31/01
- Se le classifiche sono sempre opinabili, quella di Rolling
Stone Italia, varata per festeggiare i nove anni di pubblicazioni
e l'uscita del numero 100, relativa ai cento dischi italiani
migliori di sempre attraverso cinquant'anni di musica lascia
qualche dubbio in più. In primo luogo perché (parole
loro) "la selezione è stata effettuata da una
speciale giuria decisamente trasversale composta da 100 tra
i protagonisti della letteratura, dell'arte, della musica, della
moda" (della moda? E che ci azzecca?). Poi la scelta
attraversa tutti i generi: "il rock, il metal, la new
wave, la disco, il post-rock, il post-pop, l’hip-hop,
il reggae, l’industrial" e la canzone d'autore.
Chi vince? Vasco Rossi con "Bollicine". Seguono in
ordine Battiato, Battisti, De André e Jovanotti. Il tonno
e la mostarda. (Vai
alla notizia) (Scarica
piuttostoBiellenews sugli Imperdibili)
02/02 Gian Piero Alloisio
"L'Eco di Umberto"
per riscoprire Bindi Il
drammaturgo e cantautore Gian
Piero Alloisio presenta un primo risultato dell'opera
di recupero dello straordinario patrimonio artistico
di uno dei più grandi compositori italiani: Umberto Bindi.
Il pubblico potrà ascoltare, insieme ai suoi grandi successi,
tante canzoni inedite. A Milano il 2 e a Roma il 6 fenbbraio.
31/01 Edda
Esce il 28 febbraio
il nuovo disco: "Odio i vivi" Stefano
“Edda” Rampoldi, ex cantante dei Ritmo Tribale,
ritorna con un nuovo album: “Odio i vivi”, secondo
disco in uscita per l’etichetta Niegazowana (distr.
Venus). L'uscita è prevista per il 28 febbraio. "Di
sicuro invecchio / per questo odio i vivi, perché muoiono"
cita il brano guida.
01/02
- Circola sul web questa lettera aperta di Tony Pagliuca ad
Adriano Celentano che, nei giorni scorsi ha annunciato che
darà a Emergency e in beneficienza i proventi della
sua partecipazione al Festival di Sanremo. La lettera di Pagliuca,
famoso membro delle Orme dagli anni 60, pianista e compositore,
attira l'attenzione sulle difficoltà del settore della
musica. Ve la giriamo così come l'abbiamo trovata su
Facebook.
"Caro Adriano, io sono Tony Pagliuca ex componente del
le Orme, dal 1° Gennaio mi è stata tolto il Fondo
solidarietà dei soci Siae un mensile di 615 euro era
il mio unico sostegno economico sicuro e non so come andrò
avanti con moglie insegnante precaria e due figli che studiano,
mutuo prima casa ecc. Ma ora non protesto perché mi
sento ...ancora libero e al fianco di tutti coloro che cercano
un posto di lavoro onesto e perché ho fiducia nel futuro
e confido nell’operato del presidente del consiglio
Mario Monti che mi sembra una persona per bene. (Leggi
tutta la lettera di Pagliuca a Celentano).
Un
rabarbaro Zucca contro il sole cocente, il ghiaccio e quella
nota di vaniglia che contrastano l'amaro del rabarbaro. Il denso
del fluido che nasconde l'alcol che ti colpirà poi, soprattutto
se lo bevi sotto il sole. Perché sotto le cose, sotto
le frasi, sotto le musiche, sotto l'estate c'è sempre
ancora qualcosa da tenersi stretti. Fosse anche solo la nostalgia
degli anni Sessanta. E Gli Ex sono abbastanza unici in questo
loro procedere divertente ed erratico.
Gran
bel disco che ruota intorno ad un tema di grandissima attualità
come quello delle migrazioni, sviluppato attraverso un vero
e proprio affresco corale che vede coinvolti tante voci preziose.
Ascoltatelo con il cuore vi si aprirà un mondo musicale
d’incredibile fascino.
