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grande autrice di sicuro avvenire
di Luca Vitali
Con
Chistionada De Mei arriva l’esordio discografico di Simona
Salis, giovane cagliaritana che ha scelto la lingua campidanese
per testimoniare l’attaccamento alla sua terra, così
come ci racconta nella title-track (Parla Di Me).
È un disco (purtroppo breve, solo 33 minuti) che, per parafrasarne
il titolo, farà parlare a lungo: colorato, speziato, intenso
ed emozionante. Pur essendo un’opera prima, la maturità
di questo lavoro è evidente e occorre dare il giusto merito
al produttore Ivan Ciccarelli e ai musicisti Mark Harris, Santi
e Carmelo Isgrò, Massimo Germini, Stefano Bandoni, Saverio
Porcello, Mauro Settegrani, Enrico Guerzoni, Phil Drummy, per essersi
calati perfettamente nella parte: professionisti che non si sono
affidati solo alla tecnica, ma che hanno messo il cuore in queste
composizioni.
È un disco difficilmente catalogabile, ma dopotutto (parola
di Duke Ellington) esistono solo due tipi di musica: quella buona
e quella non buona. È acustico, solare, fresco come la carezza
della brezza in una serata estiva, ti scalda come il fuoco di un
camino durante i giorni di pioggia e di nebbia.
Si parla d’amore in "Ita Ti Potzu Nai"
(Cosa Ti Posso Dire) e "Su Chi Mi Praxiri"
(Quello Che Mi Piace); "Sorri Mia"
(Mia Sorella) è l’ennesima dimostrazione di quanto
siano importanti i sentimenti e la famiglia.
Paragonata di volta in volta a Norah Jones o a Ginevra Di Marco,
Simona Salis è “semplicemente” Simona Salis:
una nuova piccola-grande autrice dotata di una splendida voce e
di un’ottima vena compositrice (tutti i pezzi sono suoi) e
l’esempio perfetto potrebbe essere "Canticu
De Su Prexiu" (Cantico Della Gioia) che narra
di un lungo viaggio attraverso mille esperienze per poi accorgersi
che la felicità la si può cogliere semplicemente assaporando
il passare dei giorni. Oppure "S'Omini"
(L'Uomo), che altro non è che la descrizione della chiusura
sia a livello fisico che psicologico dell'uomo occidentale.
È un album intimo, che mischia in modo originale suoni etnici,
cantautorato, folk.
Con i colori dell’autunno e dell’inverno sono "Calat
Sa Nii" (Scende La Neve), ispirata dal libro
"Neve" di Maxence Fermine,
e "Mes'e' Idas” (Dicembre);
"Su Gherreri" (Il Guerriero)
tratta della necessità di esplodere in un grido che possa
essere liberatorio per vincere un dolore interiore.
"S'Arriu De Su Coru" (Il Fiume Del Cuore),
posta al termine del disco, è uno dei pezzi più belli:
un pescatore che viaggia nel fiume del cuore con la speranza di
arrivare al mare.
Dopo varie esperienze anche all’estero Simona Salis è
ripartita dalle sue radici e già al primo colpo ci regala
un piccolo capolavoro.
Simona
Salis
"Chistionada de mei"
Uprfolkrock/Edel - 2006
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Ultimo aggiornamento: 16-08-2006
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