17/01
- Dopo 20 giorni di sondaggio ecco il verdetto dei lettori
di Bielle: le canzoni dell'anno sono "Basso
impero" di Teresa De Sio per il mainstream
e "Innestami"
di Pilar per la musica gentile. Video dell'anno è "Vino,
tabacco e cielo" di Luigi Maieron. Netta l'affermazione
di "Basso impero" che lascia dietro di sè "Tante
gocce" di Vittorio De Scalzi e "Il camionista
Ghost Rider" di Davide Van De Sfroos. Sul filo di lana
la vittoria di "Innestami" di Pilar che ha superato
"Il peso della neve" di
Maieron e "Il grande libro dell'ombra"
degli Yo Yo Mundi. Per i video, Maieron è stato
incalzato da "Le diable" di Germano Bonaveri. Terzo
"Humpty Dumpty" di Luca Serio e gli Yonders (Scarica
Biellenews sugli Imperdibili)
Le news
14/01 Nanni Ricordi
Ci ha lasciato l'inventore
dei "cantautori" Si
è spento nella sua casa di Sala Monferrato Carlo Emanuele
(Nanni) Ricordi, dopo aver lottato per oltre dieci anni contro
una spietata malattia neurodegenerativa''. Lo rende noto il
figlio Camillo. Nanni Ricordi lancio' il fenomeno dei cantautori
che hanno caratterizzato la scena musicale italiana e internazionale.
11/01 Imperdibili 2011
Teresa su tutti Eccoci, come ogni anno, con la
classifica degli imperdibili.
Un anno, il 2011, tutto al femminile per quanto ci riguarda.
Tre dischi si sono staccati sugli altri e sono quello di Teresa
De Sio, "Tutto Cambia", quello di Pilar, "Sartorie
italiane fuori catalogo" e quello di Naif, "Tre
civette sul comò".
21/01
- Il 31 gennaio, a otto anni da Dear Heather, Leonar Cohen
pubblicherà Old ideas (Columbia), il suo nuovo cd di
inediti. Alcuni dei brani sono musicati da Patrick Leonard,
storico collaboratore di Madonna. "Non sono
vere canzoni - ha dichiarato il cantautore canadese in
una recente intervista - io scrivo piuttosto poesie che
corteggiano la musica". Dieci nuove canzoni - recita il comunicato stampa - pronte a minare il cuore, scuotere il corpo e scavalcare i confini nel modo in cui, tutti sanno, solo Leonard Cohen sa fare. Una firma dei nostri tempi, la voce baritonale di Leonard ci incatena, come hanno fatto quelle di Hank , Frank, and Ray (Williams, Sinatra e Charles, ndr). Nuove canzoni, che nessuno conosce ancora e di cui tutti faranno tesoro. (vai alla news).
Un
rabarbaro Zucca contro il sole cocente, il ghiaccio e quella
nota di vaniglia che contrastano l'amaro del rabarbaro. Il denso
del fluido che nasconde l'alcol che ti colpirà poi, soprattutto
se lo bevi sotto il sole. Perché sotto le cose, sotto
le frasi, sotto le musiche, sotto l'estate c'è sempre
ancora qualcosa da tenersi stretti. Fosse anche solo la nostalgia
degli anni Sessanta. E Gli Ex sono abbastanza unici in questo
loro procedere divertente ed erratico.
Gran
bel disco che ruota intorno ad un tema di grandissima attualità
come quello delle migrazioni, sviluppato attraverso un vero
e proprio affresco corale che vede coinvolti tante voci preziose.
Ascoltatelo con il cuore vi si aprirà un mondo musicale
d’incredibile fascino.
"Non
sparate sul cantautore" di Claudio Bernieri 13/01
-Per
buona ventura mia - e di chiunque abbia possibilità
di leggerlo - “Non sparate sul cantautore.
