| Un
concept disc o meglio un'opera folk
di Franco Senia
Delirio
e castigo. Il disco è un po' che me lo rigiro fra le mani,
e che torno ad ascoltarlo. Poi, ieri, mi è arrivato un sms
che annuncia la presentazione ufficiale del lavoro degli Apuamater,
insieme a Claudio Lolli. Il cd, un supporto masterizzato e con le
note di copertina scritte a mano, Davide me lo ha dato mesi fa,
all'Istituto De Martino, durante una splendida serata.
E' un "concept disc" dal titolo "Delirio
e Castigo", quello inciso dagli Apuamater
indiesfolk; e di concept disc (che Vonnegut mi perdoni
per il punto&virgola!) sono anni che non se ne sentono, ragion
per cui non mi riesce di non considerarlo un bel punto a suo favore,
questo! Ma, assai più che un "concept", lo si potrebbe
definire un'opera folk.
Una cadenza quasi teatrale, e qui le esperienze di Davide
Giromini, da "Il nipote di Bakunin"alla
rappresentazione fatta in Versilia quest'ultimo fine-settimana,
sull'opera di uno scultore anarchico, hanno giocato un loro importante
ruolo. Il disco comincia con l'unica canzone che già conoscevo,
delle tredici che lo compongono. Si chiama "Arca".
Quasi suddivisa in due parti, passa da una foto impietosa del presente,
molto dura anche da un punto di vista "musicale", alla
riappropriazione di un passato non troppo lontano dove la musica
e le voci, quasi a sottolinearla la valenza di quel passato, si
fanno corali e quasi struggenti.
Stranamente, "Arca" precede il breve prologo che annuncia
il disco e che riazzera il tempo alla metà del diciassettesimo
secolo. Poi, da "Albatro"all'ironica
(fin dal titolo) "Etica del sedentario"
si passa – introdotti da un breve ma efficace recitativo –
ad un "Amleto" che paga il suo
debito al "bombarolo".
Dalla Danimarca a Pietroburgo, lo stesso delitto e lo stesso movente.
"Raskolnikoff" viene a render
conto del suo delirio/delitto. Niente secondini da imprigionare
nell'ora di libertà, la pena in "e qualcuno poi
disse..." si sconta in qualcosa che sta a metà
fra un manicomio e un centro di disintossicazione, come se la libertà
fosse una droga di cui bisogna liberarsi (con un gioco di parole).
Il viaggio finisce a "Cadice",
finisterrae, dove una volta si diceva finisse il mondo. Prima di
scoprire un nuovo .... oltre. E l'augurio, a Davide Giromini e agli
Apuamater, è che possano continuare ad andare sempre oltre.
Come stanno facendo.
Gli Apumater Indiesfolk sono Davide Giromini: voce e fisarmonica;
Luca Rapisarda: voce e chitarra; Matteo Procuranti: voce, narrazione;
Michele
Menconi: violino; Gabriele D’Ascoli: basso; Alessandra D’Aietti:
percussioni. Tra gli aiuti "esterni" Marco Rovelli
dei Les Anarchistes che presta la sua voce nel brano “E
qualcuno poi disse…” di Gianni
Nebbiosi.
Apuamater
Indiesfolk
"Delirio e castigo"
Autoprodotto - 2006
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aggiornamento: 25-04-2006 |