Non
son solo canzonette... 02/02
-Capisco
la larghezza di vedute, la lungimiranza da addetto ai lavori,
persino l’afflato zeriano ecumenico-buonista, ma continuo
a ritenere fuorviante mischiare l’alto e il basso
culturali. Per restare nel nostro ambito: mica le canzoni
sono come la morte nella livella di Totò (azzerava
le distanza tra gentiluomini e straccioni, colti e analfabeti,
ricordate?). Che c’azzeccano allora - direbbe qualcuno
- la Rettore con Guccini, Fin che la barca va (Orietta
Berti) con Viva l’Italia (De Gregori), e
finanche - la butto lì - con Il cielo in una
stanza? C’azzecca, risponderebbe Vincenzo Incenzo,
autore per No Reply di “La canzone in cui viviamo”,
che questa è comunque la musica che abbiamo attraversato,
la colonna sonora dei nostri giorni messi in fila così
così. (di
Mario Bonanno )
Ti
Ricordi, Nanni? 18/01
-Nanni
Ricordi, mah! Sembra quasi un ossimoro questo nome e cognome
che ha a che fare con un mondo importantissimo della nostra
vita: i ricordi appunto. E lui, che di Ricordi aveva il
senso della musica e della profondità della ricerca,
oggi è forse un ricordo? (di
Marco Ranaldi )
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«Mi
piaceva raccontare in modo più diretto, più fisico.
C'è una maggiore presenza di musica, ci sono atmosfere
diverse e qualche momento di leggerezza. Abbiamo seguito il
principio che una canzone può essere anche un bicchiere
bevuto in compagnia. E' un album che va nella direzione dell'incontro,
spero tanto di riuscire a fare buona compagnia, a chi ascolta.
Ma c'è anche un "suono dell'uomo" con cui mi
piace restare; un suono di vicende che ci appartengono sotto
tutte le latitudini; che ci rendono partecipi, che ci dicono
che in "due" si cammina meglio».
Così Luigi Maieron racconta, nel suo discorso di fine
anno, l'album "Vino,
tabacco e cielo", uno dei migliori del 2011.
«Non
ho dubbi sul fatto che alcune canzoni possano contribuire a
realizzare la rivoluzione, ma prima forse bisogna chiarire cosa
intendo - io - per rivoluzione. Per dirla con le parole del
profeta Pier Paolo Pasolini: “La rivoluzione non è
più che un sentimento. Potremmo cominciare da qui, da
questa prospettiva. Cosa fanno allora oggi le canzoni dei Gang,
se non mantenere vivo il sentimento della memoria, o meglio
ancora: cosa cercano nel loro viandare se non un ritorno al
fuoco di una nuova appartenenza, condizione indispensabile e
primaria del sentimento (prima ancora della coscienza e della
consapevolezza) della libertà?».
23/01 - Un
live è un monumento alla carriera? "Live
in Japan" forse, che ne ho consumati sette. Ma
per me come fa a essere un monumento? Io non l'avrei
fatto questo live, proprio perché sono abituato
ai live monumentali, a quelli che hanno un senso di
certificazione di una fama, di una notorietà
e di una carriera acquisita. In Italia in questo momento
c'è più musica che non orecchie che ascoltino.
Il disco dal vivo è stato un modo per far parlare
di un progetto che se nessuno ne parla si arena. elli
o brutti i miei dischi sono sempre lavori nei quali
io ci metto il sangue. Mi escono come il sudore dopo
una grande fatica o dopo una nottata di febbre. Non
si può fare un disco all'anno! Io ho bisogno
di sapere che almeno quello che dico posso difenderlo.
Per scelta, da "18 piccoli anacronismi"
in poi, io faccio solo dischi in cui ho l'illusione
che possano essere ascoltati anche tra dieci anni. Voglio
fare dischi che se metto su ancora dopo anni possa dire:
"Però, senti che bello!". Non voglio
un disco che mi suoni vecchio o inutile . (Vai
all'intervista), (Vai
alla recensione)
Io sono come un orso.
Con le braccia
tese in alto
aspetto
il sorgere del sole.
(Canto Pawnee)
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