Canzoni come pietre, musica sotto tiro” è
un libro di storia musicale contemporanea. Voluminoso sì
(315 pagine), ma di quelli che scorrono via come birra ghiacciata,
belli tosti e stratificati. Eretto su pensieri, parole,
opere e omissioni di chi questa storia l’ha scritta/vissuta,
a volte subita, per mezzo di versi e musica, sulla propria
pelle (e - perché no - anche sulle proprie palle
e su poche stelle…copyright di Vecchioni). (Vai
all'articolo )
"Francesco
Guccini in concerto". Il Maestrone quando canta dal
vivo 03/10
-L'argomento-Guccini
è sdrucciolo per due motivi: il peso specifico dei
testi e il rischio del già detto. In altre parole:
a scrivere di lui, se si evita la buccia di banana dell'anamnesi
superficiale, si rischia di inciampare nel luogo comune.
Bene hanno fatto Claudio Sassi e Odoardo Semellini a spostare
il focus della disamina sull'attività live del Maestrone:
dai tempi primigeni dei Gatti (sic!) a quelli ultra-maturi. (Vai
all'articolo )
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Caffè
Sport Orchestra: "e pensare che ero venuto solo per comprare
un pesce spada". Sapido, divertente: il primo imperdibile
del 2012
«Mi
piaceva raccontare in modo più diretto, più fisico.
C'è una maggiore presenza di musica, ci sono atmosfere
diverse e qualche momento di leggerezza. Abbiamo seguito il
principio che una canzone può essere anche un bicchiere
bevuto in compagnia. E' un album che va nella direzione dell'incontro,
spero tanto di riuscire a fare buona compagnia, a chi ascolta.
Ma c'è anche un "suono dell'uomo" con cui mi
piace restare; un suono di vicende che ci appartengono sotto
tutte le latitudini; che ci rendono partecipi, che ci dicono
che in "due" si cammina meglio».
Così Luigi Maieron racconta, nel suo discorso di fine
anno, l'album "Vino,
tabacco e cielo", uno dei migliori del 2011.
«Non
ho dubbi sul fatto che alcune canzoni possano contribuire a
realizzare la rivoluzione, ma prima forse bisogna chiarire cosa
intendo - io - per rivoluzione. Per dirla con le parole del
profeta Pier Paolo Pasolini: “La rivoluzione non è
più che un sentimento. Potremmo cominciare da qui, da
questa prospettiva. Cosa fanno allora oggi le canzoni dei Gang,
se non mantenere vivo il sentimento della memoria, o meglio
ancora: cosa cercano nel loro viandare se non un ritorno al
fuoco di una nuova appartenenza, condizione indispensabile e
primaria del sentimento (prima ancora della coscienza e della
consapevolezza) della libertà?».
23/01 - Un
live è un monumento alla carriera? "Live
in Japan" forse, che ne ho consumati sette. Ma
per me come fa a essere un monumento? Io non l'avrei
fatto questo live, proprio perché sono abituato
ai live monumentali, a quelli che hanno un senso di
certificazione di una fama, di una notorietà
e di una carriera acquisita. In Italia in questo momento
c'è più musica che non orecchie che ascoltino.
Il disco dal vivo è stato un modo per far parlare
di un progetto che se nessuno ne parla si arena. elli
o brutti i miei dischi sono sempre lavori nei quali
io ci metto il sangue. Mi escono come il sudore dopo
una grande fatica o dopo una nottata di febbre. Non
si può fare un disco all'anno! Io ho bisogno
di sapere che almeno quello che dico posso difenderlo.
Per scelta, da "18 piccoli anacronismi"
in poi, io faccio solo dischi in cui ho l'illusione
che possano essere ascoltati anche tra dieci anni. Voglio
fare dischi che se metto su ancora dopo anni possa dire:
"Però, senti che bello!". Non voglio
un disco che mi suoni vecchio o inutile . (Vai
all'intervista), (Vai
alla recensione)
Io sono come un orso.
Con le braccia
tese in alto
aspetto
il sorgere del sole.
(Canto Pawnee)
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