridiamo)
Avete preso tutto lo spazio disponibile
Ci siamo allargati, perché oltre alle
musiche ci sono delle parti di monologhi che ci sembra giusto
fare. Abbiamo Marco, sfruttiamolo (ride). Visto che come cantante
non sempre si può sfruttare, quando parla invece ci incantiamo
tutti. La scommessa di questo disco, come di quello precedente
era, facendo un paragone un po’ stupido ma centrato, come
le Fiabe sonore che ascoltavo da piccolo. Per me era una magia
mettere un disco con delle musiche, le canzoncine, il narratore
che racconta una storia, ma sempre col sottofondo musicale. Volendo
i cd con Marco possono rifarsi a quel mondo. Anche la voce parlata,
che si sta comunque riscoprendo, è qualcosa di interessante
che rimanda al mondo della radio, ai racconti. Ridurre tutto a
delle canzoni o estrapolare solo i contenuti gi à in forma
musicale sarebbe stato snaturare un po’ il lavoro.
C’è un tema conduttore comune
tra le varie canzoni e i racconti?
C’è un filo conduttore, anche se,
è stata forse un po’ la difficoltà maggiore
di tutto questo lavoro.
E’ stato uno spettacolo che ha avuto una
lunga preparazione, perché non è stato semplice
e non lo è tuttora, come sempre nei lavori con Marco che
sono work in progress per definizione, per cui parti in un modo
e ti ritrovi alla fine delle repliche con uno spettacolo che è
tutt’altra cosa rispetto al punto di partenza. Quasi completamente
ribaltato. La difficoltà è stata riuscire a parlare,
a rendere comprensibili o addirittura affascinanti argomenti come
l’economia, la borsa, i mercati, la Tatcher, Reagan, tutte
cose che di poetico o affascinante hanno ben poco.
Tema difficile! Mi ricordo soltanto un
Lucio Dalla che compitava il listino di borsa, qualche anno fa
…